L’alopecia è una condizione patologica, che si caratterizza per la diminuzione o per la perdita di capelli o peli in una o più aree del corpo. Può coinvolgere il cuoio capelluto, la barba, le sopracciglia, le ciglia e altre regioni anatomiche.
Il termine comprende condizioni diverse, tra cui:
Il termine comprende condizioni diverse, tra cui:
- alopecia androgenetica: un diradamento progressivo, con capelli sempre più sottili;
- alopecia areata: una forma che si manifesta spesso con chiazze prive di capelli o peli;
- alopecie cicatriziali: un gruppo di condizioni in cui i follicoli vengono danneggiati e sostituiti da tessuto cicatriziale;
- effluvio telogen: una caduta diffusa dei capelli legata a un’alterazione del loro ciclo di crescita.
Cause
Le cause dell’alopecia variano secondo la forma presente e il modo in cui viene alterata l’attività dei follicoli piliferi, le strutture della pelle da cui si sviluppano capelli e peli.Nell’alopecia androgenetica intervengono predisposizione genetica e fattori ormonali. Negli uomini, il diidrotestosterone, o DHT, agisce sui follicoli predisposti, che producono progressivamente capelli più sottili e corti: questo processo prende il nome di miniaturizzazione. La familiarità aumenta la probabilità di sviluppare il disturbo, ma non consente di prevederne con certezza l’esordio o la gravità (Adil e Godwin, 2017; British Association of Dermatologists, s.d.).
Anche il diradamento di tipo femminile ha una componente ereditaria, mentre il ruolo degli androgeni è meno uniforme. In alcune pazienti si accompagna alla sindrome dell’ovaio policistico, ma la sua presenza non dimostra, da sola, uno squilibrio ormonale (British Association of Dermatologists, 2024).
L’alopecia areata ha invece un’origine autoimmune: il sistema immunitario attacca erroneamente i follicoli e ne ostacola l’attività. La predisposizione genetica contribuisce alla suscettibilità, ma i fattori che avviano la malattia non sono ancora completamente chiariti. Ricondurla esclusivamente allo stress sarebbe quindi inesatto (Pratt et al., 2017).
Nell’effluvio telogen, un numero maggiore di capelli passa alla fase di riposo del ciclo di crescita e successivamente cade. Questo cambiamento può seguire eventi come:
- malattie con febbre elevata;
- interventi chirurgici;
- parto;
- dimagrimento marcato o diete molto restrittive;
- stress fisico o emotivo importante.
Altre cause comprendono disturbi della tiroide, come l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, carenze nutrizionali documentate, infezioni del cuoio capelluto e alcuni medicinali.
Lo strappamento ricorrente dei capelli, invece, caratterizza la tricotillomania, un disturbo che richiede un inquadramento specifico.
Nelle alopecie cicatriziali, come il lichen planopilare, il danno deriva da processi infiammatori diretti contro il follicolo (American Academy of Dermatology, s.d.; British Association of Dermatologists, s.d.).
Sintomi
L’alopecia non si manifesta necessariamente con una caduta abbondante. Talvolta il cambiamento più evidente è un diradamento lento, che rende il cuoio capelluto progressivamente più visibile. In altri casi compaiono chiazze prive di capelli o una perdita diffusa.Le manifestazioni più caratteristiche comprendono:
- stempiatura e diradamento sulla sommità della testa, frequenti nell’alopecia androgenetica maschile;
- allargamento della scriminatura centrale, tipico del diradamento femminile;
- chiazze tondeggianti e ben delimitate, spesso presenti nell’alopecia areata;
- maggiore caduta durante lavaggio e pettinatura, comune nell’ effluvio telogen (telogen effluvium);
- prurito, bruciore o desquamazione, possibili nelle forme infiammatorie.
Questi segni non consentono, da soli, di riconoscere la causa: condizioni differenti possono assomigliarsi e più disturbi possono coesistere. Una perdita associata a dolore, infiammazione persistente o rapido ampliamento delle zone interessate merita una valutazione dermatologica tempestiva, per chiarire la natura del processo in corso.
Diagnosi
La diagnosi dell’alopecia viene formulata dal dermatologo, che ricostruisce l’inizio e l’andamento della perdita e raccoglie informazioni su familiarità, salute generale, alimentazione, farmaci e abitudini di cura dei capelli. Eventuali malattie recenti o cambiamenti importanti aiutano a interpretare quanto emerge dall’esame del cuoio capelluto.Durante la visita, lo specialista osserva la distribuzione del diradamento e ricerca segni di infiammazione. La tricoscopia permette di esaminare con ingrandimento i capelli e le aperture dei follicoli, fornendo elementi utili per distinguere le diverse forme. Quando necessario, una delicata prova di trazione aiuta a valutare l’attività della caduta (American Academy of Dermatology, 2022; British Association of Dermatologists, 2025).
Gli accertamenti successivi dipendono dal sospetto clinico e possono comprendere:
- esami del sangue, per verificare, per esempio, una carenza di ferro o un disturbo tiroideo;
- dosaggi ormonali, in presenza di elementi che suggeriscono un’alterazione endocrina;
- esame micologico, se si sospetta un’infezione fungina;
- biopsia del cuoio capelluto, soprattutto per chiarire una possibile forma cicatriziale.
Rischi
Nelle alopecie cicatriziali, il follicolo danneggiato può essere sostituito da tessuto cicatriziale, rendendo permanente la perdita nell’area colpita. L’estensione dipende dall’attività e dalla durata dell’infiammazione: riconoscere il disturbo precocemente permette di intervenire per preservare i follicoli non ancora compromessi (British Association of Dermatologists, s.d.).La perdita dei capelli può inoltre incidere sull’immagine di sé, sull’autostima e sulle relazioni sociali. Il disagio non è necessariamente proporzionale all’estensione del diradamento e può essere significativo anche quando le aree coinvolte sono limitate. Queste ripercussioni fanno parte della valutazione clinica e non vanno considerate un problema soltanto estetico (Harries et al., 2026).
Nell’alopecia areata è documentata anche un’associazione con altre condizioni autoimmuni, comprese alcune malattie della tiroide. Questo significa che possono presentarsi insieme più frequentemente, non che l’alopecia ne sia la causa o che ogni persona interessata le svilupperà (Pratt et al., 2017).
Cure e Trattamenti
La scelta delle cure dipende dalla diagnosi, dall’estensione della perdita, dall’età e dalle condizioni generali, considerando anche le aspettative della persona. A seconda del quadro, l’obiettivo è favorire la ricrescita, rallentare il diradamento o controllare il processo responsabile del danno.Nell’alopecia androgenetica, il minoxidil applicato sul cuoio capelluto può favorire la crescita e contribuire al mantenimento della densità. I risultati richiedono mesi e si mantengono generalmente con la prosecuzione della terapia. Tra i possibili effetti indesiderati figurano irritazione locale, crescita di peli in zone indesiderate e un aumento transitorio della caduta nelle prime fasi. Il suo impiego richiede particolare attenzione in relazione a gravidanza e allattamento (Adil e Godwin, 2017; British Association of Dermatologists, 2024).
Negli uomini può essere considerata la finasteride, che riduce la formazione di DHT. Prima della prescrizione, il medico ne valuta benefici e rischi, compresi i possibili disturbi sessuali e gli effetti sull’umore. Negli uomini può essere considerata la finasteride, che riduce la formazione di DHT. La prescrizione richiede una valutazione dei benefici e dei possibili effetti indesiderati, tra cui disturbi sessuali e alterazioni dell’umore (AIFA, 2025).
Nelle donne, eventuali farmaci antiandrogeni vengono riservati a situazioni selezionate, tenendo conto delle controindicazioni e del progetto riproduttivo (AIFA, 2025; British Association of Dermatologists, 2024).
Per l’alopecia areata circoscritta, vengono utilizzati soprattutto corticosteroidi applicati localmente o infiltrati nelle aree interessate. Il trattamento richiede controlli per possibili effetti cutanei, tra cui l’assottigliamento della pelle.
Nei quadri più estesi si valutano terapie sistemiche oppure l’immunoterapia da contatto, disponibile in centri specializzati. L’impiego prolungato dei corticosteroidi sistemici è limitato dagli effetti indesiderati e dalla possibilità di ricadute (Harries et al., 2025; 2026).
Per l’alopecia areata grave sono disponibili anche farmaci che agiscono sulla risposta immunitaria. Il dermatologo ne valuta l’impiego e programma controlli periodici per verificarne l’efficacia e gli eventuali effetti indesiderati (Harries et al., 2026).
Nel telogen effluvium, la gestione si concentra sull’eventuale fattore scatenante e sull’osservazione dell’evoluzione. Spesso la crescita riprende spontaneamente, mentre il recupero del volume richiede più tempo. Una carenza nutrizionale accertata va corretta, ma gli integratori non rappresentano una soluzione generale per la caduta. Se si sospetta che un farmaco contribuisca alla caduta dei capelli, è necessario parlarne con il medico che lo ha prescritto, senza sospenderlo o modificarne la dose autonomamente. (British Association of Dermatologists, 2025; American Academy of Dermatology, 2022).
Nelle forme cicatriziali, le terapie antinfiammatorie o immunomodulanti mirano a contenere l’attività della malattia. Un’infezione richiede invece un trattamento diretto contro il microrganismo responsabile; nell’alopecia da trazione, correggere le abitudini che mantengono la tensione sui capelli è parte della gestione.
Il trapianto di capelli può essere un’opzione per alcune persone con alopecia androgenetica. Prima di proporlo, lo specialista valuta se nella zona da cui prelevare i capelli ce ne siano abbastanza e con caratteristiche adatte. Altri trattamenti, come il PRP, o plasma ricco di piastrine, e il laser, possono essere considerati in casi specifici, ma la loro utilità dipende dal tipo di alopecia. Per l’alopecia areata, le prove di efficacia sono ancora insufficienti per raccomandarne l’uso (American Academy of Dermatology, 2022; Harries et al., 2026).
Protesi capillari e soluzioni cosmetiche possono aiutare a gestire il cambiamento dell’aspetto.
Quando il disagio interferisce con la vita quotidiana, infine, anche un sostegno psicologico può entrare nel percorso di cura.
Bibliografia
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- Harries MJ et al. British Association of Dermatologists living guideline for managing people with alopecia areata 2024. British Journal of Dermatology. 2025;192(2):190–205. PMID: 39432739.
- Harries MJ et al. British Association of Dermatologists living guideline for managing people with alopecia areata 2025. British Journal of Dermatology. 2026;194(2):e56–e73. PMID: 41234147.
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