Tonsillectomia

Dr. Massimiliano Forino
A cura del Dr. Massimiliano Forino
Otorinolaringoiatra

Cos'è Cos'è

La Tonsillectomia è forse l’intervento chirurgico più noto della nostra specialità, una volta infatti l’otorino veniva identificato come il chirurgo che asportava le tonsille ai bambini (molti pazienti adulti ancora ricordano come un incubo l’intervento fatto quasi da svegli).Oggi fortunatamente le cose sono molto cambiate, le indicazioni all’intervento si sono molto ristrette e sicuramente si opera in ambiente protetto (in sala operatoria con anestesia generale).

Cause Cause

Generalmente chi soffre di faringo-tonsilliti ricorrenti (almeno 5 episodi all’anno con necessità di terapie antibiotiche), può essere candidato a questo tipo di chirurgia, ma anche chi risulta affetto da infezioni cronicizzate (soprattutto da streptococco) che non si riescano ad eradicare con le terapie farmacologiche.

Inoltre vi può essere anche un problema di tipo respiratorio, quando cioè le tonsille ipertrofiche creino un ostacolo alla respirazione sia in ambito pediatrico che negli adulti, causando un quadro di difficoltà respiratoria fino a vere e proprie apnee (durante il sonno). Oggi infatti si è visto che la roncochirurgia cioè la chirurgia che si effettua per problemi di apnea e russamento quasi non può prescindere dalla tonsillectomia che ha lo scopo di dilatare lo spazio respiratorio orofaringeo laterale.

In alcuni selezionatissimi casi vi può essere indicazione all’intervento anche in casi di tonsille criptiche con deposito e ristagno alimentare che provochi alitosi con disagio sociale. Infine ricordiamo gli interventi che si effettuano con finalità diagnostiche, in caso di lesioni espansive sospette  a carico delle tonsille stesse, bilaterali  o monolaterali.

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Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

L’intervento si effettua in orofaringoscopia diretta, per via transorale, cioè attraverso la bocca con ausilio di apribocca; il primo passaggio prevede la ricerca della capsula che avvolge la tonsilla ed il cui scollamento successivo facilita notevolmente la dissezione riducendo il rischio di lasciare residui di tessuto ghiandolare.

Nel bambino l’intervento risulta normalmente più semplice e veloce per una maggior facilità nelle manovre di scollamento dai tessuti circostanti; nell’adulto invece possono esservi aderenze con i muscoli che obbligano a dissezione più attenta e soprattutto ad un controllo dell’emostasi molto accurata, per evitare il vero rischio dell’intervento che è quello del sanguinamento postoperatorio, complicanza che può avvenire nelle prime 24-48 h dopo l’intervento fino alla 10°-12° giornata postoperatoria, alla caduta delle escare cioè delle patine fibrinose che si formano dopo l’intervento. Per evitare al massimo questo tipo di problemi nel postoperatorio si utilizzano diverse tecniche, ma nella nostra unità pur utilizzando nella fase dell’asportazione gli strumenti di taglio più moderni a disposizione che velocizzano di molto la procedura, soprattuto nell’adulto, preferiamo sempre posizionare nelle logge tonsillari dopo l’asportazione, dei tradizionali punti con filo riassorbibile di sicurezza; inoltre teniamo in osservazione ospedaliera il paziente per almeno 24h, ed effettuiamo controlli regolari per seguire l’andamento della guarigione e della riepitelizzazione. 

Il dolore postoperatorio che pure spaventa i candidati a questa chirurgia, è facilmente gestibile con i moderni farmaci antidolorifici, l’importante è sempre il monitoraggio del paziente nella fase postoperatoria per adeguare la terapia alle diverse esigenze individuali.

Dr. Massimiliano Forino
A cura del Dr. Massimiliano Forino
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