Rimozione cicatrici

Dr.ssa Marina Romagnoli
A cura della Dr.ssa Marina Romagnoli
Dermatologo

Cos'è Cos'è

Le cicatrici per loro definizione sono date da un processo riparativo con tessuto cutaneo diverso da quello originale. La cicatrice può essere conseguente ad un evento traumatico, ad una ferita chirurgica, ad un'ustione, ad una malattia della pelle. 

Infatti in questo caso il nostro organismo è in grado di riparare il danno da perdita di tessuto, ma non di riprodurre una cute con le stesse caratteristiche di quella originale, producendo per l'appunto un tessuto definito cicatriziale.

Il tessuto cicatriziale ha caratteristiche di consistenza, colore, spessore e sensibilità differenti rispetto alla cute sana e ciò determina la sua vistosa ed imbarazzante presenza.

In aggiunta a ciò il processo cicatriziale a volte può essere anomalo, in questo caso la nostra cicatrice sarà ancora più terribile.

  • Cicatrici ipertrofiche. Sono le cicatrici con aumento di sostanza. La cicatrice ipertrofica si manifesta a poche settimane dall'evento traumatico si presenta rilevata rispetto al piano cutaneo, rosso violacea spesso dolente, ma non tende a debordare dai suoi limiti iniziali né ad accrescersi nel tempo.
  • Cheloidi. Ben più gravi e difficili da trattare si presentano dopo alcuni mesi dall'evento scatenante, sono rilevati sul piano cutaneo eritemato violacei o di colorito carneo spesso pruriginosi o dolorosi. Si distinguono dalle precedenti per la loro costante tendenza ad accrescersi progressivamente nel tempo, diventando talvolta talmente estesi da determinare un deficit funzionale oltre che estetico.
  • Cicatrici depresse. A differenza delle precedenti sono sotto minate rispetto al piano cutaneo. Possono presentarsi conforme a scodella come ad esempio quelle della varicella, a punteruolo tipiche dell'acne, a bordi poco definiti e distensibili.

Cause Cause

Ci sono malattie della pelle tra cui l'acne, sicuramente la più frequente, che lasciano cicatrici se non vengono trattate adeguatamente e tempestivamente.

In alcuni casi è il medico a dover predisporre adeguate misure per far sì che le cicatrici siano il meno visibili possibile usando particolari tecniche chirurgiche e trattando la cicatrice con bendaggi compressivi, gel e piastre siliconiche o laser già dalle prime settimane.

Evitare l'esposizione al sole e proteggere la parte applicando un solare SPF50+ ogni due ore, e trattare con apposite sostanze siliconate la cicatrice aiuta ad ottenere un risultato esteticamente accettabile. Questo almeno quando la cicatrice è inevitabile come nel caso della chirurgia o dopo un'ustione grave. Evitare l'infezione della parte lesa applicando antisettici e detergendo bene la parte dopo il trauma è un'altra buona prevenzione.

Curare precocemente le malattie cutanee anche riduce il rischio di cicatrici.

Casi con maggior rischio di cicatrizzazione anomala: 

  • In parte determinato da familiarità e genetica.
  • Zone corporee quali lobo auricolare, regione posteriore del collo, mandibola, regione presternale, spalle sono a maggior rischio.
  • Soggetti a carnagione scura.
  • Soggetti giovani.
  • Alcune etnie, neri ed asiatici in particolare.
  • Ferite che impiegano più tempo del necessario a cicatrizzare.
dottore e dottoressa

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Diagnosi Diagnosi

Nella valutazione sul da farsi in caso di cicatrici, è di fondamentale importanza capire con l'aiuto del medico quali sono gli aspetti della cicatrice che maggiormente la rendono evidente e quindi indesiderata.

A volte è il colore eritemato violaceo o l'ipopigmentazione, altre l' iperpigmentazione marrone, altre ancora la presenza di detriti non rimossi al momento del trauma (pigmenti nero dell'asfalto) oppure un deficit di movimento (cicatrici retraenti) o di tessuto (cicatrice depressa) o al contrario un suo aumento o la presenza di prurito o dolore (cicatrice ipertrofica o cheloide). Spesso si tratta di una cicatrice di consistenza dura e fibrotica.

Molto spesso più fattori contribuiscono a rendere patologica e troppo visibile una cicatrice.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Partiamo quindi da un'importantissima precisazione: la cicatrice può essere migliorata fino a rendere nei casi più fortunati quasi impercettibile la sua presenza, ma non potrà mai essere completamente rimpiazzata da tessuto sano. 

I trattamenti possono essere:

  1. Iniezioni locali. Infiltrazione di antinfiammatorio o chemio terapico. Vengono eseguite con un ago molto sottile all'interno delle cicatrici troppo rilevate soprattutto quando sono pruriginose o dolorose. Negli ultimi anni anche l'uso della tossina botulinica per alcune tipologie di cicatrici ha dato buoni risultati. Di solito sono sufficienti da una a tre sedute a distanza di due-quattro settimane.
  2. Revisione Chirurgica. Utile in caso di cicatrici molto larghe ed in alcuni casi di deficit funzionali, da evitare sempre invece, come unica soluzione, in caso di cicatrici ipertrofiche e cheloidi per scongiurare una recidiva che è certa e spesso peggiore della cicatrice iniziale.
  3. Laser. Un vasto capitolo poiché ne esistono di diverse tipologie:  Laser vascolare (Dye laser, Ktp 532nm) da utilizzare come prevenzione già subito dopo l'asportazione dei punti in sedi a rischio o in caso di cicatrice arrossata ed in rilievo. Laser qs ed ipl per le iperpigmentazioni. Laser frazionale non ablativo (1540, 1550 nm) per cicatrici depresse ed ipertrofiche. Laser co2 per le cicatrici depresse e per quelle che determinano retrazione e difficoltà di movimento. Esiste infatti una tecnica laser frazionata ablativa specifica per affrontare questo delicato problema che di solito si verifica dopo importanti ustioni in sedi critiche quali il volto, collo, mani ed arti in genere. Le tecniche laser solitamente vengono eseguite ambulatorialmente senza necessità di anestesia, e non richiedono interruzione della vita sociale. Il disagio si limita a sensazione di forte calore durante l'esecuzione, rossore e gonfiore transitorida poche ore a qualche giorno in base alla tecnica usata). È comunque importante medicare l'area trattata con emollienti prescritti ad hoc e non esporsi al sole nelle settimane successive. È inoltre permesso l'uso di cosmetici specifici per ridurre il rossore. Le tecniche con laser co2 nelle cicatrici più complesse ed aree vaste (ed intero volto o collo) richiedono invece una preparazione farmacologica e talvolta, ma non sempre, tecniche anestesiologiche di supporto. Queste vanno dall'applicazione di anestetici in maschera alcune ore prima della seduta, all'uso di sistemi di raffreddamento ad aria e gas analgesici (basse concentrazioni di protossido di azoto ed ossigeno) fino alla sedazione in sala operatoria. La tecnica più idonea per ridurre il disagio viene concordata col paziente in base alla sua sensibilità e soprattutto al tipo di intervento programmato.
  4. Lipofilling e PRP fanno parte della medicina rigenerativa che utilizza materiale proveniente dallo stesso paziente, grasso prelevato con sottili cannule e fattori di crescita ottenuti con un semplice prelievo di sangue.                          

Il razionale di queste tecniche è quello di sfruttare le capacità di rigenerare i tessuti riducendo le depressioni ed aumentandone l'elasticità promuovendo la formazione di un tessuto più simile a quello andato distrutto. Questo effetto è attribuito alla presenza di cellule staminali nel tessuto adiposo e di fattori di crescita piastrinici, la cui azione consiste anche nell'accelerare la guarigione e ridurre il disagio post chirurgico.      

Nella medicina più avanzata si tende ad ottenere risultati amplificati e sinergici combinando sapientemente tra loro le tecniche descritte.

È giusto sottolineare che, spesso, anche se non sempre, sono necessarie più sedute per ottenere risultati soddisfacenti.

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