Tumore del testicolo

Dr. Fabrizio Muzi

A cura del Dr. Fabrizio Muzi

Andrologo

Cos'è Cos'è

Il tumore del testicolo può originare da qualsiasi componente dell'organo. Può originare dalle cellule seminali (seminoma) o dalle cellule deputate alla loro protezione e sostegno (cellule del Sertoli, cellule di Leydig e altre).

Negli ultimi vent'anni lo sviluppo della chemioterapia e della radioterapia, combinate alle tecniche chirurgiche ha permesso notevole miglioramento della prognosi e della sopravvivenza di questi pazienti. Attualmente circa il 90% di questi tumori, se diagnosticati precocemente, raggiunge la piena guarigione.

Cause Cause

Non esistono sostanzialmente fattori di rischio modificabili. In letteratura il criptorchidismo, cioè il testicolo ritenuto, è una malformazione che porta ad una mancata discesa del testicolo nel sacco scrotale in età pediatrica. Secondo l'ipotesi più accreditata, tale situazione comporta un aumento di temperatura del testicolo che può indurre delle alterazioni cellulari significative responsabili in seguito della genesi tumorale.

Sintomi Sintomi

Durante l'età pediatrica è di fondamentale importanza per i genitori sorvegliare l'adeguata discesa del testicolo nel sacco scrotale e di provvedere a far eseguire intervento di fissazione del testicolo qualora rimanga ritenuto del tutto o resti "a metà strada" lungo il canale inguinale.

Con l'andar dell'età ogni adolescente o meglio ogni uomo dovrebbe essere correttamente informato su come eseguire l'autopalpazione dei testicoli da effettuare periodicamente alla ricerca di anomalie eventuali dei genitali o di una massa a livello testicolare di consistenza dura di solito non dolente alla palpazione.

In ogni caso sarebbe utile a fronte di qualunque anomalia o nodularità di eseguire una visita medica immediata. Il tumore testicolare rappresenta una vera e propria urgenza oncologica.

Diagnosi Diagnosi

La presenza di una massa alla palpazione deve essere obiettivata strumentalmente e meglio caratterizzata mediante l'utilizzo dell'ecografia e dell'ecodoppler. Tali esami sono di facile esecuzione e non sono invasivi. Contestualmente è importante valutare i livelli sierici dei principali marcatori tumorali specifici delle neoplasie testicolari.

È sufficiente un semplice prelievo di sangue. Beta hcg, LDH, CEA e Afp sono marker specifici per le neoplasie testicolari anche se non è raro riscontrare valori del tutto normali anche in presenza di una neoplasia testicolare. I marker qualora positivi vengano nuovamente dosati dopo intervento di asportazione del testicolo a distanza di circa 3-4 giorni per programmare le eventuali terapie successive ove necessarie (chemioterapie o radioterapie). Molto importante la sorveglianza ecografica del testicolo sano sia per motivi di fertilità, sia per eventuale aumentata possibilità di diffusione del tumore.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Una volta appurata la natura sospetta di tali lesioni è necessario sottoporre il paziente ad intervento chirurgico. Non è auspicabile effettuare biopsie dall'esterno poiché tale tentativo porta a rischio di diffusione della patologia. Per quanto riguarda la fertilità di solito si può invitare il paziente ad effettuare deposito e crioconservazione del liquido seminale per poter assicurare la procreazione in futuro, anche se di solito il testicolo malato non ha grande fertilità.

Una volta fatto ciò si procede con un intervento chirurgico esplorativo sul testicolo in sala operatoria. Durante tale intervento è possibile effettuare qualora necessario un esame istologico estemporaneo per chiarire rapidamente la natura della lesione e procedere con l'intervento di asportazione del testicolo (orchiectomia) in caso di positività tumorale.

Si effettua un accesso chirurgico inguinale, non si procede mai per via scrotale, proprio per non favorire la diffusione della patologia ad altri distretti del corpo. Inoltre anche la stessa manipolazione del testicolo durante l'intervento per prelevare un campione per l'esame estemporaneo, viene effettuata previo il clampaggio (chiusura temporanea dei vasi) del funicolo, proprio per evitare la diffusione nel sangue o nei linfonodi paraortici e paracavali di eventuali cellule tumorali. Dopo l'asportazione del testicolo si può procedere, se già deciso assieme al paziente, il posizionamento di una protesi che ha motivazione estetica piuttosto relativa, ma di importante supporto psicologico per il paziente.

In base all'esame istologico definitivo ci sono eventuali terapie successive radioterapia/chemioterapia che vengono talvolta eseguite, secondo alcuni protocolli, anche in via preventiva soprattutto in base alla giovane età dei pazienti in cui è necessario ottenere una guarigione completa, libera dalla possibilità di ricomparsa a lungo termine.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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