Metastasi cerebrali

Prof. Nicola Di Lorenzo

A cura del Prof. Nicola Di Lorenzo

Neurochirurgo

Cos'è Cos'è

Le metastasi cerebrali si osservano nel 20-40% dei pazienti con cancro, ma la loro incidenza è destinata ad aumentare sia per le migliori possibilità diagnostiche che per l’aumento della sopravvivenza dei pazienti oncologici in generale.

Esse possono originarsi da tutte le neoplasie, sebbene derivino soprattutto dal carcinoma polmonare, dal carcinoma della mammella e dal melanoma. La metastasi cerebrale può essere unica (circa 20% dei casi) o più frequentemente multipla.

Sintomi Sintomi

Le manifestazioni cliniche (crisi comiziali, deficit motori, cefalea, vomito, etc.) non differiscono da quelle delle neoplasie cerebrali primitive, e quindi sono in stretto rapporto con la sede coinvolta e la loro grandezza.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di sicurezza è fatta tramite RMN e/o TAC con mezzo di contrasto. In casi particolari, può anche essre utile l'utilizzo della PET al fine di evidenziare la situazione del tumore primitivo oltre che le eventuali ripetizioni metastatiche in altri organi e/o apparati.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Le caratteristiche anatomo-chirurgiche delle metastasi e cioè conformazione sferica, superficialità e soprattutto facile clivabilità dal tessuto sano, sono tali da incoraggiarne l’exeresi chirurgica; di conseguenza l’indicazione chirurgica non dipende da difficoltà strettamente tecniche, ma solo dal possibile giovamento che ne potrà trarre il paziente.

Fondamentalmente i criteri per l’operabilità si basano sull’unicità o meno della lesione, sull’aggressività del tumore primitivo e soprattutto sulle condizioni generali e neurologiche del paziente. In ogni modo, in questo tipo di patologia, l’indicazione all’intervento chirurgico è sempre articolata e deve essere necessariamente posta prudentemente caso per caso. In alcuni casi specifici di metastasi cerebrali multiple (2/3 noduli tumorali) e volumetricamente limitate, può essere presa in considerazione la Radiochirurgia.

Per contro, il ruolo della Radioterapia convenzionale è stato molto ridimensionato, ed attualmente trova la sua indubbia indicazione solo nelle metastasi da linfoma. Per quanto riguarda la chemioterapia, bisogna precisare che molti chemioterapici standard non penetrano la barriera ematoencefalica e quindi non possono essere utilizzati. Di contro, farmaci come la temozolomide  possono raggiungere il cervello ed in realtà sono frequentemente utilizzati sebbene i risultati non siano in genere soddisfacenti.

Infine non deve essere dimenticata la cosiddetta terapia palliativa; essa consiste nella somministrazione di corticosteroidi ed anticomiziali e generalmente produce ottimi risultati sebbene per un molto limitato periodo di tempo.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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