Quando sentiamo parlare di "ipnosi regressiva", la mente corre spesso a scene di film misteriosi, vite passate o pendoli che oscillano. Tuttavia, la realtà clinica di questa pratica è ben diversa, molto più affascinante e, soprattutto, terapeutica.

Come professionista della salute mentale, capita spesso di spiegare ai pazienti che l'ipnosi regressiva non è una magia, ma uno strumento potente per accedere a quella parte di noi che solitamente resta in silenzio: il nostro inconscio.

Seduta di ipnosi regressiva con psicologo in studio

Che cos'è davvero la regressione ipnotica?

L'ipnosi regressiva è una tecnica utilizzata all'interno di un percorso terapeutico per aiutare la persona a recuperare ricordi, sensazioni o collegamenti associativi legati al passato. L'obiettivo non è il "turismo temporale", ma la ricerca della causa scatenante (in termini tecnici, l'evento sensibilizzante) di un disagio attuale.

Immaginate che la vostra ansia, o una fobia inspiegabile, sia come una pianta infestante nel vostro giardino. Potete tagliare le foglie (i sintomi) quanto volete, ma se non trovate e rimuovete la radice, la pianta ricrescerà. L'ipnosi regressiva è lo strumento che ci permette di scavare delicatamente per trovare quella radice.
 

Verità storica vs verità emotiva

Un punto fondamentale da chiarire, per onestà intellettuale e scientifica, riguarda la natura della memoria. La scienza cognitiva ci insegna che la memoria non è un hard disk che registra fedelmente la realtà, ma è ricostruttiva.

Quando una persona in stato di trance ipnotica "regredisce" a un evento dell'infanzia, quello che emerge è la verità emotiva del paziente. Potrebbe non corrispondere esattamente ai fatti storici (ad esempio, il colore del vestito o l'ora esatta), ma l'emozione provata è autentica e reale al 100%. È su quell'emozione che lavoriamo per sciogliere il nodo traumatico.

E le "vite passate"?

È il tema che suscita più curiosità. Capita che, durante una sessione, un paziente riporti esperienze che sembrano appartenere a un'altra epoca o a un'altra identità.
Come psicologo, il compito non è stabilire se la reincarnazione esista o meno (questo è un tema filosofico o spirituale), ma utilizzare ciò che emerge a fini terapeutici.

Spesso, la mente utilizza metafore potenti per spiegarci come si sente. Se un paziente si visualizza come un guerriero ferito in una battaglia medievale, forse la sua mente sta comunicando un profondo senso di "lotta per la sopravvivenza" che sta vivendo oggi, magari sul lavoro o in famiglia. Accogliere questa narrazione permette di elaborare quel dolore in modo simbolico ma estremamente efficace.
 

È pericoloso? Si perde il controllo?

Questo è il timore più diffuso. La risposta è no. Durante l'ipnosi regressiva:

 
  • non si perde mai la coscienza: il paziente è in uno stato di profondo rilassamento e concentrazione focalizzata, ma sa dove si trova e chi è;
  • il controllo resta al paziente: nessuno può essere costretto a dire o fare cose che vanno contro la sua volontà o i suoi valori morali;
  • è un ambiente protetto: le emozioni che emergono possono essere intense (un pianto liberatorio, ad esempio), ma avvengono alla presenza di un terapeuta esperto in grado di gestire e contenere quell'esperienza.

 

A chi può essere utile?

L'ipnosi regressiva può essere un valido aiuto per chi soffre di:
 
  • ansia generalizzata o attacchi di panico senza causa apparente;
  • fobie specifiche (paura di volare, dell'acqua, ecc.);
  • schemi relazionali ripetitivi (scegliere sempre il partner "sbagliato");
  • blocchi emotivi o creativi.
 

Conclusione

L'ipnosi regressiva è un atto di coraggio: è la scelta di smettere di guardare solo avanti e, per un attimo, voltarsi indietro per recuperare parti di sé che erano rimaste bloccate. Non serve credere nella magia per trarne beneficio, serve solo la volontà di ascoltarsi nel profondo, guidati da un professionista qualificato.
 

Bibliografia

  • American Psychological Association (APA), Division 30, Society of Psychological Hypnosis.
  • Yapko, M. D. (2012). Trancework: An Introduction to the Practice of Clinical Hypnosis.
  • Sulla natura ricostruttiva della memoria: Loftus, E. F. (2005). Planting misinformation in the human mind: A 30-year investigation of the malleability of memory. Learning & Memory.