Retinopatia diabetica

Prof. Vincenzo Scorcia

A cura del Prof. Vincenzo Scorcia

Oculista

Cos'è Cos'è

La retinopatia diabetica è una patologia retinica che colpisce pazienti affetti da diabete mellito. I primi segni di microangiopatia diabetica cominciano a presentarsi mediamente dopo 8-10 anni dalla prima diagnosi di malattia sistemica e sono più evidenti in quei soggetti che non hanno ben controllato i livelli ematici di glucosio. Attualmente in Italia sono circa 3 milioni i pazienti diabetici e di questi circa 2 milioni hanno un interessamento retinico con potenziale rischio di riduzione del visus.

Tra le complicanze micro-angiopatiche di questa malattia metabolica, la retinopatia diabetica è sicuramente la più frequente. Nelle fasi iniziali della patologia tuttavia nessun sintomo clinico è riscontrabile da parte del paziente; per tale motivo solo un accurato esame del fondo oculare praticato dal medico oculista potrà rilevare la presenza di piccole emorragie intraretiniche e/o dilatazioni aneurismatiche capillari (microaneurismi). Con la progressione della patologia saranno poi evidenziabili essudati giallastri intraretinici, indice di deposito di materiale di accumulo ed in alcuni casi la comparsa di un edema cistoide in sede maculare che potrà provocare un improvviso calo del visus. In tale fase la patologia potrà essere ancora classificata come “Retinopatia diabetica NON proliferante”.

La comparsa di neovasi patologici sulla retina, caratterizzati da una parete fragile e percolante, classificherà invece la patologia come “Retinopatia diabetica proliferante”; in tale stadio la rottura di tali capillari anomali potrà determinare la comparsa di gravi emorragie intraretiniche o endovitreali (emovitreo) oltre ad un brusco calo della vista. La presenza di neovasi patologici anche in camera anteriore, in sede iridea ed angolare possono provocare una grave complicanza degli stadi terminali della malattia quale il “glaucoma neovascolare”, complicanza prognosticamente molto grave per la vista. La formazione di neovasi infine potrà determinare fenomeni fibrotici retinici, in grado di provocare distacchi di retina trazionali di difficile gestione chirurgica.

Cause Cause

L'elevata presenza di glucosio nel sangue provoca un danno della parete dei capillari sanguigni (perdita dei periciti) che diventa fragile ed altamente permeabile, lasciando diffondere nei tessuti gran parte delle molecole che viaggiano al loro interno. 

Sintomi Sintomi

Nelle fasi iniziali la retinopatia diabetica è asintomatica, poiché le alterazioni vascolari sono principalmente a carico delle zone periferiche della retina, non deputate alla visione distinta. Con la progressione della patologia si può avere il coinvolgimento della regione maculare, con compromissione dell’acuità visiva (per la presenza di edema maculare o emorragia intraretinica o vitreale).

Il paziente percepisce un progressivo (o a volte repentino) calo del visus con senso di annebbiamento; tipiche sono le fluttuazioni circadiane della visione legate all’instabilità dei valori ematici della glicemia, soprattutto in pazienti in scarso controllo metabolico. Gli stadi tardivi della RD si accompagnano a complicanze più gravi quali il distacco di retina trazionale e il glaucoma neovascolare, condizioni entrambe che possono portare alla cecità.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi strumentale del diabete prevede ad oggi l’esecuzione di un esame fluorangiografico (FAG) e un esame OCT. Il primo prevede l’immissione nel circolo venoso di una sostanza colorante denominata “fluoresceina” consentendo l’identificazione delle alterazioni micro-vascolari tipiche della patologia e soprattutto la presenza di aree ischemiche periferiche della retina che necessitano di un trattamento argon laser.

L’esame OCT attraverso l’emissione di un fascio di luce coerente consente l’analisi di tutti gli strati retinici in sede maculare, evidenziando anche i più piccoli accumuli di fluido intraretinico.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia della retinopatia diabetica è rappresentata dal controllo glicemico e da una attenta valutazione diabetologia del paziente stesso. Nelle fasi “non proliferanti” della malattia i trattamenti più frequenti sono rappresentati dalla fotocoagulazione mediante argon laser delle aree retiniche periferiche ischemiche evidenziate in FAG e dall’iniezione intravitreale di sostanze anti-VEGF o d’inserti a lento rilascio di desametasone per il trattamento dell’edema maculare cistoide.

La fotocoagulazione laser in genere non ha la finalità di migliorare il visus del paziente ma solamente di evitare un peggioramento del quadro clinico e l’insorgenza di eventuali complicanze quali l’emovitreo e il glaucoma neovascolare. In caso di trattamento precoce tali risultati sono ottenibili in più dell’80% dei pazienti trattati. La terapia intravitreale ha come scopo invece il riassorbimento dell’edema maculare e l’eventuale miglioramento dell’acuità visiva.

In caso di malattia “proliferante” le possibilità terapeutiche sono in genere di natura chirurgica e rappresentate dalla vitrectomia in caso di emovitreo o di distacco di retina trazionale.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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