Ad oggi sappiamo che il ‘dogma’ dell’urologia che le urine fossero sterili è stato sfatato. La scienza ha dimostrato come nell’apparato urinario, come nel tratto gastrointestinale siano presenti popolazioni cellulari differenti che vivono in equilibrio con la cellule del nostro organismo.

Questa scoperta ha rivoluzionato il campo della ricerca urologica. È infatti verosimile che le modificazioni della flora urinaria in base all’età, al sesso e ai cambiamenti ormonali, possano essere responsabili anche dello svilupparsi di malattie urologiche come i tumori, i calcoli o le disfunzioni urinarie come l’incontinenza.  

Per ecosistema si intendo un insieme di organismi che interagiscono in un ambiente costituendo un meccanismo autosufficiente in un equilibrio dinamico.

Il microbiota umano, rappresentato da batteri funghi e virus è concentrato per lo più nell’intestino, in totale ha un numero di cellule pari a quasi 10 volte quello delle cellule che compongono l’intero organismo umano.

Questo dovrebbe farci sorgere spontanea la domanda, siamo noi ad ospitare il microbiota o siamo solo il loro contenitore? Di fatto probabilmente non esiste una risposta corretta perché si tratta di un ecosistema, il più grande della terra ed è dentro di noi.

Il microbioma è in grado di aiutarci a metabolizzare calorie, favorire la biodisponibilità di alcuni nutrienti, aiuta la regolazione del metabolismo, sostiene la peristalsi intestinale, aiuta lo sviluppo e la regolazione del sistema immunitario, regolando i processi infiammatori e addirittura la regolazione degli stati emotivi.

Per questo il microbiota viene definito un organismo endocrino aggiuntivo.

Esiste un asse diretto tra intestino e sistema nervoso centrale per cui in condizioni di stress il microbiota ne viene influenzato ma a sua volta può lui stesso influenzare il sistema nervoso centrale e il nostro comportamento.

Da questa fitta interazione tra sistema nervoso e microbiota intestinale si spiega la caratteristica psicosomatica di tante malattie dei paesi in forte sviluppo-economico ed industriale. 

Una disbiosi, non solo altera la produzione di molecole utili, ma permette lo sviluppo di molecole dannose da parte di microrganismi patogeni influenzando molte patologie della civiltà moderna, la sindrome metabolica, la patologie infiammatorie, neurologiche, psichiche e tumorali.

Per quanto sappiamo nell’apparato urinario i lattobacilli presenti più nelle donne e i corinebatteri più negli uomini, variano in base all’età. Sono in grado di produrre neurotrasmettitori, competono con gli agenti patogeni per i substrati metabolici, mantengono l’integrità delle giunzioni epiteliali, producono sostane ad attività antimicrobica che uccidono i patogeni, rinforzano la barriera epiteliale con meccanismi di difesa immunologica, degradano prodotti dannosi, creano una barriera meccanica all’entrata dei patogeni nell’urotelio.

Esistono importanti differenze del microbioma urinario in paziente affetto da sindrome da urgenza frequenza con o senza incontinenza urinaria.

  • La gravità dei sintomi correla con una minore ricchezza ed eterogeneità del microbioma urinario
  • Il microbioma influenza il numero degli episodi, la severità dei sintomi e il rischio di IVU post trattamento
  • La risposta alla solifenacina è migliore nelle donne con minore abbondanza e diversità di batteri.

Cosi come sempre più supporti scientifici mettono in correlazione il microbiota urinario con le patologie tumorali della prostata e apparato urinario oltre che con la calcolosi.

Tutte queste scoperte porteranno a nuove frontiere nella diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie urologiche.

Inoltre probiotici, prebiotici e variazioni della dieta potrebbero rappresentare una opportunità nella regolazione del microbioma urinario.