L’acne è una patologia cutanea molto ricorrente. La sua forma più comune, l’acne volgare, colpisce circa l’80% degli adolescenti con prevalenza nel sesso maschile.
Ulteriori varianti di acne sono:
- acne tardiva: frequente nel sesso femminile e con un picco di insorgenza intorno ai 40 anni. Sorge spesso in associazione ad alterazioni del sistema endocrino femminile come, ad esempio, la sindrome dell’ovaio policistico;
- acne nodulo-cistica: una variante grave caratterizzata, spesso, dalla formazione di vere e proprie cisti per la quali è previsto un trattamento farmacologico a base di retinoidi
- acne infantum: variante autorisolutiva che si manifesta prevalentemente nei neonati di sesso maschile poco dopo la nascita e non oltre il terzo mese;
- acne aestivalis: eruzione papulosa, ovvero caratterizzata dalla comparsa di lesioni cutanee pruriginose. Nonostante il nome, essa è in realtà una forma di dermatite indotta dalle esposizioni solari più che una vera e propria patologia delle ghiandole sebacee;
- acne fulminans: forma rara e molto grave, spesso accompagnata da stato febbrile e caratterizzata dalla formazione di ulcere. Poco sensibile ai trattamenti farmacologici più comuni, spesso richiede il ricovero ospedaliero;
- acne inversa: variante grave che si sviluppa in prossimità delle pieghe cutanee (ascelle, inguine, pieghe sottomammarie, etc.);
- acne iatrogena: una forma di follicolite, ovvero una infiammazione dei follicoli, conseguente a trattamenti farmacologici effettuati per altre patologie.
Approfondimenti
Cause
L’acne, soprattutto nella sua forma più comune (detta volgare), presenta una genesi multifattoriale. A concorrere all’infiammazione della pelle (dermatosi) sono infatti:
- iperseborrea: un'eccessiva produzione di sebo spesso legata a delle alterazioni nel metabolismo. Ciò avviene prevalentemente durante la pubertà, poiché gli ormoni androgeni stimolano la produzione di sebo e la proliferazione dei cheratinociti, cellule responsabili dell’ispessimento della pelle;
- ipercheratinizzazione dell’epitelio follicolare: un’eccessiva produzione di cheratina e cellule cutanee non più vitali, che ostruiscono i pori della pelle, o follicoli piliferi, impedendo il drenaggio del sebo in eccesso;
- colonizzazione batterica del follicolo pilifero: da parte del germe P.Acnes che si nutre degli acidi grassi presenti nel sebo trattenuto e rilascia sostanze irritanti per la cute. L’immediata conseguenza è la formazione di pus e la propagazione dell’infiammazione.
Nel tempo sono stati presi in considerazione anche ulteriori elementi, come la dieta e in particolare il consumo di cioccolato, ma non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un diretto rapporto di causa-effetto. Lo stress, invece, alterando l’equilibrio ormonale, può contribuire a un peggioramento dell’acne.
Anche i fattori ambientali, come il clima e l’esposizione solare, influenzano questa condizione: temperature elevate e umidità possono favorirne la comparsa o l’aggravamento. L’azione del sole è duplice: da una parte può limitare la proliferazione batterica e seccare le lesioni superficiali, dall’altra può favorire la formazione dei comedoni e l’ispessimento dell’epidermide, con possibili effetti negativi. Per questo motivo, nei soggetti acneici si raccomanda un’esposizione al sole controllata.
Sintomi
In riferimento alle cause sopra citate, i principali e più comuni sintomi dell’acne volgare sono:
- iperseborrea: si manifesta in pelle lucida e untuosa;
- comparsa dei comedoni: conosciuti come punti neri e punti bianchi; sono dei veri e propri “tappi di sebo” che ostruiscono i pori della pelle come conseguenza della ipercheratinizzazione;
- eritema polimorfo: una condizione di arrossamento caratteristico delle zone infiammate a causa del batterio P.Acnes. Si accompagna spesso alla formazione di diversi tipi di lesione cutanea (da qui il termine polimorfo) quali pustole, noduli, cisti, etc.
Simili lesioni, accompagnate spesso da dolore e fastidioso prurito, si distribuiscono soprattutto in prossimità delle ghiandole sebacee. Tra le aree maggiormente colpite dall’acne, troviamo:
- la “zona T” del volto: ovvero l’asse naso-fronte-mento e le guance;
- lo sterno e le aree che lo circondano;
- il dorso
La visibilità delle aree colpite rende opportuno considerare tra le conseguenze della patologia cutanea anche l’insorgere di un disagio psicologico nel paziente, particolarmente rilevante in una fase critica quale quella della pubertà.
Diagnosi
La diagnosi di acne avviene in seguito alla visita clinica dello specialista, che prende in analisi l’anamnesi del paziente, nonché i segni fisici che lascino presagire la patologia.
Durante la fase dell’anamnesi, il Dermatologo assume informazioni anche sulle abitudini del paziente, come, ad esempio, l’eventuale ricorso a cosmetici occlusivi, che potrebbero aver alterato l’equilibrio della pelle.
Per approfondire le indagini diagnostiche, può risultare utile il ricorso a esami di accertamento, quali:
- esami del sangue: per valutare il livello di alcuni ormoni presenti nel sangue come, ad esempio il testosterone;
- ecografia: soprattutto per le donne, al fine di valutare la possibile presenza di problemi alle ovaie o all’apparato riproduttivo.
Alla diagnosi, segue la classificazione della gravità dell’acne suddivisa in lieve, moderata o grave, in base al numero e al tipo di lesioni cutanee, nonché la diagnosi differenziale con patologie dalla sintomatologia simile quali, ad esempio, la rosacea.
Rischi
Indipendentemente dalla gravità, l’acne volgare, di solito, guarisce spontaneamente intorno ai 20 anni, anche se una ristretta minoranza di pazienti può rimanerne affetta fino ai 40. Tra i rischi principali troviamo:
- disagio psicologico: spesso causa di forte stress tra i pazienti che, nei casi più gravi, possono ricorrere a consulenze psicologiche di sostegno;
- esiti cicatriziali: come risultato della riparazione delle diverse lesioni cutanee che può portare alla formazione di una cicatrice sulla pelle.
Cure e Trattamenti
L’acne è una patologia cutanea sulla quale il dermatologo può intervenire con diversi trattamenti da individualizzare in base all’entità e alla localizzazione del danno, all’età del paziente e ad eventuali patologie o terapie farmacologiche concomitanti.
La scelta del trattamento e della tecnica dipendono inoltre dal tipo di pelle, dalle caratteristiche della cute, dall’etnia, dal tipo, dalla profondità e dalla quantità delle cicatrici presenti, dal grado di invecchiamento, dalla disponibilità del paziente e dal risultato che si vuole ottenere. L’acne, infatti, determina alterazioni del metabolismo sia a livello molecolare che cellulare e le differenti fasi della malattia richiedono modalità di trattamento diverse: solo un approccio integrativo globale consente di ottenere una remissione del quadro clinico anche nei casi più complessi.
Tra i trattamenti più ricorrenti vi sono:
- trattamenti farmacologici topici: ottenuti applicando farmaci seboregolatori, cheratolici, antibiotici e antinfiammatori direttamente sulla parte lesa. Spesso si accompagnano ad un'attenta detersione della pelle da effettuare costantemente con prodotti specifici selezionati dal medico;
- trattamenti farmacologici sistemici: ottenuti somministrando per via orale antibiotici o, nei casi più gravi, farmaci retinoidi mirati a regolare la crescita delle cellule epiteliali;
- trattamenti ambulatoriali: che possono essere combinati a trattamenti domiciliari quali terapia fotodinamica; luce pulsata; peeling con alfa- o beta-idrossiacidi e biostimolazione. Si tratta di trattamenti particolarmente indicati per gli esiti cicatriziali, per i quali possono essere impiegate anche tecniche di induzione del collagene, costituite da metodiche semplici, efficaci e sicure, adatte a tutti i tipi di pelle, che permettono di intervenire sulle cicatrici atrofiche post-acne e, più in generale, sulle complicazioni della patologia;
- sostegno psicologico: per i pazienti nei quali l’impatto psico-sociale dell’acne si mostri particolarmente rilevante.
Nell’ambito dei trattamenti rigenerativi e correttivi, possono essere utilizzate diverse molecole in grado di migliorare sia il micro che il macroambiente della cute e del tessuto sottostante, come l’acido ialuronico ad alto peso molecolare e l’acido succinico, oppure formulazioni di acido ialuronico ibrido (ad alto e basso peso molecolare).
In alcuni casi si può ricorrere anche a filler di acido ialuronico cross-linkato o all’idrossiapatite di calcio, così come al collagene di tipo I o alla tossina botulinica a basse dosi. Si tratta di principi attivi che contribuiscono alla rigenerazione cutanea e che, se opportunamente combinati tra loro, possono offrire risultati più efficaci rispetto all’impiego di una singola metodica, soprattutto nel trattamento delle cicatrici atrofiche, il cui miglioramento rappresenta un aspetto importante anche per il benessere psico-fisico della persona.
La maggior parte dei trattamenti elencati non può essere eseguita nel periodo estivo, durante il quale è prevista dunque una sospensione delle cure. Fortunatamente, nel 75% dei casi, l’acne va incontro a spontaneo miglioramento nel corso dello stesso periodo grazie all’azione sebo regolatrice e immunomodulante delle radiazioni solari. È importante tuttavia ricordare di non esporre la cute acneica alla radiazione senza le specifiche protezioni solari, volte a filtrare la componente dannosa della radiazione UV senza schermarla del tutto, in modo da ottenere i benefici appena citati.
Tra le più recenti opzioni di medicina rigenerativa applicate al trattamento degli esiti cicatriziali dell’acne rientrano anche gli skinbooster a base di acido ialuronico
Falsi miti su alimentazione, cura e trattamenti efficaci
Acne e cibo: c’è relazione?
No, assolutamente, mangiare la cioccolata o gli insaccati non aumenta i brufoli.
Chi cura l’acne?
L'unico specialista è il Dermatologo, che valuta lo stato della malattia e prescrive la terapia più opportuna. Non fidarsi dei consigli dell’estetista, del farmacista e di internet.
L’acne guarisce?
In genere si, anche spontaneamente, ma dopo molti anni e spesso con cicatrici o macchie antiestetiche.
Ci si può truccare?
Occasionalmente, con prodotti molto leggeri, fluidi e non comedogenici (che non provocano nuovi punti neri). No a fondotinta usati tipo “stucco” o a tentativi di coprire i brufoli con frangette o ciuffi di capelli, che essendo spesso untuosi, finiscono per aggravare l’acne, specie sulla fronte. Le creme grasse e i fondotinta otturano i pori favorendo la formazione di altri brufoli e facendo entrare la donna in un tremendo circolo vizioso: più cosmetici più brufoli, ancora più cosmetici per mascherarli e sempre più brufoli.
È utile premere i brufoli?
Da evitare assolutamente, si forma un tipo di acne detta “escoriata”, che quasi costantemente lascia sul viso macchie e cicatrici.
In che periodo l’acne va curata?
Essendo una patologia cronica, va curata sempre, anche se in genere tende a migliorare spontaneamente con l’arrivo dell’estate. Spesso però, vedendosi meglio, molti pazienti abbandonano la terapia di mantenimento estiva e l’acne inesorabilmente si ripresenta a settembre.
Si possono eliminare le cicatrici e le macchie lasciate dall’acne?
Si, con opportune terapie note come “peeling” o con tecniche dermochirurgiche (dermoabrasione-laser). Giova ricordare che il peeling è a tutti gli effetti una terapia medica e come tale va effettuato solo da personale laureato in Medicina e Chirurgia, con opportuna manualità specifica: gli altri peeling (estetici) o presunti tali hanno scarsa valenza terapeutica, essendo troppo basse le concentrazioni dei principi attivi presenti nei preparati.
Bibliografia
- Knutsen-Larson S, Dawson AL, Dunnick CA, Dellavalle RP. Acne vulgaris: pathogenesis, treatment, and needs assessment. Dermatol Clin. 2012 Jan;30(1):99-106, viii-ix. doi: 10.1016/j.det.2011.09.001. Epub 2011 Oct 21. PMID: 22117871.
- Treatment Modalities for Acne. Fox L, Csongradi C, Aucamp M, du Plessis J, Gerber M. Molecules. 2016 Aug 13;21(8):1063. doi: 10.3390/molecules21081063. PMID: 27529209.
- Models for acne: A comprehensive study. Kanwar IL, Haider T, Kumari A, Dubey S, Jain P, Soni V. Drug Discov Ther. 2018;12(6):329-340. doi: 10.5582/ddt.2018.01079. PMID: 30674767.
- Diagnosis and treatment of acne. Titus S, Hodge J. Am Fam Physician. 2012 Oct 15;86(8):734-40. PMID: 23062156.
- Sadick NS, Cardona A. Laser treatment for facial acne scars: A review. J Cosmet Laser Ther. 2018 Nov-Dec;20(7-8):424-435.
L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.
Cerca i migliori specialisti che si occupano di AcneRevisione Scientifica
Trova il Medico più adatto alle tue esigenze.