Ecografia transvaginale

L'ecografia transvaginale è un esame diagnostico ecografico che permette di visualizzare in modo dettagliato gli organi dell'apparato riproduttivo femminile attraverso l'introduzione di una sottile sonda ecografica nella vagina. Fornisce informazioni utili per la diagnosi e  il monitoraggio di numerose condizioni ginecologiche e viene utilizzata per valutare: 

Prezzo

Da 50 € - 220 €

Confronta per provincia

  • l'utero; 
  • l'endometrio; 
  • le ovaie;
  • le tube quando visibili;
  • le strutture pelviche circostanti.

Si tratta di un'indagine ambulatoriale, non invasiva e generalmente ben tollerata, con una durata contenuta. Può essere eseguita sia a scopo diagnostico sia nell'ambito dei controlli ginecologici o del monitoraggio della gravidanza nelle sue fasi iniziali. Grazie alla vicinanza della sonda agli organi da esaminare, offre immagini ad alta definizione rispetto all'ecografia addominale in molte situazioni cliniche.

Panziente su un lettino che ha davanti una sonda con sopra il gel.

Quando è indicata l’ecografia transvaginale

L’esame può essere prescritto in diverse situazioni, tra cui:

  • dolore pelvico o dolore durante i rapporti sessuali;
  • sanguinamenti uterini anomali o irregolarità del ciclo mestruale;
  • sospetta presenza di fibromi uterini, polipi o cisti ovariche;
  • approfondimento di masse pelviche;
  • valutazione dell'endometrio, soprattutto in menopausa o in presenza di sanguinamenti;
  • ricerca delle cause di infertilità e monitoraggio dell'ovulazione nei percorsi di procreazione medicalmente assistita;
  • controllo della gravidanza nelle prime settimane, quando clinicamente indicato;
  • follow-up di patologie ginecologiche già diagnosticate.

Come prepararsi all’ecografia transvaginale

Generalmente questo esame non richiede una preparazione particolare; tuttavia, nella maggior parte dei casi, è preferibile presentarsi con la vescica vuota, poiché ciò facilita la visualizzazione degli organi pelvici. 

È consigliabile portare con sé: 

  • eventuali ecografie precedenti;
  • referti ginecologici; 
  • esami di laboratorio;
  • altra documentazione clinica utile per il confronto. 

Se l'esame viene eseguito per esigenze specifiche, come il monitoraggio dell'ovulazione o in gravidanza, è importante attenersi alle indicazioni ricevute dal ginecologo o dalla struttura sanitaria.

Non è necessario il digiuno e, salvo diversa indicazione del medico, non occorre sospendere le terapie farmacologiche abituali. 

Come si svolge l’ecografia transvaginale

L'ecografia transvaginale viene eseguita da un medico specialista in ginecologia.

La paziente viene invitata a sdraiarsi sul lettino ginecologico. La sonda ecografica, di piccole dimensioni, viene protetta con un rivestimento monouso, lubrificata con un apposito gel e introdotta delicatamente nella vagina. Durante l'esame il medico orienta la sonda per ottenere immagini dettagliate dell'utero, delle ovaie e delle altre strutture pelviche.

L'indagine non provoca dolore, anche se alcune donne possono avvertire un lieve fastidio, soprattutto in presenza di infiammazioni o dolore pelvico. Al termine la sonda viene rimossa e la paziente può riprendere immediatamente le normali attività quotidiane. 

Quanto dura l’ecografia transavaginale

Questo esame ecografico dura mediamente 10-20 minuti, anche se il tempo necessario può variare in base al motivo dell'esame e alle caratteristiche cliniche della paziente.

Nella maggior parte delle strutture il medico illustra immediatamente i principali risultati dell'esame e consegna il referto al termine della visita oppure lo rende disponibile in tempi brevi, secondo le modalità organizzative del centro.

Le principali province

Roma Da 50 €
Milano Da 70 €
Napoli Da 70 €
Verona Da 60 €
Bari Da 55 €
Terni Da 80 €
Latina Da 70 €
Padova Da 80 €
Brescia Da 110 €
Torino 100 €
Livorno Da 80 €
Palermo Da 70 €
Monza e Brianza Da 80 €
Viterbo Da 70 €
Treviso Da 105 €
Pescara Da 90 €
Cuneo Da 80 €
Perugia Da 100 €
Macerata Da 60 €
Firenze Da 90 €
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Domande frequenti per Ecografia transvaginale

  • Posso fare l’ecografia transvaginale se sono vergine?

    In genere no. Nelle donne che non hanno avuto rapporti sessuali con penetrazione si preferisce ricorrere all'ecografia pelvica per via addominale oppure, quando clinicamente indicato, ad altre metodiche di imaging. La scelta dipende dall'età della paziente, dal motivo dell'esame e dalle informazioni diagnostiche necessarie. In situazioni particolari il ginecologo può valutare soluzioni alternative, spiegando benefici e limiti di ciascun approccio. L'obiettivo è sempre ottenere le informazioni utili per la diagnosi nel modo più appropriato e rispettoso della paziente.

  • L’ecografia transvaginale può essere eseguita durante il ciclo mestruale?

    Sì, in linea di massima. Nella maggior parte dei casi le mestruazioni non rappresentano una controindicazione. Anzi, per alcune condizioni ginecologiche o per il monitoraggio dell'ovulazione, il ginecologo può indicare di eseguire l'esame proprio in una fase specifica del ciclo mestruale. La tempistica dipende dal quesito clinico: ad esempio, la valutazione dell'endometrio, delle ovaie o della riserva ovarica può essere più utile in determinati giorni. Se l'esame è stato prescritto per un controllo programmato, è consigliabile seguire le indicazioni ricevute dal medico piuttosto che modificarne autonomamente la data.

  • Qual è la differenza tra ecografia transvaginale ed ecografia pelvica?

    La differenza tra le due tipologie di ecografia sta nell’approccio utilizzato, anche se entrambe studiano gli organi dell’apparato riproduttivo femminile. L'ecografia pelvica viene eseguita appoggiando la sonda sull'addome e offre una visione più ampia della pelvi, mentre l'ecografia transvaginale utilizza una sonda inserita nella vagina, che permette di ottenere immagini più dettagliate di utero, endometrio e ovaie. Per questo motivo è spesso preferita quando è necessario approfondire un sospetto clinico o valutare strutture di piccole dimensioni. Le due metodiche non sono in competizione: in alcune situazioni possono essere complementari e utilizzate nella stessa visita.

  • L’ecografia transvaginale può individuare un tumore?

    In generale, l’ecografia non consente da sola una diagnosi di tumore. L'esame può evidenziare alterazioni dell'utero, delle ovaie o di altre strutture pelviche che meritano ulteriori approfondimenti, ma da solo non è sufficiente per stabilire se una lesione sia benigna o maligna. Il ginecologo interpreta sempre le immagini insieme ai sintomi della paziente, alla visita clinica e, se necessario, ad altri esami diagnostici. In presenza di reperti sospetti possono essere richiesti controlli nel tempo, esami di laboratorio o metodiche di imaging più approfondite.

  • L’ecografia transvaginale è sicura in gravidanza?

    Generalmente, sì. Quando esiste un'indicazione clinica, l'ecografia transvaginale può essere eseguita anche durante le prime settimane di gravidanza. Utilizza ultrasuoni e non espone né la madre né l'embrione a radiazioni ionizzanti. Nelle fasi iniziali della gestazione è spesso la metodica che offre le immagini più precise, consentendo di confermare la sede della gravidanza, valutare la presenza del battito cardiaco embrionale e stimare l'epoca gestazionale. L'esame non aumenta il rischio di aborto spontaneo quando viene eseguito correttamente e secondo le indicazioni del ginecologo.

  • Se l’ecografia transvaginale è normale, significa che non ho problemi ginecologici?

    Non sempre. Un risultato nella norma è rassicurante e permette di escludere molte alterazioni strutturali dell'utero e delle ovaie, ma alcuni disturbi possono non essere visibili all'ecografia oppure manifestarsi solo in determinate fasi della loro evoluzione. Inoltre, sintomi come dolore pelvico o alterazioni del ciclo possono dipendere anche da condizioni che richiedono una valutazione clinica più ampia. Per questo motivo il referto deve essere interpretato insieme alla visita ginecologica, all'anamnesi e agli eventuali altri accertamenti. L'ecografia rappresenta un tassello importante del percorso diagnostico, ma non sostituisce la valutazione complessiva dello specialista.

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