Extrasistolia

Dr. Piero Collicelli
A cura del Dr. Piero Collicelli
Cardiologo

Cos'è Cos'è

L'extrasistolia è un tipo di aritmia, la più frequente e generalmente benigna. Si tratta di un battito anomalo, prematuro rispetto alla cadenza regolare del normale ritmo cardiaco e quindi ravvicinato al battito precedente e seguito da una pausa detta "compensatoria".

Si distinguono extrasistoli "sopraventricolari", battiti che prendono origine dal nodo del seno del cuore destro, dove normalmente nasco lo stimolo o da un sito vicino e in questo caso l'extrasistole avrà nel tracciato elettrocardiografico la stessa morfologia di un complesso normale, o essere invece "ventricolari", prendendo origine da un punto lontano e più in basso rispetto al nodo del seno e in questo caso si distingueranno da un battito normale per un aspetto "slargato". 

Generalmente le extrasistoli ventricolari sono considerate più gravi o meglio meno benigne delle sopraventricolari, anche se sono di frequente riscontro nelle aritmie in cuore sano di soggetti giovani e/o sportivi. 

Cause Cause

Le cause possono essere varie. Uno stato ansioso, una carenza di elettroliti (Sodio e Potassio), disturbi gastrici (reflusso gastro-esofageo, la presenza di aria nello stomaco), mal funzionamento della tiroide, eccesso di caffè, di tè, del fumo di sigaretta, l'utilizzo di sostanze psicoattive, possono essere tutte cause di extrasistolia.

A volte, raramente, questo tipo di aritmia può derivare da un danno cardiaco, da una sofferenza ischemica delle coronarie, da miocardiopatie dilatative e/o ipertrofiche. Infine le extrasistoli possono essere iatrogene, cioè causate da una terapia proaritmica quale può essere una terapia dimagrante che utilizzi sostanze simil anfetaminiche o terapie che utilizzano ormoni tiroidei.

A volte, nei soggetti sportivi si presentano aritmie a riposo, che scompaiono sotto sforzo. In questo caso possono essere dovute a iperallenamento.

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Sintomi Sintomi

Un'extrasistole può essere asintomatica, quindi non essere avvertita dal paziente o al contrario può manifestarsi con "palpitazioni" ("sento un tonfo al cuore", "sento il cuore che fa una capriola", "sento uno sfarfallio", "sembra che il cuore si fermi un attimo, sensazione molto sgradevole spesso accompagnata da un colpo di tosse", dicono spesso i pazienti.

Le extrasistoli possono essere isolate o a volte a coppia, a salve (una scarica di più extrasistoli), a ritmo bi-tri-quadrigemino (un'extrasistole alternata a uno, due, tre o quattro battiti normali) e allora generalmente vengono avvertite più facilmente e diventano più fastidiose.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi è semplice. A volte basta palpare il polso radiale o auscultare il cuore per accorgersi della presenza di extrasistoli. Ma la diagnosi vera è comunque elettrocardiografica, anche per individuare il tipo di extrasistole.

Se il paziente avverte palpitazioni nel corso della giornata o di notte e non si riesce a registrare l'aritmia al momento dell'esecuzione dell'elettrocardiogramma, si ricorre all'Elettrocardiogramma dinamico Holter 24 o 48 ore. Si tratta di un apparato da applicare a tracolla del paziente che consente la registrazione dell'elettrocardiogramma per tutto il tempo e che visualizza le eventuali aritmie presenti, le analizza e le quantifica.

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Rischi Rischi

Di per se le extrasistoli non comportano rischi particolari. Abbiamo detto che possono essere fastidiose, che possono essere conseguenti a varie patologie o a cattive abitudini alimentari o terapeutiche. Se le extrasistoli sono generalmente benigne, a volte possono riconoscere una causa che comporti dei rischi (gastriti, reflusso gastro-esofageo, ipertiroidismi etc...). In tal caso bisogna cercare di curare e/o rimuovere la causa.

Può anche capitare, raramente, che una scarica di extrasistoli numerose e ad alta frequenza possa provocare un temporaneo calo di pressione sintomatica, avvertita come una prelipotimia (sensazione di svenimento) o da vertigini.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Non sempre è necessario trattare un'aritmia extrasistolica, sopratutto se asintomatica. Oltre ovviamente a rimuovere eventuali cause di extrasistolia, esistono vari farmaci con attività antiaritmica. Comunemente usati il Propafenone e la Flecainide. In casi più gravi l'Amiodarone, molto efficace ma anche con maggiori effetti collaterali e quindi più indicato nelle aritmie più gravi. Anche piccoli dosaggi di beta-bloccanti possono avere azione antiaritmica. 

L'importante è sottoporsi a visita cardiologica con elettrocardiogramma e ad eventuale ecg. Holter 24 ore, oltre ad esami del sangue e, se ritenuto necessario ad ecocardiogramma per consentire di scegliere la terapia mirata e più adatta al tipo di aritmia.

Dr. Piero Collicelli
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