L'importanza del cibo nella nostra vita dalla nascita alla morte.

  • Quanto è importante il cibo fin dalla nascita?

La funzione primaria della nutrizione, ha una base istintuale, tale comportamento si rileva carico di significati complessi e da motivazioni di origine psichica e da influenze socio-culturali.

Infatti molte manifestazioni semplici come la suzione di un dito, il bisogno di fumare o il mangiucchiare in continuazione, generalmente vengono accettati come una funzione normale, ma in realtà sono la manifestazione esteriore di processi interni e profondi.

Quindi, attraverso profondi studi, si è visto che i comportamenti alimentari fin dalla nascita e fino alla morte rivestono una notevole importanza psicologica, possono mostrare espressioni di sofferenza psichica, con una vasta e complessa gamma di manifestazioni che vanno dall’anoressia, bulimia, obesità (reattiva e di sviluppo).

  • Quando inizia il processo della nutrizione?

L’esperienza nutritiva inizia fin dalla nascita e certamente non assolve, esclusivamente, il bisogno primario della fame : Sigmund Freud fu il primo a parlare di “oralità“.

In quel periodo della vita il neonato vive ed ama per mezzo della bocca, come la madre ama e vive attraverso il seno. Quindi se il rapporto madre – bambino è disturbato da comportamenti non adeguati, e le cure materne sono messe in atto con comportamenti di anaffettività nei confronti del bambino, si potrebbe strutturare una personalità non integrata.

La psicoanalisi sostiene che i comportamenti materni, svolgono in questo ambito una funzione essenziale.

  • Qual è il fattore che regola l’assunzione del cibo?

Attraverso il cibo s’instaura un investimento affettivo, ma anche ambiguo e conflittuale ed ha una valenza simbolica per ogni persona, attraversa tutta la nostra vita fin dalla nascita, l’allattamento rappresenta un’esperienza elettiva, in cui avviene l’incontro con la madre ma anche il primo conflitto.  

Il corpo viene eletto come luogo per mostrare o dimostrare, una profonda sofferenza psichica, situazioni critiche e precoci che determinano la nascita di nevrosi e psicosi e disturbi alimentari (anoressia, bulimia, obesità, reattiva o di sviluppo e il binge eating dersorder (BED).

L’obesità è un disturbo che è stato studiato in maniera profonda intorno agli anni 70, mentre negli anni 50 dopo la guerra, l’uomo grasso veniva chiamato “uomo de pancia, uomo de sostanza”, cioè l’uomo grasso era considerato ricco, con un’opulenza che dava sicurezza e successo e tramite il suo aspetto appariva rassicurante agli altri, che pur accettandolo, segretamente lo colpevolizzano.

Al contrario la nostra società, dove la cultura sia estetica che psicologica, si è andata diffondendo tramite la pubblicità e i mass-media, questo problema ha assunto toni drammatici.

Il nostro rapporto con il cibo è stato molto studiato e preso in considerazione sia a livello medico che psicologico. Si è osservato che l’obeso che appare simpatico e rassicurante invece con il suo aspetto lancia un grido disperato di una profonda sofferenza, con il grasso eccessivo chiede aiuto, il cibo è una dipendenza.

Il loro adipe spesso nasconde depressioni molto profonde, sembra una difesa dalle insidie esterne e rappresenta, un grande “seno buono” che li avvolge e li protegge.

Ci dovremmo porre, tutti noi una domanda, “Perché questi soggetti mangiano troppo? Quale sarebbe l’alternativa?

Al contrario nell’anoressia, chi ne soffre sembra disprezzare il cibo, ma al contrario si sente molto attratto e la fame è sempre presente, nella sua vita il cibo è “oggetto di fascino”.

Per concludere possiamo dire che il cibo è legato ad ogni esperienza della nostra vita, parte dal rapporto primario dell’allattamento, poi ci accompagna durante il nostro percorso di vita, come anniversari, matrimoni, rapporti di lavoro, fino alla celebrazione del rito dell’addio.

Non deve meravigliare che un banchetto è l’evento centrale in ogni evento importante, come un rito funebre, quando per l’ultima volta si cerca un legame profondo con la persona cara tramite il cibo, che esce per sempre dalla nostra vita