RX anca

L'RX all’anca è un esame di diagnostica per immagini che utilizza una bassa dose di raggi X per visualizzare l'articolazione dell'anca e le strutture ossee circostanti. Viene impiegata per individuare alterazioni che interessano: 

Prezzo

Da 20 € - 150 €

Confronta per provincia

  • il bacino;
  • la testa del femore;
  • l'articolazione coxo-femorale.

Si tratta di un'indagine rapida, non invasiva e generalmente eseguibile in regime ambulatoriale.

Mano del medico che tiene un'rx dell'anca davanti all'anca del paziente.

Quando è indicata l’RX all’anca

L'esame viene comunemente prescritto in presenza di:

  • dolore all'anca persistente o ricorrente;
  • trauma con sospetta frattura o lussazione;
  • limitazione della mobilità articolare;
  • sospetta artrosi dell'anca (coxartrosi);
  • malformazioni o alterazioni congenite dell'articolazione;
  • controlli dopo interventi chirurgici, come l'impianto di una protesi d'anca;
  • monitoraggio di alcune patologie ossee o articolari.

In base ai sintomi e al quadro clinico, il medico può richiedere l'esame di una sola anca oppure il confronto di entrambe.

Le immagini ottenute possono essere utilizzate oltre a monitorare l'evoluzione di una malattia, anche a verificare l'esito di un trattamento.

Come prepararsi all’RX all’anca

Nella maggior parte dei casi l'RX all’anca non richiede una preparazione specifica.

Prima dell'esame è consigliabile indossare abiti comodi e rimuovere eventuali oggetti metallici presenti nella zona da esaminare, come: 

  • cinture;
  • bottoni;
  • accessori, che potrebbero interferire con la qualità delle immagini.

È utile portare con sé la documentazione clinica disponibile, comprese: 

  • radiografie precedenti;
  • referti specialistici;
  • altri esami di diagnostica per immagini, così da consentire un confronto con eventuali controlli precedenti.

Le donne in gravidanza, o che sospettano di esserlo, devono informare il personale sanitario prima dell'esecuzione dell'esame, poiché l'utilizzo dei raggi X richiede particolari precauzioni.

Come si svolge l’RX all’anca

L’esame viene eseguito da un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM), sotto la responsabilità del medico radiologo.

Durante l'esame il paziente viene posizionato sul lettino radiologico oppure in piedi, a seconda delle proiezioni richieste. Il tecnico fornisce indicazioni precise sulla posizione da mantenere e può chiedere di rimanere immobili e trattenere il respiro per pochi secondi durante l'acquisizione delle immagini.

L'indagine è indolore e dura solo pochi minuti. In caso di dolore intenso o di un trauma recente, alcuni movimenti richiesti per il corretto posizionamento potrebbero provocare un lieve fastidio, ma il personale sanitario adotta tutte le precauzioni necessarie per ridurre il disagio.

Al termine dell'esame il paziente può rivestirsi e lasciare la struttura senza particolari limitazioni.

Quanto dura l’RX anca

L'RX all’anca richiede mediamente 5-10 minuti, anche se la durata può variare in base al numero di proiezioni necessarie e alle condizioni del paziente.

I tempi di consegna del referto dipendono dall'organizzazione della struttura sanitaria e possono variare da poche ore ad alcuni giorni, in funzione dell'urgenza clinica e delle procedure interne.

Le principali province

Roma Da 27 €
Torino Da 40 €
Terni 45 €
Verona 50 €
Latina Da 30 €
Teramo 70 €
Bari Da 30 €
Genova 50 €
Milano Da 50 €
Pisa 45 €
Viterbo 30 €
Napoli Da 20 €
Venezia 45 €
Varese 50 €
Taranto 40 €
Savona 45 €
Avellino 28 €
Pescara Da 35 €
Padova 40 €
Novara 70 €
Oppure
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Domande frequenti per RX anca

  • Quando è sufficiente una RX all’anca e quando possono essere necessari altri esami?

    L'RX all’anca rappresenta spesso il primo esame richiesto quando si sospetta un problema a carico dell'articolazione, perché permette di valutare rapidamente le strutture ossee e di individuare alterazioni come fratture, artrosi o deformità. Tuttavia, non tutte le cause del dolore sono visibili con una radiografia. Se il medico sospetta un interessamento di tendini, legamenti, muscoli, cartilagine o altre strutture non ossee, oppure se i sintomi persistono nonostante una radiografia normale, potrebbe indicare ulteriori accertamenti. La scelta dell'esame successivo dipende sempre dai sintomi, dalla visita clinica e dall'obiettivo diagnostico.

  • Se la radiografia dell’anca è normale, perchè continuo ad avere dolore?

    È possibile perchè una radiografia normale non esclude tutte le possibili cause del dolore all'anca. L'RX mostra con grande precisione le ossa e l'articolazione, ma alcune condizioni che coinvolgono tendini, muscoli, cartilagine, nervi o la colonna vertebrale potrebbero non essere evidenti. Anche nelle fasi iniziali di alcune patologie i cambiamenti possono essere troppo lievi per essere rilevati. Per questo motivo il referto deve sempre essere interpretato insieme ai sintomi riferiti dal paziente e ai risultati della visita specialistica. Se necessario, il medico può richiedere approfondimenti diagnostici.

  • Posso fare l’RX all’anca se ho una protesi?

    Sì. La presenza di una protesi non impedisce di eseguire l'RX all’anca. Anzi, la radiografia è uno degli esami più utilizzati per controllare il corretto posizionamento della protesi e monitorarne nel tempo la stabilità. Può essere prescritta sia dopo l'intervento sia durante i controlli periodici, oppure in caso di dolore, riduzione della mobilità o sospetto di complicanze. Confrontando gli esami eseguiti in momenti diversi, lo specialista può valutare eventuali cambiamenti e decidere se siano necessari ulteriori accertamenti.

  • L’RX all’anca è indicata anche per i bambini?

    Sì, generalmente può essere eseguita anche in età pediatrica, ma solo quando vi è una reale indicazione clinica. Nei bambini la radiografia viene richiesta, ad esempio, in presenza di traumi, dolore persistente, zoppia o quando il medico ritiene necessario approfondire un sospetto problema dell'articolazione. Poiché utilizza radiazioni ionizzanti, l'esame viene prescritto solo se il beneficio diagnostico supera i possibili rischi. Quando appropriato, il personale sanitario adotta protocolli specifici per ridurre al minimo la dose di radiazioni, mantenendo comunque immagini di qualità adeguata.

  • Posso fare l’RX all’anca in gravidanza?

    Se sei in gravidanza o pensi di esserlo, è importante comunicarlo sempre prima dell'esame. La radiografia utilizza raggi X e, soprattutto durante i primi mesi di gestazione, viene eseguita solo quando è strettamente necessaria e non può essere rimandata o sostituita con metodiche prive di radiazioni. Quando l'esame è indispensabile, il medico valuta attentamente il rapporto tra benefici e rischi e adotta tutte le misure di protezione previste per limitare l'esposizione del feto. Informare il personale sanitario consente di scegliere il percorso più sicuro.

  • L’RX all’anca mostra anche muscoli, tendini e cartilagine?

    No, la radiografia è particolarmente efficace nello studio delle strutture ossee, ma non consente di valutare in modo dettagliato muscoli, tendini, legamenti e cartilagine. Questo spiega perché, in presenza di dolore con una radiografia apparentemente normale, il medico possa sospettare un problema a carico dei tessuti molli. L'RX rimane comunque un passaggio fondamentale del percorso diagnostico perché permette di escludere rapidamente molte patologie ossee e orientare l'eventuale scelta di esami più specifici, evitando accertamenti non necessari.

  • Per la displasia dell’anca è meglio fare un’ecografia o una radiografia?

    Dipende dall’età del bambino e dal motivo dell’esame. Nei neonati e nei primi mesi di vita, l’ecografia dell’anca è generalmente l’esame più indicato per valutare la presenza di una displasia, perché permette di osservare anche le strutture cartilaginee ancora non visibili alla radiografia e non utilizza radiazioni. La radiografia dell’anca può invece diventare più utile con la crescita, quando le strutture ossee sono maggiormente sviluppate, oppure per specifici controlli indicati dal medico. La scelta dell’esame, quindi, deve essere stabilita in base all’età del bambino e al quadro clinico.

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