Estrazione chirurgica dente del giudizio

L’estrazione chirurgica del dente del giudizio è un intervento per rimuovere il terzo molare quando la sua posizione rende necessario un accesso chirurgico.

Prezzo

Da 100 € - 650 €

Confronta per provincia

Questi molari si trovano nella parte più posteriore delle arcate dentali, sia superiore sia inferiore. Possono essere completamente visibili, emergere solo in parte oppure rimanere sotto la gengiva o all’interno dell’osso: quando non emergono completamente, si parla di inclusione dentale, parziale o totale.

La prestazione viene generalmente eseguita in ambulatorio, senza ricovero ordinario. L’intervento viene pianificato tenendo conto dei rapporti tra il dente e le strutture vicine.

Valutazione odontoiatrica della zona dei molari in preparazione all’estrazione chirurgica del dente del giudizio.

Quando è indicata l’estrazione chirurgica del dente del giudizio

La rimozione può essere consigliata in presenza di:

  • infezioni ricorrenti della gengiva intorno al dente, spesso associate a dolore e gonfiore;
  • carie estese o danni che non permettono di recuperare il dente;
  • ascessi o altre infezioni legate alle radici;
  • danni al molare vicino, come carie, perdita del sostegno gengivale e osseo o riassorbimento della radice;
  • cisti o altre lesioni associate al dente.

In casi selezionati, l’estrazione può essere necessaria per consentire un trattamento ortodontico o un intervento sulle ossa mascellari. La sola inclusione del dente, invece, non comporta automaticamente la necessità di rimuoverlo: se non causa problemi, lo specialista può proporre controlli periodici, valutando i benefici e i rischi dell’intervento nel singolo caso.

Come prepararsi

Prima dell’intervento è utile informare lo specialista di eventuali malattie, allergie e terapie in corso, portando le radiografie già disponibili, la documentazione clinica e un elenco aggiornato dei medicinali. Queste informazioni lo aiutano a stabilire se occorrono ulteriori accertamenti. 

Tra i farmaci da segnalare rientrano soprattutto quelli che influenzano la coagulazione e alcuni medicinali utilizzati per l’osteoporosi o le malattie oncologiche, come i bisfosfonati e il denosumab. Le terapie non vanno sospese o modificate autonomamente: sarà lo specialista a indicare come gestirle e se occorre assumere un antibiotico. La preparazione dipende anche dal tipo di anestesia. Con la sola anestesia locale, generalmente non è necessario il digiuno; se sono previste sedazione o anestesia generale, la struttura fornirà istruzioni specifiche su cibi e bevande e sull’eventuale necessità di un accompagnatore per il rientro a casa.

Come si svolge l’estrazione chirurgica del dente del giudizio

L’intervento viene eseguito da un odontoiatra con esperienza in chirurgia orale oppure da un chirurgo maxillo-facciale. Il paziente si accomoda sulla poltrona e riceve l’anestesia locale attraverso una o più iniezioni nella gengiva, vicino al dente da estrarre. In casi selezionati può essere indicata l’anestesia generale. 

Una volta verificato l’effetto dell’anestesia, lo specialista pratica un’incisione della gengiva per raggiungere il dente. Se necessario, rimuove una piccola quantità di osso che lo ricopre o lo divide in più parti per facilitarne l’estrazione. Durante la procedura si può avvertire una sensazione di pressione. Se compare dolore, è importante comunicarlo subito allo specialista, che potrà somministrare altro anestetico.

Dopo aver estratto il dente, il chirurgo pulisce la zona e, se necessario, chiude la ferita con punti di sutura. Controlla quindi il sanguinamento e può chiedere al paziente di mordere una garza, così da favorire la formazione del coagulo che protegge la ferita.

Prima di tornare a casa, il paziente riceve indicazioni su come gestire il dolore, cosa mangiare e come mantenere pulita la bocca durante la guarigione. Si concordano inoltre gli eventuali controlli e, se i punti non sono riassorbibili, l’appuntamento per rimuoverli.

Quanto dura

L’estrazione chirurgica di un singolo dente del giudizio richiede indicativamente 20–60 minuti, con variazioni legate alla posizione del dente, alla forma delle radici e alla complessità dell’intervento.

Dopo l’intervento è consigliabile riposare per il resto della giornata. Nei giorni successivi si possono riprendere gradualmente le attività leggere, in base a come ci si sente. Prima di riprendere lo sport o fare sforzi intensi, è bene seguire le indicazioni del chirurgo.

Gonfiore, indolenzimento e una certa difficoltà ad aprire la bocca sono comuni nei primi giorni e tendono ad attenuarsi progressivamente. In genere ci si sente meglio nell’arco di 5–7 giorni, anche se la ferita ha bisogno di più tempo per guarire. Se il sanguinamento non si arresta, compare febbre o il dolore peggiora invece di diminuire, è importante contattare lo specialista.

Le principali province

Roma Da 100 €
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Domande frequenti per Estrazione chirurgica dente del giudizio

  • Devo fare una TAC prima di togliere il dente del giudizio?

    No. La TAC non è necessaria in tutti i casi: spesso la visita e una radiografia panoramica forniscono informazioni sufficienti per pianificare l’estrazione. Lo specialista può richiedere una TAC cone beam, che offre immagini tridimensionali, quando occorre chiarire i rapporti tra le radici e le strutture vicine, soprattutto il nervo che passa nella mandibola. L’esame viene prescritto se può aggiungere informazioni utili alla scelta del trattamento.

  • Quali sono i rischi dell’estrazione chirurgica del dente del giudizio?

    Le possibili complicanze comprendono infezioni, sanguinamento prolungato e alveolite, un’infiammazione dolorosa della cavità lasciata dal dente, legata alla mancata formazione o alla perdita precoce del coagulo. Per i denti inferiori, la vicinanza delle radici ai nervi può comportare alterazioni della sensibilità di labbro, mento o lingua, generalmente temporanee e più raramente persistenti. Per quelli superiori, può crearsi una comunicazione tra la bocca e il seno mascellare, una cavità situata sopra i molari. Il rischio varia da persona a persona: lo specialista valuta le immagini radiografiche e spiega quali complicanze sono pertinenti al singolo caso.

  • Cosa posso mangiare dopo l’estrazione?

    Nei primi giorni sono preferibili cibi morbidi e non troppo caldi, come yogurt, purè, uova morbide o pasta ben cotta, tornando gradualmente alla normale alimentazione quando masticare diventa più agevole. Finché persiste l’effetto dell’anestesia, bisogna evitare di masticare per non mordere involontariamente labbro, guancia o lingua. Alimenti duri, croccanti o con piccoli semi possono irritare la ferita o lasciare residui al suo interno. È utile anche evitare le cannucce: l’aspirazione può disturbare il coagulo che protegge la zona.

  • Posso lavarmi i denti dopo l’intervento?

    Sì. È importante mantenere pulito il resto della bocca, usando lo spazzolino con delicatezza ed evitando inizialmente il contatto diretto con la ferita. Lo specialista indicherà quando e come riprendere la pulizia vicino ai punti. Nelle prime 24 ore vanno evitati gli sciacqui e gli sputi energici, perché possono favorire il distacco del coagulo. Dal giorno successivo possono essere indicati risciacqui delicati; un eventuale collutorio va utilizzato secondo le istruzioni ricevute.

  • Posso fumare dopo aver tolto il dente del giudizio?

    No. Nei giorni successivi all’estrazione il fumo aumenta il rischio di alveolite e infezione e può rallentare la guarigione. Il calore, le sostanze irritanti e l’aspirazione possono interferire con la protezione della ferita. È consigliabile astenersi anche dalle sigarette elettroniche e dai dispositivi a tabacco riscaldato. Il chirurgo indicherà per quanto tempo evitare questi prodotti in base all’intervento e al decorso della guarigione.

  • Il dente del giudizio viene tolto già durante la prima visita?

    Non necessariamente. La prima visita serve soprattutto a valutare il dente, esaminare le radiografie e discutere benefici, rischi e modalità del trattamento. Se sono necessari ulteriori accertamenti o un’organizzazione specifica, l’intervento viene fissato per un altro appuntamento. In alcuni casi è possibile procedere nella stessa seduta, ma dipende dalla valutazione clinica e dall’organizzazione della struttura.

  • Quanti giorni di riposo servono dopo l’estrazione del dente del giudizio?

    È consigliabile riposare il giorno dell’intervento e prevedere 1–3 giorni di pausa dal lavoro, soprattutto dopo un’estrazione chirurgica. Può servire più tempo se la procedura è stata complessa o il lavoro richiede sforzi fisici. Un’attività sedentaria può essere ripresa prima, se ci si sente bene. Il rientro al lavoro non coincide necessariamente con la ripresa dello sport: per allenamenti e sforzi intensi bisogna seguire le indicazioni del chirurgo, perché possono favorire il sanguinamento.

Specialisti per Estrazione chirurgica dente del giudizio

Dr. Massimo Lorenzi Dentista o Odontoiatra
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