Ecografia mammaria

L’ecografia mammaria è un esame diagnostico che utilizza gli ultrasuoni per studiare il tessuto delle mammelle e approfondire eventuali alterazioni rilevate alla visita o durante altri accertamenti. L’ecografia può essere indicata in presenza di sintomi o reperti clinici e, in specifiche situazioni, integrare la mammografia. 

Prezzo

Da 50 € - 250 €

Confronta per provincia

L’ecografia al seno è una procedura non invasiva e priva di radiazioni ionizzanti. Viene eseguita ambulatorialmente e permette di ottenere immagini in tempo reale, risultando particolarmente utile anche nello studio di mammelle caratterizzate da una maggiore componente di tessuto ghiandolare.

Una dottoressa che fa un'ecografia al seno di una donna.

Quando è indicata l’ecografia mammaria

Questa prestazione viene prescritta in base all’età, ai sintomi, alle caratteristiche del tessuto mammario e al motivo dell’accertamento. Può essere utilizzata per:

  • approfondire un nodulo o un’area di indurimento percepita durante l’autopalpazione o la visita;
  • caratterizzare un’alterazione già individuata con la mammografia;
  • valutare alcune manifestazioni come dolore localizzato, modificazioni della mammella o secrezioni dal capezzolo, quando il medico ritiene indicato un approfondimento;
  • studiare il tessuto mammario particolarmente denso, nel quale l’ecografia può fornire informazioni aggiuntive rispetto alla mammografia;
  • controllare nel tempo una formazione già conosciuta, secondo le indicazioni dello specialista.

Nelle donne più giovani l’ecografia può avere un ruolo importante nell’approfondimento di un reperto clinico. La scelta dell’esame, tuttavia, non dipende soltanto dall’età: il medico considera il quadro complessivo e i fattori di rischio individuali.

L’ecografia mammaria non sostituisce automaticamente la mammografia. I due esami utilizzano tecnologie differenti e possono fornire informazioni complementari. In particolare, la mammografia mantiene un ruolo centrale nei programmi organizzati di screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella.

Come prepararsi all’ecografia mammaria

Per questo tipo di prestazione non è generalmente richiesta una preparazione specifica

  • non è necessario il digiuno;
  • non occorre sospendere i farmaci abitualmente assunti, salvo diverse indicazioni mediche;
  • è utile portare eventuali mammografie, ecografie, visite senologiche o altri referti precedenti. Il confronto con gli esami già eseguiti può aiutare il medico a valutare meglio eventuali modificazioni nel tempo;
  • in alcune situazioni può essere consigliato programmare l'esame in una determinata fase del ciclo mestruale, soprattutto se il seno è particolarmente teso o dolente. Non si tratta però di una regola valida per tutte le pazienti: è preferibile seguire le indicazioni ricevute dal medico o dalla struttura sanitaria.

Come si svolge l’ecografia mammaria

L’esame viene eseguito generalmente da un medico radiologo, ma può essere effettuato anche da altri specialisti, come ad esempio un medico senologo. La paziente viene fatta accomodare su un lettino, solitamente in posizione supina, con il braccio sollevato per facilitare l’esplorazione della mammella.

Il medico applica sulla pelle un gel trasparente e fa scorrere delicatamente una sonda ecografica sulla superficie del seno. Gli ultrasuoni generano immagini che permettono di esaminare il tessuto mammario in tempo reale e di studiare con maggiore attenzione eventuali aree sospette o sintomatiche.

La procedura è generalmente indolore, anche se può provocare un lieve fastidio quando la mammella è particolarmente sensibile o quando è necessario esercitare una certa pressione sulla zona da valutare.

Al termine non sono previsti tempi di recupero: dopo aver rimosso il gel, è possibile riprendere normalmente le proprie attività.

Quanto dura l’ecografia mammaria

L’esame dura generalmente circa 15-30 minuti. La durata può variare in funzione di alcuni fattori, tra cui: 

  • il numero di aree da esaminare;
  • la necessità di effettuare un controllo più approfondito;
  • la presenza di reperti che richiedono immagini aggiuntive.

Al termine dell’esame il medico può predisporre il referto secondo le modalità della struttura. Se vengono individuate caratteristiche che richiedono ulteriori valutazioni, il referto può indicare la necessità di un controllo o di altri accertamenti. Un reperto ecografico che richiede approfondimento non equivale, di per sé, a una diagnosi di tumore: l'interpretazione deve sempre tenere conto del quadro clinico e degli eventuali altri esami.

Le principali province

Roma Da 50 €
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Bologna Da 75 €
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Como Da 70 €
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Terni Da 60 €
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Viterbo Da 60 €
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Macerata Da 55 €
Bergamo Da 85 €
Napoli Da 50 €
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Grosseto 100 €
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Domande frequenti per Ecografia mammaria

  • Ho meno di 40 anni: l’ecografia al seno è più indicata della mammografia?

    Non necessariamente. Nelle donne più giovani l’ecografia può avere un ruolo importante nell’approfondimento di un nodulo palpabile o di un’altra alterazione, anche perché il tessuto mammario può essere più denso. Tuttavia, l’età da sola non determina quale esame eseguire: il medico valuta il sintomo, la storia personale e familiare e le caratteristiche del reperto. In presenza di un’indicazione clinica, anche la mammografia può essere presa in considerazione.

  • Un nodulo al seno che si vede all’ecografia è sempre un tumore?

    No, in linea di massima. Un nodulo può avere caratteristiche compatibili con una formazione benigna, come una cisti o un fibroadenoma, oppure presentare aspetti che richiedono ulteriori accertamenti. L’ecografia permette di analizzare forma, margini, struttura e altri elementi utili alla caratterizzazione, ma il riscontro di una formazione non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore. Quando necessario, il medico può indicare un controllo nel tempo o un approfondimento diagnostico.

  • Se ho una cisti al seno, l’ecografia è sufficiente per capire di cosa si tratta?

    Sì, in molti casi l’ecografia permette di riconoscere le caratteristiche tipiche di una formazione cistica e di distinguerla da una massa solida. Questo è uno dei motivi per cui l’indagine è particolarmente utile quando viene percepito un nodulo. Non tutte le immagini cistiche, però, hanno lo stesso significato: se una formazione presenta caratteristiche non completamente tipiche, il medico può suggerire ulteriori verifiche o un controllo ecografico.

  • Posso fare l’ecografia mammaria se sono incinta o sto allattando?

    Sì, generalmente. L’ecografia utilizza ultrasuoni e non radiazioni ionizzanti, quindi può essere utilizzata anche durante la gravidanza e l’allattamento quando esiste un’indicazione clinica. In queste fasi il tessuto mammario cambia per effetto degli ormoni e della produzione di latte, modificando anche l’aspetto ecografico; per questo l’esame deve essere interpretato tenendo conto della situazione fisiologica. La presenza di un nodulo o di un altro sintomo persistente non dovrebbe essere trascurata solo perché si è in gravidanza o durante l’allattamento.

  • Devo aspettare un determinato giorno del ciclo per fare l’ecografia al seno?

    No, tendenzialmente. L’ecografia mammaria non richiede generalmente di essere eseguita in un giorno specifico del ciclo mestruale. In alcune donne il seno può però risultare più teso o dolente nelle fasi precedenti alla mestruazione; se l’esame viene eseguito per un disturbo o per valutare un reperto specifico, il medico può eventualmente suggerire il momento più opportuno. In caso di sintomi che richiedono un approfondimento, non è consigliabile rimandare autonomamente l’indagine soltanto per attendere una determinata fase del ciclo.

  • Cosa significa se nel referto dell’ecografia mammaria compare la sigla BI-RADS?

    La classificazione BI-RADS è un sistema standardizzato utilizzato nella diagnostica senologica per descrivere i reperti di mammografia, ecografia e altri esami della mammella. La categoria assegnata non rappresenta semplicemente un giudizio “positivo” o “negativo”: serve a comunicare in modo uniforme il significato del reperto e l’eventuale indicazione a un controllo o a ulteriori accertamenti. Per questo, davanti a una categoria BI-RADS, è importante leggere anche la raccomandazione riportata nel referto e discuterla con il medico che segue il percorso diagnostico.

  • Se l’ecografia mammaria trova qualcosa di sospetto, significa che dovrò fare una biopsia?

    No, in linea generale. Un reperto sospetto indica che potrebbe essere necessario approfondire la natura dell’alterazione, ma non significa automaticamente che sia richiesta una biopsia. Il medico integra il risultato dell’ecografia con l’esame clinico, l’eventuale mammografia e la storia della paziente. Solo quando il quadro lo rende opportuno può essere indicato un prelievo di cellule o tessuto. L’ecografia può inoltre essere utilizzata come guida durante alcune procedure di prelievo, aiutando a raggiungere con precisione la zona da analizzare.

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