Ecografia capo e collo

L’Ecografia del capo e del collo è un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni per ottenere immagini delle strutture presenti nella regione cervicale. Viene utilizzata soprattutto per valutare: 

Prezzo

Da 40 € - 250 €

Confronta per provincia

  • la tiroide;
  • le paratiroidi;
  • i linfonodi;
  • le principali ghiandole salivari, come parotidi e ghiandole sottomandibolari. 

L’indagine può fornire informazioni sulla morfologia, sulle dimensioni e sull’eventuale presenza di alterazioni a carico delle strutture esaminate. 

Si tratta di una procedura ambulatoriale, generalmente indolore e priva di radiazioni ionizzanti.

Radiologo che poggia l'ecografo sul collo di una paziente.

Quando è indicata l’ecografia del capo e del collo

In particolare, l’esame può essere indicato in presenza di:

  • noduli o aumenti di volume a livello della tiroide;
  • gonfiore o aumento delle dimensioni dei linfonodi del collo;
  • tumefazioni o modificazioni localizzate nella regione cervicale;
  • disturbi o alterazioni delle ghiandole salivari;
  • condizioni infiammatorie che interessano le strutture superficiali del collo;
  • necessità di monitorare nel tempo un reperto già noto, secondo le indicazioni dello specialista.

L’esame può inoltre essere utilizzato come approfondimento dopo una valutazione clinica di: 

  • tiroide;
  • ghiandole salivari;
  • linfonodi. 

L’indicazione dipende dal quadro del singolo paziente e dagli elementi emersi durante la visita.

Come prepararsi all’ecografia del capo e del collo

Generalmente per questo tipo di esame non è richiesta una preparazione specifica: 

  • non è necessario il digiuno;
  • non occorre sospendere o modificare le terapie abituali, salvo diverse indicazioni del medico;
  • è preferibile lasciare libero il collo, evitando collane o indumenti che possano ostacolare l’accesso alla zona da esaminare;
  • può essere utile portare con sé eventuali ecografie, esami diagnostici o referti precedenti, soprattutto se l’esame viene eseguito per controllare nel tempo un’alterazione già conosciuta.

Come si svolge l’ecografia del capo e del collo

L’esame viene eseguito da un medico specialista in radiologia, ma può essere eseguito anche da altri specialisti che utilizzano questa metodica.

Il paziente viene fatto accomodare sul lettino, solitamente in posizione supina, con il collo leggermente esteso e la zona da esaminare scoperta. Il medico applica sulla pelle una piccola quantità di gel e fa scorrere delicatamente la sonda ecografica sul collo.

Durante l’esame vengono acquisite immagini in tempo reale delle strutture interessate. La pressione della sonda è generalmente ben tollerata; in presenza di una zona particolarmente sensibile o infiammata può comparire un lieve fastidio.

Al termine non sono necessari tempi di recupero: il gel viene rimosso dalla pelle e il paziente può tornare alle proprie normali attività.

Quanto dura l’ecografia del capo e del collo

Questa prestazione dura generalmente circa 10-20 minuti, anche se la durata può variare in base a:

  • le strutture da esaminare;
  • l’indicazione clinica;
  • gli eventuali reperti che richiedano un approfondimento durante la procedura. 

Il referto viene prodotto secondo le modalità e i tempi della struttura presso cui viene effettuato l’esame.

Le principali province

Padova Da 60 €
Verona Da 60 €
Roma Da 40 €
Monza e Brianza Da 70 €
Milano Da 60 €
Como Da 70 €
Treviso Da 65 €
Brescia Da 100 €
Firenze Da 60 €
Pisa Da 60 €
Palermo Da 60 €
Vicenza Da 65 €
Bologna Da 70 €
Viterbo Da 50 €
Torino Da 65 €
Bari Da 50 €
Lecco Da 95 €
Bergamo Da 70 €
Latina Da 55 €
Cuneo Da 90 €
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Domande frequenti per Ecografia capo e collo

  • L’ecografia del capo e del collo può individuare un tumore?

    No, in linea di massima. L’ecografia capo e collo può evidenziare caratteristiche delle strutture cervicali che richiedono un approfondimento, ma non permette da sola di stabilire con certezza se una formazione è tumorale. Per esempio, nel caso di un nodulo tiroideo il medico valuta dimensioni, forma, margini, struttura e altri aspetti ecografici che contribuiscono a stimarne il livello di sospetto. Se necessario, il risultato viene integrato con visita, esami del sangue e ulteriori accertamenti, come l’agoaspirato, quando indicato. La presenza di un nodulo, quindi, non significa automaticamente che si tratti di un tumore.

  • Se nell’ecografia viene trovato un nodulo alla tiroide, cosa succede?

    Il riscontro di un nodulo non implica necessariamente la necessità di un trattamento. Il medico valuta le caratteristiche ecografiche della formazione insieme alle sue dimensioni e al quadro clinico complessivo. In base a questi elementi può essere sufficiente un controllo nel tempo oppure può essere indicato un ulteriore approfondimento. In alcuni casi selezionati viene eseguito un agoaspirato ecoguidato, che permette di analizzare le cellule del nodulo. L’ecografia ha quindi un ruolo importante nel definire il percorso successivo, ma la decisione non dipende dal solo riscontro della formazione.

  • Posso avere un’ecografia del collo anche se gli esami della tiroide sono normali?

    Sì. Gli esami del sangue e l’ecografia forniscono informazioni diverse e possono essere entrambi utili nel percorso diagnostico. TSH, FT3, FT4 e, quando indicato, gli anticorpi tiroidei aiutano soprattutto a valutare la funzione della tiroide; l’ecografia permette invece di studiarne la struttura e di individuare eventuali noduli o altre alterazioni morfologiche. Per questo una funzione tiroidea nella norma non esclude, da sola, la presenza di alterazioni strutturali che possono essere rilevate con l’imaging.

  • Un linfonodo ingrossato al collo significa che c’è qualcosa di grave?

    No, in generale. Un linfonodo ingrossato può comparire anche in risposta a infezioni o processi infiammatori e, da solo, non permette di stabilire la causa. L’ecografia aiuta il medico a valutarne dimensioni, forma e caratteristiche interne, fornendo elementi utili per distinguere un quadro compatibile con una reazione benigna da una situazione che merita ulteriori accertamenti. Il significato del reperto deve comunque essere interpretato considerando anche la durata del gonfiore, eventuali sintomi e il quadro clinico generale.

  • L’ecografia del capo e del collo può sostituire una TAC o una risonanza magnetica?

    No. Ecografia, TC e risonanza magnetica sono metodiche differenti e vengono utilizzate in base alla struttura da studiare e al quesito clinico. L’ecografia è particolarmente utile per le strutture superficiali del collo, come tiroide, ghiandole salivari e linfonodi, e permette di acquisire immagini in tempo reale senza utilizzare radiazioni ionizzanti. Quando è necessario approfondire strutture più profonde o un quadro non adeguatamente valutabile con gli ultrasuoni, il medico può ritenere più appropriate altre tecniche di imaging.

  • Posso fare l’ecografia del capo e del collo se sono in gravidanza?

    Sì, nella maggior parte dei casi. L’ecografia utilizza ultrasuoni e non radiazioni ionizzanti, per cui può essere eseguita anche durante la gravidanza quando esiste un’indicazione clinica. Come per qualsiasi accertamento, è comunque opportuno informare il medico della gravidanza e seguire le indicazioni dello specialista che ha richiesto l’esame. La possibilità di eseguire l’ecografia in gravidanza non significa però che debba essere effettuata come controllo di routine in assenza di un motivo clinico.

  • Dopo un’ecografia del capo e del collo alterata devo fare subito altri esami?

    No, generalmente. Un reperto ecografico che si discosta dalla norma non significa automaticamente che sia necessario un ulteriore esame urgente. Il passo successivo dipende dal tipo di alterazione, dalle sue caratteristiche, dai sintomi e dagli eventuali risultati di altri accertamenti già disponibili. Il medico può quindi indicare un semplice controllo ecografico a distanza oppure richiedere una visita specialistica, esami di laboratorio o un approfondimento diagnostico mirato. È il quadro complessivo, e non un singolo dato ecografico, a guidare la scelta del percorso successivo.

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