Dopo aver acquisito alcune nozioni di anatomia, affrontiamo ora il capitolo riguardante i meccanismi di nascita e di crescita del tumore.
È questo un argomento estremamente importante, perché l'essere riusciti a ricostruire la storia biologica del carcinoma della mammella, ha consentito di mettere in opera quelle strategie di prevenzione note oggi con il nome di "screening", mirate a sorprendere il tumore prima che questo sorprenda noi.
Vedremo, pertanto, in questo breve capitolo come si sviluppa il carcinoma della mammella e quali sono la tappe fondamentali di crescita.
Come abbiamo visto in precedenza , le strutture fondamentali della ghiandola mammaria, sono il lobulo ed il dotto.
Entrambi sono rivestite al loro interno da uno strato di cellule, definito epitelio. Distinguiamo  pertanto un epitelio duttale ed un epitelio lobulare, ambedue adagiati su una membrana detta lamina o membrana basale.
La figura 1 descrive in modo schematico l'aspetto di un dotto e di un lobulo e normali.

istologia normale
Fig. 1 Anatomia normale. Tratta da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena


Iperplasia duttale e lobulare semplici

La prima tappa di trasformazione neoplastica delle cellule, viene definita iperplasia semplice (Fig. 2 e 3). Si intende con iperplasia una proliferazione di cellule (un aumento del numero) che pur mantenendo aspetti  pressoché normali, si predispongono alla degenerazione neoplastica. Ora a seconda che l' iperplasia si verifichi a carico delle epitelio del dotto o del lobulo, avremo una iperplasia di tipo duttale o di tipo lobulare. Da questo momento in poi distinguerò le tappe di crescita in duttali e lobulari, in quanto a seconda della sede di insorgenza della lesione, avremo due tipi di tumore diversi.

iperplasia lobulare semplice
Fig. 2 Iperplasia lobulare semplice. Tratta da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena

iperplasia duttale semplice
Fig. 3 Iperplasia duttale semplice. Tratta da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena


Iperplasia duttale atipica

È quella proliferazione  cellulare (Fig. 4) che si verifica all'interno del dotto, accompagnata da una iniziale alterazione morfologica delle cellule (atipie). In questa fase il rischio di sviluppare un carcinoma di tipo infiltrante è ancora moderato.

iperplasia duttale aptica
Fig. 4 Iperplasia duttale atipica. Da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena


Carcinoma duttale "in situ" e carcinoma duttale infiltrante

Con carcinoma duttale in situ intendiamo  sempre una  proliferazione epiteliale atipica, dove però le atipie  cellulari sono tali da far perdere alle cellule la loro normale morfologia. Questo tipo di lesione può essere di tipo "in situ" o di tipo infiltrante. Nel primo caso la proliferazione neoplastica non oltrepassa la lamina basale (di cui abbiamo parlato sopra), e resta pertanto confinata all'interno del dotto. Per contro viene detta infiltrante  quella proliferazione neoplastica che è riuscita ad oltrepassare la membrana basale. La differenza tra le due è sostanziale perché il carcinoma in situ (fatte le dovute eccezioni) non dà metastasi, mentre il carcinoma infiltrante, potendo raggiungere le strutture vascolari e linfatiche poste all'esterno della lamina basale, può metastatizzare a distanza. (Fig. 5 e 6)

carcinoma duttale in situ
Fig. 5 Carcinoma duttale in situ. Da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena

Carcinoma duttale infiltrante
Fig. 6 Carcinoma duttale infiltrante. Da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena


Iperplasia lobulare atipica ed il carcinoma lobulare "in situ"

Analogamente a quanto detto per la versione duttale, con iperplasia lobulare atipica intendiamo una proliferazione cellulare e che si sviluppa all'interno del lobulo. Anche in questo caso le cellule iniziano a presentare i caratteri morfologici tipici del carcinoma lobulare "in situ". Tuttavia il rischio di sviluppare un carcinoma infiltrante è maggiore, tanto è  vero che nella nuova classificazione della WHO, sia l'iperplasia lobulare che il carcinoma lobulare in situ vengono inclusi i nella comune denominazione di neoplasia lobulare. Tuttavia e questo tipo di approccio non è condiviso da molti anatomopatologi.

iperplasia lobulare aptica
Fig. 7 Iperplasia lobulare atipica. Da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena

carcinoma lobulare in situ
Fig. 8 Carcinoma lobulare in situ. Da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena


Carcinoma lobulare infiltrante

È la variante lobulare che ha oltrepassato la membrana basale (Fig. 9)

carcinoma lobulare infiltrante
Fig. 9 Carcinoma lobulare infiltrante. Da "Trattato di Senologia" a cura di S. Modena


È importante sottolineare come la presenza di un tipo di tumore non escluda la presenza dell'altro, non è infrequente trovare all'interno di uno stesso nodo mammario entrambi i tipi istologici.