Pap test
Il Pap Test è un esame citologico utilizzato per analizzare le cellule del collo dell'utero (cervice uterina) e individuare eventuali alterazioni cellulari che potrebbero richiedere ulteriori approfondimenti. Rappresenta uno degli strumenti più importanti per la prevenzione del tumore della cervice uterina, la parte inferiore dell’utero che comunica con la vagina.
Le principali province
Il Pap Test è una procedura ambulatoriale, semplice, non invasiva e generalmente ben tollerata. Il prelievo richiede pochi minuti e non comporta tempi di recupero, consentendo di riprendere subito le normali attività.
Non è un test per diagnosticare il tumore, ma uno strumento di prevenzione che aiuta a identificare alterazioni da approfondire con eventuali esami successivi, se necessario.

Quando è indicato il pap test
L’esame può essere indicato:
- nell'ambito dei programmi di screening per la prevenzione del tumore della cervice uterina;
- come controllo periodico secondo le indicazioni del ginecologo;
- dopo un precedente Pap Test con risultato alterato, per il monitoraggio;
- in presenza di fattori di rischio o quando il medico ritiene opportuno approfondire lo stato di salute della cervice uterina.
Il risultato dell'esame fornisce informazioni utili per stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti o semplicemente i normali controlli periodici. Nei programmi di screening organizzati, il Pap Test rimane il test di riferimento in specifiche fasce di età, mentre in altre viene affiancato o sostituito dal test HPV secondo le linee guida nazionali.
Come prepararsi al pap test
Per ottenere un campione adeguato è consigliabile eseguire il Pap Test al di fuori del periodo mestruale, preferibilmente nei giorni indicati dalla struttura sanitaria o dal ginecologo.
Generalmente è opportuno:
- evitare rapporti sessuali nelle 24-48 ore precedenti l'esame;
- non utilizzare lavande vaginali, creme, ovuli o altri prodotti vaginali nelle 48 ore precedenti, salvo diversa indicazione medica;
- portare con sé eventuali referti di Pap Test o altri esami ginecologici precedenti.
Se si è in gravidanza, si hanno infezioni vaginali in corso o particolari condizioni cliniche, è importante seguire le indicazioni fornite dal medico o dalla struttura che eseguirà l'esame. Non è richiesto il digiuno e, di norma, non è necessario sospendere le terapie farmacologiche.
Come si svolge il pap test
Questo esame viene eseguito da un ginecologo o da un altro professionista sanitario adeguatamente formato, in ambulatorio.
La paziente viene fatta accomodare sul lettino ginecologico. Dopo aver inserito delicatamente uno speculum nella vagina per visualizzare la cervice uterina, il professionista preleva un piccolo campione di cellule utilizzando una spatolina e/o un apposito spazzolino. Il materiale raccolto viene inviato al laboratorio per l'analisi citologica.
Alcune donne possono avvertire un lieve fastidio o una modesta sensazione di pressione durante l'inserimento dello speculum, ma l'esame è generalmente ben tollerato e non richiede anestesia. In alcune persone può comparire una lieve perdita ematica nelle ore successive, che tende a risolversi spontaneamente.
Quanto dura il pap test
Il Pap Test richiede in media 5-10 minuti, compresa la preparazione della paziente. La durata può variare leggermente in base alle caratteristiche anatomiche e alla visita ginecologica eventualmente associata.
I tempi di consegna del referto dipendono dall'organizzazione della struttura sanitaria e del laboratorio di analisi, ma generalmente sono disponibili nell'arco di alcuni giorni o poche settimane. Sarà il medico a interpretare il risultato e a indicare, se necessario, eventuali controlli o approfondimenti diagnostici.
Le principali province
| Roma | Da 20 € |
| Milano | Da 30 € |
| Monza e Brianza | Da 20 € |
| Bari | Da 25 € |
| Padova | Da 40 € |
| Torino | Da 40 € |
| Verona | Da 33 € |
| Treviso | Da 46 € |
| Latina | Da 30 € |
| Napoli | Da 30 € |
| Catania | Da 30 € |
| Palermo | Da 20 € |
| Bergamo | Da 40 € |
| Pisa | Da 30 € |
| Perugia | Da 50 € |
| Cuneo | Da 40 € |
| Vicenza | 75 € |
| Varese | Da 30 € |
| Brescia | Da 35 € |
| Frosinone | 50 € |
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Domande frequenti per Pap test
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Il Pap Test può rilevare anche l’HPV?
No. Il Pap Test e il test HPV sono due esami diversi, anche se entrambi fanno parte della prevenzione del tumore della cervice uterina. Il Pap Test analizza le cellule del collo dell'utero per verificare la presenza di eventuali alterazioni, mentre il test HPV ricerca il DNA dei papillomavirus umani ad alto rischio. Una donna può avere un'infezione da HPV senza che il Pap Test evidenzi anomalie cellulari, così come può presentare alterazioni citologiche che richiedono ulteriori accertamenti. Sarà il ginecologo o il programma di screening a stabilire quale esame è più indicato in base all'età, ai precedenti risultati e alle raccomandazioni previste.
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Posso fare il Pap Test se sono in gravidanza?
Nella maggior parte dei casi sì. Se il Pap Test rientra nei controlli programmati o non è mai stato eseguito secondo le indicazioni raccomandate, il ginecologo può decidere di effettuarlo anche durante la gravidanza. Il prelievo interessa esclusivamente la superficie della cervice uterina e, se eseguito correttamente, è considerato sicuro sia per la madre sia per il bambino. È comunque importante informare sempre il medico dello stato di gravidanza, così da valutare il momento più appropriato per l'esame e interpretarne correttamente l'eventuale presenza di modificazioni cellulari legate ai cambiamenti fisiologici della gestazione.
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Cosa significa se il Pap Test è alterato?
Un risultato alterato non significa automaticamente che sia presente un tumore. Nella maggior parte dei casi indica la presenza di modificazioni delle cellule della cervice uterina che possono dipendere da diverse condizioni, come un'infezione da HPV, un'infiammazione o alterazioni di basso grado che spesso regrediscono spontaneamente. Il referto viene classificato secondo criteri standardizzati che aiutano il ginecologo a decidere il percorso successivo. In base al tipo di alterazione, potrebbe essere consigliato un controllo a distanza di tempo oppure un approfondimento specifico. L'obiettivo è distinguere le situazioni che richiedono monitoraggio da quelle che necessitano di ulteriori accertamenti.
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Se il Pap Test è normale, significa che non avrò mai un tumore al collo dell’utero?
In linea di massima, no. Un risultato negativo indica che nel campione analizzato non sono state riscontrate alterazioni cellulari significative in quel momento, ma non garantisce che non possano svilupparsi in futuro. Per questo motivo è importante ripetere il Pap Test o l'esame previsto dal programma di screening con la periodicità raccomandata. La maggior parte delle lesioni della cervice uterina evolve lentamente e i controlli regolari permettono di individuarle nelle fasi iniziali, quando possono essere trattate efficacemente. La continuità dello screening è uno degli aspetti più importanti della prevenzione.
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Ho avuto il vaccino contro l’HPV: devo fare comunque il Pap Test?
Tendenzialmente, sì. La vaccinazione contro l'HPV riduce in modo significativo il rischio di sviluppare lesioni precancerose e tumori correlati ai principali ceppi del virus, ma non elimina completamente la possibilità di sviluppare alterazioni della cervice uterina. Questo perché il vaccino non protegge da tutti i tipi di papillomavirus e, inoltre, alcune persone possono essere entrate in contatto con il virus prima della vaccinazione. Per questo motivo è fondamentale continuare ad aderire ai programmi di screening previsti per la propria fascia d'età, anche se si è state vaccinate.
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Ogni quanto tempo bisogna fare il Pap Test?
La frequenza non è uguale per tutte le donne e dipende dall'età, dai risultati degli esami precedenti, dalla presenza di fattori di rischio e dal tipo di programma di screening seguito. Nelle persone a rischio medio è generalmente previsto un intervallo definito dalle raccomandazioni nazionali, che può differire a seconda che venga eseguito il Pap Test o il test HPV. In presenza di precedenti alterazioni della cervice uterina, interventi ginecologici o condizioni particolari, il ginecologo può indicare controlli più ravvicinati. Seguire la periodicità consigliata è essenziale per mantenere efficace la prevenzione.
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