Ecografia ostetrica con flussimetria

L’Ecografia ostetrica con flussimetria è un esame ecografico che associa la valutazione ecografica della gravidanza allo studio Doppler del flusso sanguigno nei vasi materni e fetali. L’esame può prendere in considerazione, in base all’indicazione clinica: 

Prezzo

Da 80 € - 200 €

Confronta per provincia

  • le arterie uterine;
  • l’arteria ombelicale;
  • altri distretti della circolazione fetale. 

È generalmente eseguito per via transaddominale, non è invasivo e non utilizza radiazioni ionizzanti. La sua indicazione e i vasi da studiare vengono stabiliti dal medico in relazione all’epoca gestazionale e alle caratteristiche della gravidanza.

Dottoressa con in mano una sonda per ecografia di fronte a un modellino di un utero con all'interno un bambino.

Quando è indicata l’ecografia ostetrica con flussimetria

L’esame viene prescritto soprattutto quando è necessario approfondire la circolazione materno-fetale o controllare più attentamente una gravidanza che presenta specifici fattori di rischio. La flussimetria Doppler, infatti, non è indicata di routine in tutte le gravidanze fisiologiche a basso rischio, mentre può assumere un ruolo importante nel monitoraggio delle gravidanze a rischio.

Può essere indicata, secondo la valutazione del ginecologo o dello specialista in medicina materno-fetale, in situazioni come:

  • sospetto o presenza di una restrizione della crescita fetale;
  • ipertensione materna o preeclampsia;
  • condizioni in cui è necessario monitorare più attentamente la funzionalità della placenta;
  • alcune gravidanze gemellari, in particolare quando richiedono una sorveglianza specifica;
  • altre condizioni materne o fetali che possono rendere utile la valutazione della circolazione utero-placentare o fetale.

La scelta dei parametri da valutare dipende dal motivo dell’esame e dalla settimana di gravidanza. Il risultato deve essere interpretato insieme agli altri dati clinici ed ecografici, senza basarsi sul solo valore della flussimetria.

Come prepararsi all’ecografia ostetrica con flussimetria

Per questo tipo di prestazione, solitamente, non è prevista una preparazione particolare:

  • in genere non è necessario il digiuno;
  • non è prevista la sospensione dei farmaci abitualmente assunti, salvo diversa indicazione del medico;
  • alcune strutture possono chiedere di evitare l’applicazione di creme o oli sull’addome nei giorni precedenti l’esame;
  • è consigliabile portare con sé la documentazione relativa alla gravidanza, come precedenti ecografie, referti e altri esami già effettuati, soprattutto se l’indagine viene eseguita nell’ambito di un monitoraggio clinico.

La preparazione può comunque variare in base alla struttura e alle modalità con cui viene eseguita la prestazione. 

Come si svolge l'ecografia ostetrica con flussimetria

L’esame viene eseguito da un medico specialista in ginecologia e ostetricia con competenza in ecografia ostetrica. La paziente viene fatta accomodare sul lettino, normalmente in posizione supina o leggermente inclinata, e sull’addome viene applicato un apposito gel.

Il medico appoggia quindi la sonda ecografica sull’addome per visualizzare il feto e le strutture della gravidanza. Attraverso la modalità Doppler vengono successivamente analizzati i flussi sanguigni in specifici vasi materni e fetali, scelti in funzione dell’indicazione clinica. 

La paziente potrebbe avvertire una lieve pressione della sonda sull’addome e il contatto con il gel. Al termine può riprendere le normali attività, salvo diverse indicazioni del medico.

Quanto dura l’ecografia ostetrica con flussimetria

La prestazione dura generalmente circa 20-30 minuti, anche se la durata può variare in base a:

  • l’epoca gestazionale;
  • la posizione del feto; 
  • il numero di parametri da valutare;
  • la complessità del controllo. 

Alcune prestazioni possono richiedere più tempo quando è necessario effettuare misurazioni o approfondimenti aggiuntivi.

Il referto viene generalmente fornito al termine della prestazione o secondo le modalità stabilite dalla struttura. I risultati della flussimetria devono essere valutati dal medico nel contesto della gravidanza e confrontati, quando necessario, con i precedenti controlli.

Le principali province

Latina Da 90 €
Roma Da 100 €
Milano Da 130 €
Napoli Da 90 €
Palermo Da 100 €
Viterbo 100 €
Trapani Da 100 €
Perugia Da 100 €
Padova 100 €
Agrigento 100 €
L'Aquila 100 €
Monza e Brianza 150 €
Salerno 200 €
Rovigo 130 €
Pistoia 100 €
La Spezia 80 €
Alessandria 90 €
Grosseto 100 €
Genova 80 €
Frosinone 130 €
Oppure
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Domande frequenti per Ecografia ostetrica con flussimetria

  • A quante settimane si fa la flussimetria in gravidanza?

    Non esiste una sola settimana valida per tutte le gestanti. Il momento più appropriato viene stabilito in base al motivo della prescrizione e all'andamento della gravidanza. In alcune situazioni il Doppler può essere utilizzato per valutare la circolazione utero-placentare, mentre in altre viene effettuato più avanti per monitorare il benessere fetale. Per questo motivo è importante seguire l'indicazione dello specialista anziché programmare l'esame esclusivamente in base all'epoca gestazionale.

  • Cosa significa se la flussimetria è alterata?

    Un risultato alterato indica che uno o più parametri del flusso sanguigno misurati con il Doppler non rientrano nei valori attesi per quella specifica situazione. Non significa automaticamente che il feto stia male o che sia presente una complicazione grave. Il dato deve essere interpretato considerando l’epoca gestazionale, la crescita fetale, le condizioni materne e gli eventuali risultati dei controlli precedenti. In base al quadro complessivo, il ginecologo può decidere di aumentare la frequenza dei controlli o di effettuare ulteriori valutazioni.

  • La flussimetria può indicare se il bambino non sta crescendo abbastanza?

    Sì, in linea di massima. Lo studio Doppler può aggiungere informazioni importanti quando esiste un sospetto di restrizione della crescita fetale. La valutazione dei flussi aiuta infatti a capire come sta funzionando la circolazione materno-fetale e può contribuire a definire il livello di sorveglianza necessario. Non permette però, da sola, di stabilire se il feto cresce correttamente: per interpretare la situazione vengono considerate anche le misurazioni ecografiche e il loro andamento nel tempo.

  • Che differenza c’è tra ecografia ostetrica e flussimetria Doppler?

    L’ecografia ostetrica e la flussimetria forniscono informazioni diverse ma complementari. L’ecografia permette di valutare la crescita e le caratteristiche della gravidanza attraverso le immagini ottenute con gli ultrasuoni; il Doppler analizza invece il flusso del sangue all’interno di specifici vasi. Associarle, quando indicato, permette quindi di integrare le informazioni sulla crescita fetale con quelle relative alla circolazione. Non tutte le ecografie ostetriche richiedono necessariamente uno studio Doppler.

  • Posso fare la flussimetria se il bambino si muove meno del solito?

    Sì nella maggior parte dei casi, ma non bisogna aspettare una flussimetria già programmata per chiedere una valutazione medica. Una riduzione o un cambiamento significativo dei movimenti fetali deve essere comunicato tempestivamente al professionista che segue la gravidanza o alla struttura ostetrica di riferimento. In base alla situazione e all’epoca gestazionale, verranno stabiliti gli accertamenti più appropriati. La flussimetria Doppler può rientrare nella valutazione del benessere fetale in presenza di specifici fattori di rischio, ma non è un esame da utilizzare autonomamente per controllare i movimenti del bambino.

  • Se la flussimetria è normale, significa che la gravidanza procede sicuramente bene?

    No, generalmente. Un risultato nella norma è un dato favorevole, ma descrive i parametri valutati nel momento in cui viene eseguito l’esame e non esclude la necessità degli altri controlli previsti durante la gravidanza. La salute materna e fetale viene infatti monitorata attraverso una valutazione complessiva, che può comprendere crescita fetale, condizioni della madre, ecografie e altri accertamenti quando indicati. Per lo stesso motivo, il risultato della flussimetria deve essere interpretato dal ginecologo nel contesto dell’intero percorso di gravidanza.

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