Check up Tumore Prostatico (Ecografia, Uroflussometria e Visita Urologica)

Il Check up del tumore prostatico è un percorso di valutazione urologica che combina visita specialistica, ecografia e uroflussometria per esaminare la salute della prostata e dell’apparato urinario maschile. L’obiettivo è raccogliere informazioni utili per individuare eventuali alterazioni della prostata o disturbi della funzione urinaria e stabilire, quando necessario, se siano indicati ulteriori approfondimenti. 

Prezzo

Da 100 € - 400 €

Confronta per provincia

La valutazione può interessare in particolare: 

  • la prostata;
  • la vescica;
  • le basse vie urinarie. 

Si tratta di un percorso ambulatoriale che integra l’esame clinico con indagini strumentali non invasive e generalmente ben tollerate. 

Dottore che indica con una penna un modellino e dietro un dottore con un paziente.

Quando è indicato il check up del tumore prostatico (ecografia, uroflussometria e visita urologica)

Il controllo può essere preso in considerazione soprattutto quando l’età, la familiarità o la presenza di disturbi urinari rendono utile una valutazione specialistica.

Può essere indicato, per esempio:

  • in presenza di difficoltà a iniziare la minzione, getto urinario debole o intermittente;
  • quando aumenta la frequenza delle minzioni o compare la necessità di urinare più volte durante la notte;
  • per valutare disturbi già noti della prostata e monitorarne l’evoluzione;
  • quando esistono precedenti familiari di tumore della prostata o altri fattori che meritano una valutazione personalizzata;
  • in presenza di alterazioni già rilevate attraverso esami o controlli precedenti.

L’uroflussometria è particolarmente utile quando sono presenti disturbi della minzione, perché misura le caratteristiche del flusso urinario e aggiunge alla visita un dato funzionale. L’ecografia, invece, fornisce informazioni morfologiche sulle strutture esaminate.

È importante precisare che questo percorso non equivale a uno screening oncologico universale: in Italia il tumore della prostata non rientra attualmente nei programmi organizzati di screening del Servizio Sanitario Nazionale. La scelta degli eventuali controlli, compreso il dosaggio del PSA, deve quindi essere discussa con il medico sulla base del profilo individuale.

Come prepararsi al check up del tumore prostatico 

La preparazione può variare in base al tipo di ecografia previsto e alle modalità con cui viene eseguita l’uroflussometria: 

  • generalmente non è necessario il digiuno;
  • per l’uroflussometria è importante avere una quantità di urina sufficiente per eseguire una minzione rappresentativa. La struttura può quindi chiedere di bere acqua nelle ore precedenti e di evitare di urinare per un determinato periodo;
  • non è opportuno modificare o sospendere autonomamente eventuali terapie farmacologiche;
  • è consigliabile portare i precedenti referti urologici, ecografie, eventuali esami del sangue e la documentazione relativa a diagnosi o trattamenti già effettuati. 

Come si svolge il check up del tumore prostatico 

Il percorso inizia con la visita urologica, durante la quale lo specialista raccoglie informazioni su: 

  • sintomi;
  • storia clinica;
  • farmaci assunti;
  • eventuali fattori di rischio.

In base alle necessità, la valutazione può comprendere anche l’esame obiettivo della prostata.

Successivamente vengono eseguite le indagini previste. L’ecografia utilizza una sonda e permette di ottenere immagini delle strutture esaminate senza utilizzare radiazioni ionizzanti. L’uroflussometria richiede invece di urinare in un apposito dispositivo collegato a un sistema di misurazione, che registra parametri come quantità e caratteristiche del flusso.

Gli esami vengono interpretati dall’urologo nel loro insieme. Un’eventuale alterazione non equivale automaticamente alla presenza di un tumore: può essere legata, per esempio, a un ingrossamento benigno della prostata o ad altre condizioni urologiche. Se emergono elementi che meritano ulteriori verifiche, lo specialista può indicare esami aggiuntivi.

Quanto dura il check up del tumore prostatico 

La durata varia in base: 

  • al numero di accertamenti eseguiti;
  • alla necessità di approfondire alcuni reperti;
  • al tempo richiesto dalla visita specialistica. 

Trattandosi di una prestazione ambulatoriale, generalmente si conclude nell’arco di una singola seduta.

Al termine è normalmente possibile riprendere le proprie attività quotidiane senza particolari limitazioni. Il referto e le eventuali indicazioni per ulteriori controlli vengono forniti secondo le modalità della struttura e sulla base della valutazione complessiva dell’urologo.

Le principali province

Roma Da 150 €
Bari Da 120 €
Varese Da 180 €
Milano Da 120 €
Caserta Da 100 €
Palermo Da 100 €
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Foggia Da 190 €
Frosinone Da 150 €
Trapani Da 100 €
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Pisa Da 160 €
Treviso 205 €
Siracusa 300 €
Sassari 200 €
Brescia 202 €
Ragusa 200 €
Perugia 200 €
Cagliari Da 150 €
Pavia 350 €
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Domande frequenti per Check up Tumore Prostatico (Ecografia, Uroflussometria e Visita Urologica)

  • Il check up del tumore alla prostata comprende anche il PSA?

    No, generalmente. Il PSA è un esame del sangue distinto da ecografia, uroflussometria e visita urologica e non è necessariamente incluso nel check-up. Il suo risultato può fornire un’informazione importante nella valutazione del rischio di tumore prostatico, ma un valore elevato non significa automaticamente che sia presente un tumore: può aumentare anche in caso di ingrossamento benigno della prostata o di altre condizioni. Per questo motivo, l’eventuale dosaggio del PSA viene valutato dal medico considerando età, familiarità, sintomi, precedenti risultati e condizioni cliniche. L’urologo può quindi stabilire se sia opportuno eseguirlo e come interpretarne il risultato insieme agli altri dati.

  • L’ecografia della prostata può scoprire un tumore?

    No. L’ecografia può evidenziare alterazioni della prostata e fornire informazioni sulle sue dimensioni e caratteristiche, ma da sola non permette di confermare o escludere con certezza un tumore prostatico. Alcune lesioni, inoltre, possono non essere riconoscibili con l’ecografia. Se durante il controllo emergono elementi sospetti, l’urologo può valutare altri accertamenti, come il PSA, la risonanza magnetica multiparametrica o, quando indicato, la biopsia. La diagnosi definitiva di tumore richiede infatti l’analisi istologica del tessuto.

  • L’uroflussometria può rilevare un tumore alla prostata?

    No. L’uroflussometria valuta il modo in cui l’urina viene espulsa dalla vescica, misurando parametri come la velocità e l’andamento del flusso. È quindi un esame funzionale, utile soprattutto quando sono presenti difficoltà a urinare. Un flusso ridotto o alterato non indica necessariamente un tumore: può dipendere, per esempio, da un ingrossamento benigno della prostata, da un restringimento dell’uretra o da altre condizioni delle vie urinarie. Il dato deve essere interpretato dall’urologo insieme alla visita e agli eventuali altri accertamenti.

  • Ho difficoltà ad urinare: significa che potrei avere un tumore alla prostata?

    No, in linea di massima. Disturbi come getto urinario debole, difficoltà a iniziare la minzione, bisogno di urinare frequentemente o durante la notte sono comuni anche in presenza di condizioni non tumorali, in particolare dell’iperplasia prostatica benigna. Questo non significa però che debbano essere trascurati. Una valutazione urologica permette di capire da cosa derivano i sintomi e se siano necessari ulteriori controlli. Il tumore della prostata, soprattutto nelle fasi iniziali, può infatti non provocare disturbi evidenti: per questo la presenza o l’assenza di sintomi, da sola, non permette di stabilire il rischio.

  • Ho un familiare con tumore alla prostata: devo fare controlli prima?

    Sì, generalmente. Una familiarità per tumore della prostata può aumentare il rischio individuale e rendere opportuno anticipare o personalizzare il percorso di diagnosi precoce. Il rischio è particolarmente rilevante quando la malattia ha interessato parenti stretti, soprattutto se diagnosticata in età relativamente giovane o se nella famiglia sono presenti più casi. In queste situazioni l’urologo può valutare quando iniziare i controlli e quali accertamenti siano appropriati, considerando anche eventuali fattori ereditari. Non esiste però un unico calendario valido per tutti gli uomini con familiarità: la strategia deve essere definita individualmente.

  • La visita urologica per controllare la prostata prevede sempre l’esplorazione rettale?

    No, in genere. L’esplorazione rettale non viene necessariamente eseguita in ogni visita: la decisione spetta all’urologo in base all’età, ai sintomi, alla storia clinica e agli altri risultati disponibili. Quando indicata, permette di valutare direttamente alcune caratteristiche della prostata che non possono essere rilevate attraverso il solo esame del flusso urinario. Si tratta di una procedura generalmente rapida. Il medico la esegue spiegando preventivamente al paziente cosa farà e perché, nel rispetto della sua privacy e del suo comfort.

  • Se il check up della prostata è normale, posso evitare altri controlli?

    No, in linea di massima. Un risultato nella norma rappresenta un elemento favorevole, ma non garantisce che un tumore sia assente né stabilisce automaticamente quando sarà necessario un successivo controllo. La valutazione deve tenere conto anche dell’età, della familiarità, del PSA quando eseguito, dei sintomi e di eventuali precedenti clinici. Il vantaggio di una valutazione urologica è proprio quello di integrare informazioni diverse e stabilire se sia sufficiente proseguire con controlli periodici oppure se sia opportuno approfondire. La frequenza degli accertamenti, quindi, non dovrebbe essere stabilita autonomamente sulla base del solo risultato dell’ecografia o dell’uroflussometria.

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