Tecarterapia o Diatermia 1 seduta

La tecarterapia è un trattamento di fisioterapia strumentale che utilizza energia a radiofrequenza per produrre effetti termici o non termici nei tessuti. Chiamata anche diatermia capacitivo-resistiva, viene impiegata soprattutto in ambito riabilitativo come supporto per ridurre il dolore e favorire il recupero della funzionalità di muscoli, tendini, legamenti e articolazioni. 

Prezzo

Da 20 € - 225 €

Confronta per provincia

La tecarterapia è una procedura non invasiva, eseguita in ambulatorio senza l’impiego di radiazioni ionizzanti. 

Fisioterapista esegue una seduta di tecarterapia sulla gamba di una paziente

Quando è indicata la tecarterapia

La tecarterapia può essere indicata da un medico specialista, come il fisiatra o l’ortopedico, oppure dal medico di medicina generale. Viene utilizzata soprattutto in presenza di disturbi muscoloscheletrici dolorosi o limitazioni funzionali, tra cui: 

  • contratture e tensioni muscolari;
  • distorsioni, stiramenti e altri traumi dei tessuti molli;
  • tendinopatie;
  • dolore e rigidità articolare;
  • disturbi dolorosi della schiena e del collo;
  • gonfiore conseguente a un trauma, quando il trattamento è ritenuto appropriato;
  • recupero dopo alcuni interventi chirurgici ortopedici.

L’opportunità di eseguire la terapia viene valutata in base alla diagnosi, alla fase del disturbo e agli obiettivi riabilitativi. Il trattamento può essere associato all’esercizio terapeutico, alla terapia manuale o ad altre procedure previste dal programma di recupero.

Come prepararsi alla tecarterapia

Per prepararsi alla tecarterapia, è preferibile indossare abiti comodi che permettano di scoprire facilmente la parte del corpo interessata e portare con sé l’eventuale prescrizione e la documentazione clinica relativa al problema. 

Prima della seduta occorre segnalare la presenza di dispositivi elettronici impiantati, protesi o altri materiali metallici, una gravidanza accertata o sospetta, alterazioni della sensibilità, lesioni cutanee e altre condizioni mediche rilevanti. Il professionista sanitario valuterà se il trattamento può essere eseguito in sicurezza. Gli oggetti metallici presenti vicino alla zona interessata devono essere rimossi.

Come si svolge la tecarterapia

La seduta viene eseguita da un fisioterapista. Il paziente assume una posizione comoda che lasci accessibile l’area interessata. Sulla pelle viene generalmente applicata una crema conduttrice. Una piastra di ritorno, cioè un elettrodo fisso che contribuisce a chiudere il circuito, viene posizionata a contatto con il corpo, mentre il fisioterapista muove un altro elettrodo sulla zona da trattare.

Il dispositivo può essere utilizzato in:

 
  • modalità capacitiva, impiegata prevalentemente sui tessuti molli e ricchi di acqua, come i muscoli;
  • modalità resistiva, utilizzata soprattutto per i tessuti che oppongono una maggiore resistenza al passaggio della corrente, come tendini, legamenti e strutture articolari.

La modalità e i parametri vengono scelti in funzione della zona, dell’obiettivo terapeutico e delle condizioni della persona. 

Durante l’applicazione si può avvertire un calore graduale, che non dovrebbe risultare doloroso. Un calore eccessivo, bruciore o altri fastidi devono essere segnalati subito, affinché l’intensità possa essere regolata. Al termine, la crema viene rimossa e il fisioterapista valuta la risposta al trattamento.

Quanto dura la tecarterapia

Una seduta di tecarterapia dura mediamente 20-30 minuti, ma il tempo può variare in base all’estensione dell’area interessata, ai parametri utilizzati e all’eventuale inserimento del trattamento in una sessione riabilitativa più ampia.

Il numero di sedute viene definito in base al disturbo, alla sua fase e alla risposta individuale. Non è previsto un referto diagnostico, ma il fisioterapista può registrare l’andamento del trattamento e valutarne gli effetti nel tempo. In genere è possibile riprendere subito le attività quotidiane, rispettando le eventuali limitazioni legate alla condizione trattata o al programma riabilitativo.

Le principali province

Roma Da 25 €
Torino Da 35 €
Milano Da 30 €
Verona Da 40 €
Pescara Da 27 €
Bologna 35 €
Pisa 35 €
Monza e Brianza Da 35 €
Bergamo Da 35 €
Genova Da 40 €
Napoli Da 30 €
Vicenza 59 €
Perugia 50 €
Padova Da 35 €
Brescia Da 55 €
Lecco 45 €
Treviso 225 €
Varese Da 50 €
Caserta 20 €
Como 40 €
Oppure
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Domande frequenti per Tecarterapia o Diatermia 1 seduta

  • La tecarterapia risolve definitivamente il problema?

    No. La tecarterapia può contribuire a ridurre il dolore e a migliorare la funzionalità, ma non rappresenta automaticamente una cura definitiva. Il risultato dipende dalla causa del disturbo, dalla sua fase e dall’eventuale associazione con esercizio terapeutico, terapia manuale o altri trattamenti. Per questo viene generalmente inserita in un programma riabilitativo definito sulla base della valutazione clinica.

  • Se non sento calore, la tecarterapia sta funzionando?

    Sì. L’assenza di una marcata sensazione di calore non significa necessariamente che il trattamento sia inefficace. Il fisioterapista può regolare l’intensità per ottenere effetti termici oppure lavorare con livelli energetici che producono poco calore percepibile. La scelta dipende dalla fase del disturbo, dalla zona interessata e dall’obiettivo della seduta. Aumentare l’intensità non garantisce quindi un risultato migliore.

  • Posso fare la tecarterapia se ho una protesi metallica?

    Sì, in alcuni casi. La presenza di una protesi o di un altro materiale metallico non esclude automaticamente la tecarterapia, ma deve essere segnalata prima della seduta. Il professionista valuterà il tipo e la posizione dell’impianto, la zona da trattare e le indicazioni del dispositivo utilizzato. Il trattamento non deve essere eseguito senza questa verifica preliminare.

  • La tecarterapia può causare effetti indesiderati?

    Sì, ma in genere sono lievi e transitori. Possono comparire arrossamento, calore residuo o sensibilità nella zona trattata. Un calore eccessivo può invece provocare irritazioni o, raramente, lesioni cutanee: per questo il fisioterapista regola i parametri e controlla le sensazioni riferite dal paziente. Durante la seduta, bruciore e dolore devono essere comunicati immediatamente.

  • Quanto tempo impiega la tecarterapia a fare effetto?

    I tempi possono variare in base al disturbo, alla sua fase, alla risposta individuale e agli altri trattamenti inseriti nel percorso riabilitativo. Alcune persone possono percepire un miglioramento già dopo le prime applicazioni, mentre in altri casi gli effetti vengono valutati al termine di più sedute. L’assenza di un beneficio immediato non indica necessariamente che il trattamento sia inefficace, ma richiede una valutazione periodica da parte del professionista.

  • Quanto tempo deve passare tra una seduta di tecarterapia e l’altra?

    Non esiste un intervallo valido per tutti. La frequenza viene stabilita dal professionista in base alla condizione trattata, alla fase del disturbo, alla risposta alla seduta precedente e alle altre attività previste dal programma riabilitativo. In alcuni percorsi le applicazioni possono essere ravvicinate, ma non è consigliabile aumentarne autonomamente il numero né eseguire più trattamenti nella stessa giornata senza un’indicazione specifica.

  • Perché dopo la tecarterapia sento più dolore?

    Un aumento temporaneo del dolore può dipendere dalla sensibilità individuale, dalla condizione trattata o dagli altri interventi eseguiti durante la stessa sessione riabilitativa. Il fastidio dovrebbe essere riferito al fisioterapista, che potrà valutarne l’intensità e modificare, se necessario, i parametri o il programma. Se il dolore è intenso, persiste o si associa a bruciore, gonfiore o marcato arrossamento, è opportuno segnalarlo prima di effettuare un’altra seduta.

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