Tampone cervico-vaginale per Clamidia, Ureoplasma e Micoplasma

Il tampone cervico-vaginale per Clamidia, Ureoplasma e Micoplasma è un prelievo di secrezioni utilizzato per ricercare questi microrganismi quando si sospetta un’infezione o quando il medico ritiene opportuno un controllo. Il campione viene raccolto dalla vagina e, quando previsto, dal collo dell’utero, per poi essere analizzato in laboratorio. È una prestazione ambulatoriale che non richiede anestesia. 

Prezzo

Da 30 € - 310 €

Confronta per provincia

La ricerca dei diversi microrganismi può richiedere metodi di laboratorio differenti: per questo, la richiesta deve specificare quali devono essere cercati. In particolare, il termine Micoplasma può riferirsi a specie diverse, tra cui Mycoplasma genitalium e Mycoplasma hominis. Il risultato deve essere interpretato dal medico alla luce dei sintomi e della storia clinica.

Ginecologa esegue il tampone cervico-vaginale ad una paziente distesa sul lettino

Quando è indicato il tampone cervico-vaginale per Clamidia, Ureoplasma e Micoplasma

Il medico può prescrivere il tampone in presenza di sintomi o segni che richiedono un approfondimento, come:

  • perdite genitali insolite;
  • sanguinamento dopo i rapporti;
  • un’infiammazione del collo dell’utero rilevata durante la visita. 

La ricerca della Clamidia può essere indicata anche dopo un’esposizione a rischio o nell’ambito di controlli raccomandati in base all’età e ai fattori di rischio, poiché l’infezione può essere priva di sintomi.

La ricerca di Mycoplasma genitalium può essere presa in considerazione soprattutto quando l’infiammazione del collo dell’utero persiste o si ripresenta. Ureoplasma e Mycoplasma hominis possono invece essere presenti anche in assenza di malattia: l’opportunità di ricercarli e il significato di un eventuale risultato positivo richiedono una valutazione clinica specifica.

Come prepararsi 

Le indicazioni possono variare tra le strutture: in alcuni casi è richiesto di attendere alcuni giorni dalla fine delle mestruazioni e di evitare rapporti sessuali, ovuli, creme o lavande vaginali prima del prelievo.

È importante comunicare al medico o alla struttura l’eventuale assunzione di antibiotici o una terapia terminata di recente. I farmaci non devono essere sospesi autonomamente: sarà il medico a valutare se modificare la data dell’esame. È utile portare la richiesta medica ed eventuali referti precedenti pertinenti.

Come si svolge 

Il prelievo viene eseguito da un ginecologo, un’ostetrica o un altro professionista sanitario formato. 

La paziente si accomoda sul lettino ginecologico. Se è necessario raccogliere un campione dal collo dell’utero, il professionista inserisce delicatamente uno speculum per visualizzarlo, quindi preleva le secrezioni con uno o più tamponi sterili.

L’esame può provocare una sensazione di pressione o un lieve fastidio, generalmente di breve durata. 

Quanto dura

La prestazione richiede in genere pochi minuti. Il tempo complessivo dell’appuntamento può variare in base all’organizzazione della struttura. Di norma è possibile riprendere subito le attività abituali.

I tempi del referto dipendono dai microrganismi richiesti e dai metodi utilizzati dal laboratorio; la struttura comunica le modalità e i tempi di consegna del risultato.

Le principali province

Roma Da 50 €
Milano Da 100 €
Napoli Da 60 €
Bari Da 80 €
Catania Da 80 €
Palermo Da 30 €
Firenze Da 35 €
Brescia 50 €
L'Aquila 55 €
Verona 40 €
Pisa Da 45 €
Vicenza 105 €
Agrigento 30 €
Caserta 120 €
Cuneo 70 €
Frosinone 70 €
Latina 100 €
Messina 160 €
Pavia 310 €
Perugia 100 €
Oppure
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Domande frequenti per Tampone cervico-vaginale per Clamidia, Ureoplasma e Micoplasma

  • Il tampone cervico-vaginale ricerca anche altri microrganismi oltre a Clamidia, Ureoplasma e Micoplasma?

    Non necessariamente. I microrganismi ricercati dipendono dagli esami indicati nella richiesta e da quelli eseguiti dal laboratorio. Un risultato negativo per Clamidia, Ureoplasma e Micoplasma non esclude quindi altre possibili cause dei disturbi. Se è necessario cercare altri agenti infettivi, il medico deve richiedere gli accertamenti appropriati.

  • Un tampone negativo esclude un’infezione dopo un rapporto a rischio?

    No. Il risultato riguarda i microrganismi ricercati e la sede da cui è stato raccolto il campione. Anche il momento in cui viene eseguito il test conta: se il prelievo avviene troppo presto dopo l’esposizione, il medico può ritenere opportuno ripeterlo. In presenza di sintomi persistenti, un risultato negativo richiede comunque una valutazione clinica.

  • Cosa succede se il tampone risulta positivo?

    Il medico valuta quale microrganismo è stato rilevato, i sintomi e il contesto clinico prima di decidere i passi successivi. Una positività alla Clamidia o a Mycoplasma genitalium richiede una valutazione per il trattamento e per l’eventuale coinvolgimento del partner. La presenza di Ureoplasma o Mycoplasma hominis, invece, non comporta automaticamente la necessità di una terapia.

  • Se il tampone è positivo, anche il partner deve fare un test?

    Dipende dal microrganismo identificato. In caso di Clamidia, è importante che il partner riceva una valutazione per il test e l’eventuale trattamento, anche in assenza di sintomi. Anche per Mycoplasma genitalium il medico può indicare una valutazione del partner. Un risultato positivo per Ureoplasma o Mycoplasma hominis richiede invece un’interpretazione individuale e non implica, da solo, che il partner debba essere trattato.

  • Il tampone deve essere ripetuto dopo la terapia?

    Non sempre. La necessità e il momento del controllo dipendono dal microrganismo rilevato e dalla situazione clinica. Per la Clamidia, per esempio, un test eseguito troppo presto dopo il trattamento può rilevare materiale genetico residuo e risultare positivo anche quando l’infezione è stata trattata. Il medico indica se e quando ripetere l’esame.

  • Il tampone cervico-vaginale per Clamidia, Ureoplasma e Micoplasma si può eseguire in gravidanza?

    Sì. Se il medico lo ritiene indicato, il prelievo può essere eseguito anche durante la gravidanza. È importante comunicare lo stato di gravidanza alla struttura e al professionista che effettua l’esame, affinché la richiesta e l’eventuale risultato siano valutati nel contesto appropriato.

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