BI-Test con translucenza nucale

Il BI-Test con translucenza nucale è un esame di screening prenatale eseguito nel primo trimestre di gravidanza per stimare il rischio che il feto presenti alcune anomalie cromosomiche.

Prezzo

Da 50 € - 328 €

Confronta per provincia

La valutazione combina un prelievo di sangue materno, che misura specifici marcatori biochimici, con un'ecografia durante la quale viene rilevato lo spessore della translucenza nucale fetale. I risultati vengono integrati con l'età materna e altri parametri clinici per ottenere una stima personalizzata del rischio. 

Il BI-Test con translucenza nucale è un esame non invasivo, sicuro per la madre e per il bambino, eseguibile in regime ambulatoriale e rappresenta uno dei principali strumenti di screening prenatale del primo trimestre.

Mano di una dottoressa con guanto rosa che tiene in mano una provetta con del sangue.

Quando è indicato il BI-Test con translucenza nucale

Per garantire un risultato attendibile, il BI-Test con translucenza nucale deve essere eseguito in un periodo ben preciso della gravidanza, generalmente tra 11 settimane + 0 giorni e 13 settimane + 6 giorni, quando la lunghezza del feto rientra nei valori previsti per questo tipo di valutazione.

L'esame viene generalmente proposto a tutte le donne in gravidanza ed è particolarmente utile per:

  • stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 18 e trisomia 13;
  • integrare le informazioni ricavate dall'ecografia del primo trimestre con i risultati degli esami del sangue materno;
  • orientare la scelta di eventuali accertamenti successivi, come il test del DNA fetale o esami diagnostici invasivi, quando clinicamente indicati;
  • valutare alcuni parametri dello sviluppo fetale durante il primo trimestre.

Come prepararsi al BI-Test con translucenza nucale

Questo esame non richiede una preparazione particolare. È consigliabile portare con sé la documentazione relativa alla gravidanza, come gli esami già eseguiti, le precedenti ecografie e l'eventuale impegnativa, così da consentire allo specialista una valutazione completa.

Poiché il calcolo del rischio tiene conto di diversi fattori materni e fetali, durante la visita potranno essere raccolte alcune informazioni cliniche, come: 

  • l'età della gestante; 
  • il peso;
  • eventuali gravidanze precedenti; 
  • altre condizioni che possono influenzare l'interpretazione del risultato.

Nella maggior parte dei casi non è necessario il digiuno e non occorre sospendere eventuali terapie farmacologiche, salvo diversa indicazione del medico.

Come si svolge il BI-Test con translucenza nucale

L'esame viene eseguito da un medico specialista in ginecologia e ostetricia con esperienza nella diagnosi prenatale.

Il BI-Test con translucenza nucale comprende due momenti: 

  • il primo consiste in un prelievo di sangue dalla madre, necessario per dosare due sostanze prodotte durante la gravidanza; 
  • il secondo prevede un'ecografia, generalmente per via addominale, durante la quale vengono valutati lo sviluppo del feto e lo spessore della translucenza nucale, cioè una piccola raccolta fisiologica di liquido presente nella regione posteriore del collo.

Al termine dell'esame, i dati raccolti vengono elaborati insieme ad altri parametri materni mediante specifici software di calcolo, ottenendo una stima personalizzata del rischio.

Quanto dura il BI-Test con translucenza nucale

Questo esame richiede mediamente 30-45 minuti, anche se la durata può variare in base alla posizione del feto e alla necessità di ottenere immagini ecografiche di qualità adeguata.

Al termine dell'esame la donna può riprendere immediatamente le normali attività quotidiane, poiché il prelievo di sangue e l'ecografia non richiedono tempi di recupero.

I risultati vengono generalmente elaborati dopo aver integrato i dati ecografici con quelli del prelievo ematico. Le modalità e i tempi di consegna del referto possono variare in base all'organizzazione della struttura sanitaria. È importante ricordare che il BI-Test fornisce una stima del rischio e non una diagnosi certa: sarà il ginecologo a interpretare il risultato e a indicare, se necessario, gli eventuali approfondimenti successivi.

Le principali province

Milano Da 140 €
Roma Da 130 €
Padova 220 €
Palermo Da 120 €
Napoli Da 130 €
Bergamo Da 232 €
Monza e Brianza 220 €
Como 50 €
Latina 200 €
Bari Da 80 €
Brescia Da 150 €
Trapani Da 150 €
Treviso 255 €
Rovigo 220 €
Agrigento 100 €
Reggio Calabria 150 €
Pavia 250 €
Catania 120 €
Caserta 225 €
Belluno 200 €
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Domande frequenti per BI-Test con translucenza nucale

  • Qual è la differenza tra BI-Test e test del DNA fetale?

    Entrambi sono esami di screening, ma si basano su metodiche differenti. Il BI-Test combina l'ecografia con translucenza nucale e l'analisi di specifici marcatori presenti nel sangue materno, mentre il test del DNA fetale analizza piccoli frammenti di DNA del feto che circolano nel sangue della madre. Quest'ultimo offre una maggiore accuratezza per alcune anomalie cromosomiche, ma non sostituisce l'ecografia del primo trimestre, fondamentale per valutare anche lo sviluppo del feto. La scelta dell'esame più appropriato dipende dalla situazione clinica, dall'epoca gestazionale e dalle indicazioni fornite dal ginecologo.

  • Se il BI-Test indica un rischio elevato, il bambino ha sicuramente un’anomalia cromosomica?

    Generalmente, no. Un risultato ad alto rischio non rappresenta una diagnosi, ma indica che la probabilità di un'anomalia cromosomica è superiore rispetto alla popolazione generale. Molte gravidanze con un BI-Test positivo si concludono infatti con la nascita di bambini senza anomalie cromosomiche. Il risultato serve a identificare le gravidanze che potrebbero beneficiare di ulteriori approfondimenti, come il test del DNA fetale o, quando indicato, esami diagnostici invasivi. Il ginecologo interpreta sempre il risultato nel suo insieme e illustra alla coppia le possibili opzioni, aiutandola a prendere una decisione informata.

  • Se il BI-Test è negativo posso stare tranquilla?

    Un risultato a basso rischio è rassicurante perché indica una ridotta probabilità che il feto presenti le principali anomalie cromosomiche ricercate dall'esame. Tuttavia, nessun test di screening può escluderle con certezza né identificare tutte le possibili condizioni genetiche o malformazioni congenite. Per questo motivo il BI-Test rappresenta solo una tappa del percorso di monitoraggio della gravidanza e non sostituisce gli altri controlli previsti, comprese le ecografie successive. Sarà il ginecologo a interpretare il risultato insieme agli altri dati clinici raccolti durante la gravidanza.

  • Posso fare il BI-Test con translucenza nucale in una gravidanza gemellare?

    Sì. Il BI-Test può essere eseguito anche in caso di gravidanza gemellare, ma l'interpretazione dei risultati è più complessa rispetto a una gravidanza singola. Il calcolo del rischio viene infatti adattato al numero di feti e al tipo di gravidanza, distinguendo ad esempio tra gravidanze bicoriali e monocoriali. Per questo motivo è particolarmente importante che l'esame venga eseguito da operatori esperti in diagnosi prenatale. In alcune situazioni il ginecologo può valutare l'opportunità di associare o preferire altri test di screening in base alle caratteristiche specifiche della gravidanza.

  • Perché il BI-Test deve essere eseguito in un periodo preciso della gravidanza?

    Questo esame deve essere eseguito in un determinato periodo della gravidanza (tra 11 settimane + 0 giorni e 13 settimane + 6 giorni) perchè lo spessore della translucenza nucale e i marcatori biochimici materni hanno un valore predittivo validato scientificamente. Se l'esame viene effettuato troppo presto o troppo tardi, il calcolo del rischio può risultare meno accurato. Rispettare il corretto periodo di esecuzione è quindi essenziale per ottenere una stima affidabile e consentire, se necessario, eventuali approfondimenti nelle tempistiche più appropriate.

  • Il BI-Test può individuare tutte le malattie del feto?

    No, in linea di massima. Il BI-Test è progettato per stimare il rischio di alcune specifiche anomalie cromosomiche e non permette di identificare tutte le possibili malattie genetiche o le malformazioni fetali. Alcune condizioni possono emergere durante le ecografie dei trimestri successivi o richiedere esami diversi per essere riconosciute. Per questo motivo il BI-Test rappresenta una parte del percorso di screening prenatale e deve essere interpretato insieme agli altri controlli previsti durante la gravidanza. Un risultato rassicurante non elimina quindi la necessità di proseguire con il normale programma di monitoraggio ostetrico.

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