Artrocentesi

L’artrocentesi, chiamata anche aspirazione articolare, è una procedura medica che consiste nel prelevare, attraverso un ago, il liquido presente all’interno di un’articolazione. Può avere uno scopo diagnostico, per chiarire l’origine di un problema articolare, oppure terapeutico, per alleviare i disturbi legati all’accumulo di liquido.

Prezzo

Da 30 € - 250 €

Confronta per provincia

Il liquido prelevato è chiamato liquido sinoviale e normalmente lubrifica le articolazioni, facilitando il movimento. L’artrocentesi viene eseguita più frequentemente sul ginocchio, ma può interessare anche spalla, gomito, polso, caviglia e anca. È una procedura minimamente invasiva, generalmente praticata in ambulatorio, senza incisioni chirurgiche né necessità di ricovero. 

medico esegue l'artrocentesi al ginocchio di un paziente

Quando è indicata l’artrocentesi

L’artrocentesi può essere prescritta in presenza di un versamento articolare, cioè un accumulo di liquido, soprattutto quando la causa non è ancora chiara. Le principali indicazioni comprendono:

  • sospetta infezione articolare, che può richiedere un accertamento urgente, soprattutto in presenza di gonfiore improvviso, dolore intenso, calore locale o febbre;
  • sospetta gotta o altre forme di artrite da cristalli, per ricercare nel liquido i cristalli responsabili dell’infiammazione;
  • possibile presenza di sangue nell’articolazione, ad esempio dopo un trauma;
  • versamento abbondante o molto fastidioso, che provoca tensione e ostacola i movimenti.

Non tutti i gonfiori richiedono questa procedura: la decisione dipende dalla valutazione clinica.

Come prepararsi all’artrocentesi

Prima dell’appuntamento è importante informare il medico delle terapie in corso, in particolare se si assumono anticoagulanti o antiaggreganti. Occorre inoltre segnalare eventuali problemi di coagulazione, allergie ad anestetici, disinfettanti o cerotti, oppure ferite e infezioni della pelle nella zona da trattare. Sarà il medico a valutare se occorre modificare l’assunzione dei farmaci, che non devono essere sospesi o modificati autonomamente.  

Il giorno della prestazione è utile portare la prescrizione, i referti degli accertamenti precedenti e l’elenco dei medicinali assunti. È consigliabile indossare abiti comodi, che permettano di scoprire facilmente l’articolazione interessata. Per eventuali indicazioni aggiuntive, occorre seguire le istruzioni della struttura sanitaria.

Come si svolge l’artrocentesi

La prestazione viene eseguita da un reumatologo, un ortopedico o un altro medico con esperienza nella procedura.

Il paziente viene invitato a sedersi o sdraiarsi, con l’articolazione nella posizione più adatta. Dopo aver disinfettato accuratamente la pelle, il medico può utilizzare un anestetico locale per ridurre il fastidio. Introduce quindi un ago sterile nello spazio articolare e raccoglie il liquido con una siringa. Quando necessario, si avvale dell’ecografia per individuare il punto di accesso e guidare l’ago.

Durante la puntura si possono avvertire un breve pizzicore e una sensazione di pressione; il disagio varia secondo la sede e la sensibilità individuale. Se previsto nel piano di cura, l’aspirazione può essere seguita da un’infiltrazione di farmaci, che costituisce un trattamento distinto.

Al termine, il medico rimuove l’ago, applica una piccola medicazione e, se sono richieste analisi, invia il campione al laboratorio.

Quanto dura l’artrocentesi

La procedura richiede generalmente circa 10 minuti, ma il tempo può aumentare in base all’articolazione interessata, alla necessità di guida ecografica o all’attesa dell’effetto dell’anestetico.

Le attività leggere possono spesso essere riprese nella stessa giornata, secondo le indicazioni ricevute. Il ritorno allo sport, agli sforzi e alle attività che caricano l’articolazione dipende dalla condizione trattata e dagli eventuali farmaci somministrati.

Al termine viene generalmente consegnata la documentazione relativa alla procedura eseguita. Gli eventuali risultati delle analisi del liquido saranno disponibili nei tempi indicati dalla struttura, che variano in base agli esami richiesti.

Nei giorni successivi, se compaiono febbre o un arrossamento marcato, oppure se il dolore e il gonfiore aumentano, è importante contattare tempestivamente il medico.

Le principali province

Roma Da 40 €
Milano Da 40 €
Torino Da 40 €
Palermo Da 50 €
Bologna Da 40 €
Bari Da 30 €
Brindisi Da 50 €
Napoli Da 50 €
Reggio Emilia Da 60 €
Treviso Da 56 €
Firenze Da 110 €
Genova Da 110 €
Lecce Da 100 €
Prato Da 120 €
Taranto Da 50 €
Varese 45 €
Monza e Brianza 152 €
Arezzo 80 €
Bergamo 60 €
Brescia 80 €
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Domande frequenti per Artrocentesi

  • Dopo l’artrocentesi il liquido può riformarsi?

    Sì. Il liquido può accumularsi nuovamente se persiste la causa del versamento. L’aspirazione rimuove il liquido presente, ma non risolve necessariamente il problema che ne provoca la produzione. Il ritorno del gonfiore non significa quindi, da solo, che la procedura sia stata eseguita male. Il medico valuterà se intervenire sulla causa, ripetere l’aspirazione o richiedere ulteriori accertamenti.

  • Dopo quanto tempo si sente beneficio?

    Il sollievo può comparire già dopo l’aspirazione o nelle ore successive, soprattutto quando il versamento provoca molta tensione. Il dolore, però, può diminuire solo in parte se dipende anche dall’infiammazione o da un problema dell’articolazione. Il beneficio varia quindi da persona a persona e non coincide necessariamente con la completa scomparsa dei disturbi.

  • Quali sono i rischi dell’artrocentesi?

    Le complicanze sono poco frequenti. Possono comparire un piccolo livido o un sanguinamento nella zona della puntura; più raramente si verificano un’infezione articolare o lesioni delle strutture vicine. L’uso di materiale sterile e una tecnica accurata riducono questi rischi. La valutazione prima della procedura permette inoltre di considerare eventuali fattori personali che richiedono maggiore attenzione.

  • Devo fare l’artrocentesi anche se ho già fatto un’ecografia?

    Sì. Può essere necessaria anche dopo un’ecografia, perché le due prestazioni forniscono informazioni diverse. L’ecografia mostra la presenza e la posizione del liquido e le condizioni delle strutture articolari; non sostituisce però le analisi del campione quando occorre cercare microrganismi, cristalli o valutare le cellule presenti. La necessità del prelievo dipende dal dubbio clinico ancora da chiarire.

  • Come si interpretano i risultati dell’analisi del liquido sinoviale?

    I risultati vengono valutati insieme ai sintomi, alla visita e agli altri accertamenti. Il numero e il tipo di cellule, la ricerca di cristalli e gli esami per individuare microrganismi offrono informazioni complementari. Il colore del liquido o un singolo valore non bastano per stabilire una diagnosi. Anche la presenza di cristalli, per esempio, non esclude automaticamente un’infezione associata: spetta al medico interpretare il quadro complessivo.

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