Check up prevenzione oncologico (ecografia tiroide, mammaria o scrotale, addome e pelvi)

Il Check up di prevenzione oncologico è un percorso di controllo che prevede una valutazione ecografica mirata di alcune aree dell’organismo, con esami scelti in base alle caratteristiche e alle esigenze della persona. 

Prezzo

Da 100 € - 1.000 €

Confronta per provincia

Le ecografie previste in questo tipo di controlli utilizzano ultrasuoni e non espongono a radiazioni ionizzanti. Sono, inoltre, esami non invasivi, generalmente indolori e svolti in ambito ambulatoriale. La composizione del check-up può variare in relazione a: 

  • sesso;
  • età;
  • storia clinica;
  • indicazioni dello specialista.
Dottoressa con una paziente oncologica mentre guardano una cartella clinica.

Quando è indicato il check up di prevenzione oncologico (ecografia tiroide, mammaria o scrotale, addome e pelvi)

Questa tipologia di percorso può essere presa in considerazione quando si desidera effettuare un controllo ecografico mirato, soprattutto in presenza di specifici fattori di rischio, familiarità per determinate patologie o precedenti clinici che rendano opportuno approfondire alcune aree dell’organismo.

In particolare, il percorso può essere valutato:

  • in presenza di una familiarità significativa per alcune patologie oncologiche;
  • quando sono già emerse alterazioni che richiedono un controllo ecografico nel tempo;
  • in presenza di sintomi o segni clinici che il medico ritenga opportuno approfondire;
  • quando la storia personale o familiare suggerisce la necessità di una sorveglianza mirata;
  • nell’ambito di un percorso di prevenzione individuale definito con il medico.

È importante ricordare che un controllo ecografico non sostituisce i programmi di screening oncologici raccomandati dal Servizio Sanitario Nazionale. Per esempio, lo screening mammografico utilizza la mammografia e segue specifiche fasce di età e intervalli; anche per il tumore del collo dell’utero e del colon-retto sono previsti programmi dedicati.

Come prepararsi al check up di prevenzione oncologico 

La preparazione dipende dalle ecografie previste all’interno del check-up: 

  • se è incluso lo studio dell’addome, può essere richiesto il digiuno nelle ore precedenti l'esame per migliorare la qualità delle immagini;
  • se è prevista la valutazione della pelvi, può essere invece necessario avere la vescica adeguatamente piena;
  • non è generalmente necessario sospendere autonomamente farmaci o terapie in corso;
  • è, inoltre, consigliabile portare con sé eventuali referti, immagini diagnostiche precedenti e documentazione clinica pertinente, soprattutto se il controllo nasce dalla necessità di monitorare un referto già noto.

Come si svolge il check up di prevenzione oncologico 

Il check-up viene eseguito dal medico mediante una sonda ecografica appoggiata sulla cute della zona da esaminare, dopo l’applicazione di uno specifico gel che facilita la trasmissione degli ultrasuoni. In base al percorso previsto, il medico può esaminare: 

  • la tiroide;
  • la mammella
  • la regione scrotale
  • l’addome;
  • la pelvi.

Durante l'indagine il paziente può essere invitato a cambiare posizione o a trattenere brevemente il respiro, così da ottenere immagini più dettagliate. L’esame non richiede incisioni né l’introduzione di strumenti all’interno del corpo.

Al termine, il medico completa la valutazione delle immagini e redige il referto secondo le modalità previste dalla struttura. Qualora emergano reperti che necessitano di ulteriori verifiche, potrà essere consigliato un approfondimento diagnostico o una valutazione specialistica.

Quanto dura il check up di prevenzione oncologico 

La durata varia in funzione del numero di distretti da esaminare e della complessità della valutazione. In genere, trattandosi di un percorso ecografico ambulatoriale, la prestazione può essere completata nell’arco di una seduta, ma il tempo effettivo viene stabilito dal medico in base agli esami previsti.

Dopo l’ecografia non è generalmente necessario un periodo di recupero: una volta terminata la prestazione, è possibile riprendere le normali attività quotidiane, salvo diverse indicazioni legate alla propria situazione clinica.

La consegna del referto può avvenire al termine dell’esame oppure secondo le modalità organizzative della struttura presso cui viene eseguito il check-up.

Le principali province

Milano Da 115 €
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Mantova 180 €
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Palermo 100 €
Pistoia 150 €
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Domande frequenti per Check up prevenzione oncologico (ecografia tiroide, mammaria o scrotale, addome e pelvi)

  • Se non ho sintomi, ha senso fare un check up oncologico?

    Sì, può avere senso in situazioni selezionate. Questo non significa che tutte le persone sane debbano sottoporsi periodicamente alle stesse ecografie. L’utilità di un controllo dipende dal profilo individuale e dalla probabilità che l’esame possa fornire informazioni clinicamente utili. In una persona asintomatica, inoltre, un reperto ecografico occasionale può richiedere ulteriori controlli anche quando non indica necessariamente una malattia grave. Per questo la scelta degli esami e dell’eventuale frequenza dei controlli dovrebbe essere valutata insieme al medico, evitando di considerare il check-up come una garanzia assoluta contro i tumori.

  • Un’ecografia normale esclude la presenza di un tumore?

    No, in linea di massima. Un risultato ecografico nella norma è un dato rassicurante per le strutture esaminate, ma non permette di escludere qualsiasi forma tumorale. La capacità dell’ecografia dipende infatti dall’organo studiato, dalle dimensioni e dalle caratteristiche dell’eventuale alterazione e dalla qualità delle immagini ottenibili. Alcune lesioni possono essere difficili da visualizzare oppure richiedere un esame differente per essere caratterizzate. Anche per questo, se sono presenti sintomi persistenti, una familiarità importante o altri elementi di sospetto, il medico può indicare ulteriori accertamenti indipendentemente dall’esito del check-up.

  • Se durante il check up viene trovato un nodulo, significa che è un tumore?

    No,generalmente. La presenza di un nodulo o di un’altra alterazione ecografica non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore. Molti reperti riscontrati incidentalmente possono avere caratteristiche compatibili con condizioni benigne. L’ecografia permette al medico di descrivere la morfologia e alcune caratteristiche della formazione e, sulla base di queste informazioni, di stabilire se sia sufficiente un controllo, se sia opportuno un approfondimento o se sia necessaria una valutazione specialistica. Quando indicato, possono essere richiesti altri esami o un prelievo di tessuto per arrivare a una diagnosi definitiva.

  • Posso fare l’ecografia mammaria al posto della mammografia?

    No. Ecografia mammaria e mammografia forniscono informazioni differenti e, in determinate situazioni, possono essere complementari. L’ecografia è particolarmente utile per caratterizzare noduli e altre alterazioni del tessuto mammario e può avere un ruolo importante nelle donne con seno denso o in determinate fasce d’età. La mammografia, invece, è l’esame utilizzato nei programmi di screening mammografico e permette di individuare anche alterazioni, come alcune microcalcificazioni, che non sempre sono valutabili con la sola ecografia. La scelta tra i due esami, o l’eventuale associazione, dipende dall’età, dalle caratteristiche della mammella, dalla storia personale e familiare e dal motivo del controllo.

  • Devo ripetere ogni anno il check up oncologico?

    No, tendenzialmente. Non esiste una frequenza annuale valida per tutti per questo tipo di controllo. Ripetere automaticamente le stesse ecografie ogni anno non è necessariamente più utile: l’intervallo dipende dal motivo per cui l’esame viene eseguito e dall’eventuale presenza di reperti da monitorare. Se un precedente controllo ha evidenziato un’alterazione che richiede sorveglianza, sarà il medico a stabilire quando effettuare il successivo esame. In assenza di reperti particolari, invece, la periodicità dovrebbe essere definita sulla base del profilo di rischio individuale e non soltanto del desiderio di eseguire controlli frequenti.

  • Cosa succede se il referto del check up oncologico presenta un’alterazione?

    Un'alterazione nel referto non significa necessariamente che sia presente una patologia oncologica. Il significato di un reperto dipende dalle sue caratteristiche e dal contesto clinico, che devono essere interpretati dal medico. In alcuni casi può essere sufficiente confrontare il risultato con esami precedenti o programmare un controllo nel tempo; in altri può essere indicata una visita specialistica o un esame diagnostico più specifico. È quindi importante non interpretare autonomamente una singola espressione contenuta nel referto: il percorso successivo viene stabilito in base all'insieme dei dati clinici e strumentali.

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