Ebbene sì: i vaccini sono diventati ufficialmente obbligatori. Sono neo mamma da poco e, da poco più che poco, mi sono trovata a discutere dell’annoso problema dei vaccini. Bombardata da parenti, pediatri, media a 360°, io e il mio compagno ci siamo documentati, per quanto possibile. Quello che ne è uscito fuori è un panorama di superstizioni trasmesse attraverso il “telefono senza filo”.

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Le non verità urlate

vacciniI Social, mamme giustamente molto allarmate da un fenomeno di difficile comprensione per l’uomo della strada e un generale clima di sfiducia nelle istituzioni hanno aiutato non sfatare alcuni miti. Li hanno anzi alimentati. Anche perché è sempre più facile incolpare qualcuno quando non capiamo qualcosa o quando quel qualcosa non ci è facilmente accessibile. Ecco cosa ho scoperto nell’ultimo anno:

1. Vaccino esa-che?

“Il vaccino esavalente è come se iniettassero a tuo figlio una botta pazzesca con sei vaccini assieme. È troppo per un neonato.”

Questa è la scoperta più recente che abbia fatto: il vaccino esavalente non contiene “sei vaccini” ma “un vaccino che protegge da sei malattie. Significa che ci sono i patogeni adatti a creare la giusta reazione immunitaria, ma non sei volte la dose di additivi, adiuvanti, etc. Questo è quello che sostiene il dott. Salvo di Grazia, medico chirurgo specialista in ostetricia e ginecologia. Certo, non è un virologo. Forse per questo alla sua affermazione sull’esavalente, un cyber-utente ha controbattuto “E lei che ne sa?”.

Ma andiamo avanti.

2. L’ho vaccinato e il giorno dopo non parlava più.

“L’insieme delle vaccinazioni fatte ai bambini possono provocare disturbi comportamentali, tra cui l’autismo”.

Le cause  dell’autismo sono ancora poco note e di difficile indagine. Si tratta di una malattia dovuta alla interazione di diversi geni e la ricerca moderna è fortemente orientata a ritenere che la malattia si venga a determinare per una alterazione strutturale della corteccia cerebrale che si struttura già nel feto. In genere si riconosce nel secondo anno di vita, quando è più facile mettere in evidenza i disturbi di relazione che ne costituiscono il tratto fondamentale. Ciò lo rende, a un esame superficiale, correlabile facilmente con le vaccinazioni, gran parte delle quali vengono effettuate in età precedente alla diagnosi. La correlazione è però solo temporale e apparente; moltissimi studi di grande qualità condotti da operatori indipendenti su campioni numersissimi di bambini escludono ogni tipo di rapporto causale. A questo indirizzo potrete trovare una dichiarazione in merito della stessa FIA – Fondazione Italiana per l‘Autismo.

3. A dieta di metalli pesanti.

“I vaccini contengono mercurio – che è pericoloso – e additivi chimici che possono essere mortali”.

La necessità di usare degli additivi nasce dal bisogno di sicurezza, per far sì che la soluzione da inoculare resti sterile e che sia idonea a causare una appropriata risposta immunitaria; perciò si devono usare stabilizzanti, disinfettanti e adiuvanti.

Si tratta di sostanze contenute a basso dosaggio nei vaccini, tanto basse da escludere rischi tossici, come dimostrato non solo dagli studi preliminari, ma anche e soprattutto dai così detti studi post marketing, quelli che analizzano gli effetti avversi dopo la commercializzazione e l’utilizzo su milioni di persone, e che non hanno evidenziato danni di questo tipo. Il tanto demonizzato mercurio, accusato in prima istanza di causare l’autismo, pur davanti all’evidenza della sua “innocenza” è stato tolto da diversi anni dai vaccini.

Ad ogni modo qui è possibile trovare l’elenco completo di quello che troviamo nei nostri vaccini, ma è difficile comprendere cosa possa fare veramente male e cosa bene. Io, per esempio, sono allergica al latte la cui proteina è contenuta in alcuni vaccini. Io potrei morire, voi (non allergici) no.

4. Mica siamo nel Terzo Mondo?!

“Le malattie prevenibili da vaccino sono quasi debellate in Italia, quindi non c’è motivo di vaccinarsi”

Ero ancora incinta ed ero a controllo dal mio ginecologo che, con molta nonchalance, mi rivelava di essersi di recente trovato di fronte ad un caso di redivivo vaiolo (ufficialmente eradicato nel 1980). Causa probabile: i nuovi flussi migratori. Tuttavia se nemmeno l’unico virus ufficialmente eliminato potrebbe non essere tale, perché pensare che possa non valere per altre malattie quali difterite e polio, per esempio? Detto questo… non allarmiamoci. Fortunatamente possiamo vaccinarci.

5. Da bambino/a mi mandavano a farmi contagiare.

“L’esposizione naturale alla malattia è il miglior vaccino: i bambini non vaccinati sono generalmente più sani”

Non sempre questo è possibile e non sempre è vero. Uno studio recente evidenzia come il morbillo danneggi le difese immunitarie, attaccando i linfociti T, cellule responsabili della memoria immunitaria. Secondo quanto osservato analizzando i dati epidemiologici di Stati Uniti, Danimarca, Galles e Inghilterra a partire dagli anni ’40, tale indebolimento immunitario espone il soggetto contagiato, per i tre anni successivi, al rischio di morire per altre infezioni che normalmente non sarebbero state fatali.

Ovviamente bisogna considerare che questi studi interessano popolazioni e non singoli soggetti; in una popolazione di persone apparentemente sane che hanno il morbillo, quelli che in realtà avevano una lieve predisposizione, vengono fortemente messi in crisi dalla malattia.

6. Dietro tutto c’è BigPharma.

“I vaccini sono altamente redditizi per le aziende farmaceutiche, che non sono ritenute responsabili per danni”

Sarebbe stupido fare affari pensando di doverci perdere o di dover chiudere esclusivamente in pari. Quindi escludiamo l’ipotesi per cui le case farmaceutiche non debbano fare profitti. Possiamo tuttavia – ripeto: POSSIAMO – chiedere maggiore trasparenza.

“Le campagne vaccinali dovrebbero essere condotte facendo conoscere con la più grande chiarezza possibile quale obiettivo si propongono e spiegando la necessità della scelta e valutando poi criticamente i risultati.” –  dichiara Rosario Cavallo, pediatra dell’Associazione Culturale Pediatri – “Si dovrebbe poter contare su un preciso sistema di sorveglianza e di report degli effetti avversi dovuti alle malattie e di quelli dovuti ai vaccini. Si dovrebbe provvedere a un avanzato processo di formazione del personale e a una precisa informazione degli utenti. Prima di introdurre un nuovo vaccino ci si dovrebbe assicurare di aver raggiunto gli obiettivi precedenti compresi questi adeguamenti strutturali. Si dovrebbe avere un sistema unico nazionale; averne 22 farebbe ridere se non fosse drammatico”. Tutti elementi che mettono fortemente in crisi la credibilità del sistema.

Le verità non dette

Il punto, probabilmente, sta nella mancanza degli strumenti per comprendere veramente l’argomento di cui stiamo parlando. Ecco perché è importantissimo affidarsi ad un pediatra di fiducia. Tuttavia possiamo imparare a fare una scrematura sensata delle informazioni e delle disinformazioni che ci bombardano.

La prima cosa da sapere è che non tutto ci viene comunicato. Attualmente il 50% degli studi non viene riportato, rileva l’Oms sul suo sito, portando così ad avere un quadro incompleto e potenzialmente fuorviante dei rischi e benefici di farmaci, vaccini e strumenti medici, oltre ad un loro uso non ottimale, o persino dannoso. Questo avviene perché, nella maggior parte dei casi, i risultati non contraddicono i precedenti. Per correggere queste storture il Consiglio indiano per la ricerca medica, quello norvegese e del Regno unito, Medici senza frontiere, Path, l’Istituto Pasteur, la Coalizione per l’innovazione e preparazione alle epidemie (CEPI), la Fondazione Bill & Melinda Gates e il Wellcome Trust hanno convenuto che tutti gli studi da loro finanziati, sponsorizzati o supportati devono essere messi in un registro disponibile pubblicamente. Tutti i risultati dovranno essere pubblicati entro 12 mesi dal loro termine sul registro e riviste scientifiche.

Un passo importante, che potrebbe portare a standard di sicurezza dei farmaci uguali in tutto il mondo.

La seconda cosa da sapere, e con cui fare pace, è che siamo ignoranti. Con questo intendo dire che posso disegnare un magnifico palazzo, ma sarà difficile che io riesca a costruirlo da sola. Cioè? Impariamo il medichese.

A tal riguardo vi ripropongo un articolo di qualche anno fa della dottoressa Jennifer Raff, Ph.D., biologa e antropologa, ricercatrice presso l’Università del Texas e autrice del blog violentmetaphors.com. L’articolo che ha suscitato grande attenzione in Usa, è consultabile sul suo blog e fornisce molti strumenti per interpretare correttamente ricerche, pubblicazioni e materiale scientifico. Sfata, con tanto di prove, numerosi dei miti che ci hanno spaventato negli ultimi anni.

Fonti:

http://www.fondazione-autismo.it/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25954009

Dear parents, you are being lied to.