Negli ultimi anni la terapia della Fibromialgia ha fatto passi da gigante rispetto anche soltanto a una decade fa. In precedenza la si considerava una patologia di tipo psicogeno, ciò comportava, di conseguenza, la convinzione che non potesse essere curata.

Si è passati quindi a una terapia della Fibromialgia che si focalizzava solo sui sintomi a trattamenti volti a correggere i deficit che la stessa patologia comporta. In più alle terapie di tipo farmacologico sono stati scoperti e applicati con successo una serie di trattamenti di tipo fisico o anche omeopatico.

È una malattia invalidante e molto difficile da diagnosticare visto il grande numero di sintomi che la terapia della Fibromialgiacontraddistinguono come:

  • Dolore diffuso in varie parti del corpo (spesso descritto come bruciore, rigidità, contratture e tensione) che colpisce quasi sempre i muscoli.
  • Disturbi del sonno e affaticamento cronico (Astenia).
  • Disturbi del sistema nervoso centrale che provocano sbalzi d’umore, depressione, irritabilità e ansia.
  • Emicrania o anche cefalea muscolo tensiva.
  • Sindrome del colon irritabile.
  • Sensazione di gonfiore, di solito al mattino delle mani.
  • Rigidità muscolare, anche questa di solito al mattino.
  • Difficoltà a ricordarsi le cose e a concentrarsi.
  • Bruciore quando si urina.

Visto il gran numero di sintomi della Fibromialgia è chiaro come la sua diagnosi sia molto complessa. Ad esempio potrebbe capitare che una persona sia depressa a causa del dolore e non direttamente per la patologia.

Il paziente entra così in un circolo vizioso nel quale è difficile comprendere quale sia la causa e quale il sintomo dei suoi disturbi.

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Terapia della Fibromialgia: quella farmacologica

In generale, specialmente nell’ultimo decennio, si è visto come una serie di medicinali possono effettivamente alleviare i sintomi e curare questa fastidiosa patologia.

In generale vengono utilizzati due tipi di farmaci per combatterla, si tratta di:

  • Miorilassanti, ossia farmaci che agiscono sulla muscolatura andando a rilassare e allentare la tensione muscolare e contrattuale, causa spesso del dolore.
  • Farmaci che potenziano l’attività della serotonina. Questi sono più “specifici” e il loro utilizzo e controllo deve essere tarato “ad hoc” sul paziente. Solitamente si tratta di farmaci classificati come antidepressivi le cui dosi sono, di solito, inferiori rispetto a quelle prescritte a chi soffre di depressione.

Di recente sono aumentati gli sforzi della case farmaceutiche per creare nuovi medicinali che abbiano effetto su più neurotrasmettitori (quindi non solo la serotonina ma anche la dopamina, la noradrenalina ecc).

Terapia della Fibromialgia: quella non farmacologica

Ormai si è compreso quali sono i meccanismi che scatenano la malattia e i suoi innumerevoli e spesso debilitanti sintomi. Un approccio non farmacologico è spesso utile, in concomitanza con quello farmacologico, per migliorare la qualità della vita del paziente.

Nella Fibromialgia, come in quasi tutte le patologie, è fondamentale la partecipazione attiva del malato che deve imparare a prendersi cura del suo corpo.

Negli anni sono stati messi a punto una serie di utili esercizi e metodi da seguire per curarla e diminuirne i sintomi. In generale è molto utile fare varie sessioni di stretching per stirare i muscoli e aiutino a migliorare anche l’aspetto cardiovascolare.

Sono utili anche una serie di tecniche di rilassamento che possono variare e si va dalla meditazione allo yoga fino ad altre di approccio più occidentale ma ugualmente rilassanti.

Anche una buona attività fisica permette di tenere a bada la malattia aiutando l’organismo a rilassarsi e permettendo anche una maggiore produzione di serotonina e altri ormoni importanti per il buon umore.

Infine viene spesso raccomandato, come supporto alla terapia della Fibromialgia, un programma di aiuto di tipo psicologico, psichiatrico o psicoterapeutico.

Questi andranno tutti messi a sistema con una terapia di tipo farmacologico che tenga conto di fattori fisici ed emotivi del paziente.