In alcuni individui con il freddo o dopo forti emozioni le dita delle mani assumono un colorito bianco inizialmente, poi gradualmente rosso-violaceo fino ad un aspetto eritematoso; in medicina tale situazione si chiama morbo di Raynaud.  Vi parleremo di tale morbo partendo dalla sua definizione.

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Cos’è il morbo di Raynaud?

Il morbo è un disturbo vasomotorio ossia coinvolge la nostra circolazione sanguigna: più in dettaglio si tratta di una patologia caratterizzata da una vasocostrizione delle arterie delle dita delle mani. Per tali motivi si ha prima un colore pallido e poi una tendenza al rosso dovuta ad una mancata ossigenazione con il conseguente ristagno sanguigno venoso: aspetto cianotico, iperafflusso di sangue e quindi l’arrossamento rosso-violaceo ed intenso.

Il morbo di R. può essere primitivo o secondario (se dipende da altri disturbi si parla di sindrome di R).

Quali malattie hanno come sintomo questo morbo?

Molte malattie autoimmuni come la scleroderma, l’artrite reumatoide, il lupus, le connettiviti miste.

Vi sono poi le arteriopatie specie quelle delle arterie periferiche a comportare il morbo.

Oltre a quelle citate andrebbero ricordate: problemi di coagulazione piastrinica, problemi di intrappolamento di nervi come il tunnel carpale, endocrinopatie (come le disfunzioni alla tiroide), farmaci Betabloccanti, alcune sostanze chimiche che cadono sulla cute, ed infine traumi dovuti talvolta alla professione (meccanici, pianisti, dattilografi, sportivi e in particolare giocatori di pallavolo).

Quali sintomi provoca questo morbo?

L’esordio del morbo è graduale; le persone più colpite hanno un’età che va dai 15 ai 40 anni e in percentuale si aggira al 5-10%.

All’inizio i pazienti riferiscono crisi di lieve entità e durata. Man mano che passano gli anni i fenomeni provocano crisi più severe con un dolore forte e costante che dura fino alla scomparsa spontanea dello stesso; raramente compaiono lesioni trofiche caratterizzata dalla caduta dei peli nelle porzioni delle dita e da piccole ulcere che si rimarginano con difficoltà.

La diagnosi è abbastanza facile poiché la descrizione della sintomatologia è chiara; lo specialista dopo aver chiesto alcuni dettagli relativi alla professione, e aver saputo se si assumono alcuni farmaci o si è esposti alle sostanze chimiche richiede alcuni esami specifici.

Quali esami vengono richiesti?

Nei semplici esami ematici è necessario conoscere il valore della VES, l’emocromo completo, la proteina C reattiva, una serie di anticorpi e le crioglobuline; è poi utile l’analisi delle urine. Per quanto riguarda altri esami ma di tipo strumentale vanno eseguiti per controllare la circolazione del microcircolo come per esempio la capilloroscopia; in caso di dubbio di tunnel carpale l’esame elettrodiagnostico si rivela indispensabile.

FONTE: Trattato di Medicina interna a cura di Gasbarrini.