La psoriasi è una malattia cutanea cronica ricorrente e di natura infiammatoria, caratterizzata da chiazze di varia grandezza eritematose, secche e ricoperte da squame lamellari e sovrapposte di colore bianco -grigiastro o argentee. Si trovano il più spesso sul cuoio capelluto, sulle unghie, sulla superficie della parte muscolare e tendinea degli arti superiori ed inferiori (in particolare in prossimità della tibia), sui gomiti, le ginocchia e la regione sacrale.

La sintomatologia

La sintomatologia è rappresentata da forte bruciore o prurito. Le macchie di vecchia data presentano una superficie ispessita simile a quella di un’ostrica. Comunque la psoriasi presenta diverse tipologie che dipendono dall’aspetto e dalla sede. Questa malattia colpisce dallo 0,5 all’1,5% dell’intera popolazione ugualmente distribuita in entrambi i sessi nella fascia di età 25-50 anni.

Quali sono le diverse tipologie?

Esistono diversi tipi di psoriasi:

Psoriasi a placche

  • Tra le forme più diffuse di psoriasi, c’è la psoriasi volgare, tanto che l’80% delle psoriasi è rappresentato da quella a placche. Se la tua cute inizia a bruciare e compaiono croste di colore bianco-argento in diverse parti del corpo (in particolare mani, unghie, ginocchia nella parte inferiore della schiena come il cuoio capelluto) si può pensare alla psoriasi a placche. È difficile possa essere recidiva, ma dura per un lungo periodo.

Psoriasi guttata

  • Si riscontra raramente e specie nei bambini durante l’infanzia o in età giovanile. Il colore della pelle tende al rosa intenso quasi rosso e le lesioni sono meno spesse dell’altra. Solitamente appare sul tronco, sulle parti alte degli arti superiori, le cosce e il cuoio capelluto. Potrebbe essere causata da un’infezione alle alte vie respiratorie, stress o l’assunzione di beta-bloccanti. Contrariamente all’altra, scompare spontaneamante, ma ritorna dopo alcune settimane dalla sua scomparsa.

Psoriasi invertita o inversa

  • In questo caso le lesioni non sono ruvide ed hanno un colore rosso vivo e lucido e sono prive di squame. Le zone più tipiche sono il seno, le ascelle, l’area inguinale e le pieghe della pelle che ricopre i genitali ed i glutei. Se si sfregano per il prurito che recano la psoriasi peggiora; questo tipo è il più spesso dovuto ad infezioni fungine.

Psoriasi pustolosa

  • Può presentarsi solo in età adulta ed è caratterizzata da pustole che bruciano perché contengono pus, ma non sono infettive. Si trovano generalmente sulle mani e sui piedi o in diverse aree del corpo. I suoi sintomi sono: nausea, aritmia, brividi, febbre, problemi muscolari; se si provano tali sintomi è consigliabile recarsi dallo specialista e iniziare quanto prima la terapia più idonea.

Psoriasi eritrodermica

  • Piuttosto rara, ma non per questo meno grave. È caratterizzata da una pelle che arrossisce e fa sembrare che la pelle sia bruciata. La sintomatologia che non dà adito a dubbi è costituita da bruciore intenso, tachicardia, desquamazione, alterazioni della temperatura corporea. I sintomi che possono accompagnare la comparsa di psoriasi eritrodermica includono un forte prurito, bruciore, desquamazione, accelerazione della frequenza cardiaca, cambiamenti nella temperatura corporea. Potrebbe essere causata da alcuni farmaci contenenti litio, cortisone e catrame o antimalarici.

Psoriasi delle unghie

  • È visibile sulle unghie che, indebolite, tendono a cadere o assumono un colorito marrone, giallo e recano dolore. Sono raccomandabili cure seguite esclusivamente da specialisti che interverranno con iniezioni di steroidi o con sedute di fototerapia.

Artrite psoriasica

  • È una psoriasi che si manifesta insieme all’artrite. Sono accentuati i dolori dati dall’artrite stessa alle vostre articolazioni. Si presenta quando il paziente è affetto sia da psoriasi che da artrite, ovvero l’infiammazione delle articolazioni.
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Come si evolve la psoriasi?

Il decorso della psoriasi è variabile: le lesioni compaiono nel cuoio capelluto e nei gomiti e vi possono rimanere localizzati per un periodo indefinito oppure scomparire completamente e recidivare passando dal cuoio capelluto ad altre zone ossia sulle mucose orali, sulla lingua o sulle labbra.

Quali sono le cause?

Le cause della psoriasi è multifattoriale: si va da una predisposizione genetica ad una forma autoimmunitaria.

Come si cura?

Le lesioni possono scomparire spontaneamente, ma sono più frequenti le recidive. In molti casi le applicazioni locali sono sufficienti a tenere la malattia sotto controllo.

Tra i farmaci per uso topico i più efficaci sono le pomate, le creme o le lozioni a base di cortisone. In alternativa si possono utilizzare il catrame o i derivati dell’acido retinoico tranne in caso di gravidanza. Efficace potrebbe essere l’esposizione al sole o ai raggi ultravioletti.

E in gravidanza?

Per quanto riguarda la gravidanza il discorso potrebbe assumere una piega un po’ diversa in quanto la psoriasi va trattata senza rischiare di compromettere la salute fetale. È anche vero che in alcuni casi la gravidanza aiuta a guarire la psoriasi, mentre nel 30% tende a peggiorare soprattutto nel periodo che segue il parto.

Non si escludono rischi di aborti involontari o di morte fetale quando si estrae il bimbo durante il parto, anche se studi più approfonditi non hanno riscontrato tali rischi.

Quali sono le migliori terapie?

In realtà è la gravidanza stessa che permette il miglioramento garantendo, attraverso la produzione di un ormone, il cortisolo, un’azione antinfiammatoria; i sintomi vengono decisamente attenuati. L’unico problema che potrebbe accentuarsi è il prurito. Di conseguenza, la gestazione è la terapia che involontariamente e senza effetti collaterali guarisce la psoriasi. L’applicazione locale è la migliore cura ovvero creme o pomate emollienti contenenti o no una giusta quantità di cortisone.

Alcuni farmaci da assumere per via sistemica o i derivati dell’acido retinoico sono caldamente sconsigliati per i danni sul feto; la ciclosporina è sconsigliata o considerata in base ai problemi della gestante. Una dieta con un ridotto consumo di proteine di derivazione animale è consigliata anche se non influisce sulla malattia.

Il feto può ereditare la psoriasi ?

La risposta è affermativa anche se la probabilità è pari al 25-30% nei casi di famigliarità o quando la mamma ne soffra per problemi di natura genetica. Si può dire che se un genitore soffre di psoriasi il bimbo ha una percentuale di quasi il 30% di esserne affetto, se poi sono entrambi i genitori la percentuale sale al 60% circa.

Conclusioni

La psoriasi è una malattia che si riscontra maggiormente nell’età fertile della donna (25-40) e dell’uomo giovane più o meno della stessa fascia di età. La gravidanza ha un effetto generalmente benefico nel decorso delle lesioni cutanee e solo in pochi casi può far peggiorare la malattia. Sul feto non c’è alcuna influenza negativa a meno che la madre non abbia la psoriasi per problemi di natura genetica o entrambi i genitori ne soffrano.

Si può concepire un figlio, ma in caso di psoriasi la terapia dovrebbe essere sospesa alcuni mesi prima; nel caso poi ne fosse affetto anche il marito o partner dovrà anche lui smettere ogni cura farmacologica poiché potrebbero ridurre la sua fertilità o un’alterazione nella produzione degli spermatozoi e causare probabili malformazioni fetali.

FONTE: Dermatologia e Venereologia, a cura di Amerio.