Diagnosticare le cause del dolore al testicolo riferito dal bambino dovrebbe in particolari circostanze essere rapida poiché il ritardo potrebbe comportare la torsione e comprometterne la vitalità.

La valutazione clinica inizia dalla storia o meglio dalla natura e dell’origine del dolore: solitamente è un dolore improvviso unilaterale verificatosi più d’una volta; in alcuni casi il dolore si può risolvere anche spontaneamente.

Durante la visita il pediatra, o l’andrologo, palperà il testicolo dolente col bambino sdraiato ed in posizione orizzontale e richiede se necessario un eco-Doppler che servirà a rilevare l’assenza o la riduzione del segnale vascolare. Si dovrà procedere poi con una scintigrafia non effettuabile al Pronto soccorso, ma privatamente.

Una volta esclusa la torsione, si tira un sospiro di sollievo e si continua con la diagnosi differenziale.

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Quale può essere la causa?

Le cause potrebbero essere: infiammazione acuta del testicolo (epididimite/orchite), ernia scrotale strozzata, idrocele, traumi locali, torsione, ed infine una neoplasia.

Nel primo caso di solito è un problema della prima infanzia ed è l’infiammazione associata talvolta a malformazioni delle vie urinarie, curabile attraverso una terapia antibiotica soprattutto se si ha febbre; l’orchite è l’infiammazione che colpisce i testicoli, mentre l’epididimite coinvolge l’epididimo ovvero una struttura di forma simile ad un cimiero al di sopra del testicolo dove potrebbero essere presenti piccole cisti con contenuto liquido.

La prima è caratteristica dell’età infantile, mentre la seconda si attua generalmente dopo l’inizio dell’attività sessuale ed è dovuta spesso al virus della parotite (orecchioni) o ad altri batteri trasmessi sessualmente come la clamidia o la gonorrea.

L’ernia scrotale può essere risolta solo chirurgicamente a meno che non si risolva, ma è molto difficile.

L’idrocele è dato da una raccolta di liquidi nel sacco scrotale evidenziabile attraverso un preciso strumento diagnostico.

I traumi provocano dolori molto forti che quasi sempre guariscono in breve tempo. Come gli altri traumi hanno un’evoluzione che parte dal versamento che dà dolore al suo riassorbimento; se i traumi sono molto violenti si potrebbe avere come conseguenza l’ematocele ossia una raccolta di sangue intorno al testicolo che richiede l’intervento del chirurgo.

La torsione dell’appendice testicolare è localizzata tra l’epididimo e il testicolo. In questo caso potrebbe insorgere una complicanza ovvero un’infiammazione con un versamento liquido che deve essere rimosso chirurgicamente.

Neoplasia: se lo specialista nota una tumefazione scrotale potrebbe sospettare si tratti di una formazione neoplastica spesso di tipo maligno. Si può escludere o confermare attraverso un esame ecografico ed un esame ematico relativo ai marker tumorali che potrebbero essere anche negativi e quindi non trattarsi di neoplasia maligna.

In assenza di dolore si potrebbe presentare il varicocele che è causato da un irregolare flusso venoso nello scroto.

Conclusioni

Se il testicolo duole non c’è da preoccuparsi necessariamente ma va esclusa immediatamente l’eventuale torsione.

Quest’ultima raggiunge il picco in età infantile o durante l’adolescenza.

I bambini affetti da vasculite con piastrinopenia possono sviluppare dolore al testicolo quando compaiono petecchie diffuse a livello cutaneo.

L’orchite ricorre in bambini con più di 10 anni generalmente colpiti dal virus che causa gli orecchioni.

L’idrocele può presentarsi nel primo anno di età per la mancata chiusura del dotto peritoneo-vaginale che crea la formazione di un’ernia.

Le neoplasie sono più frequenti in età pre-puberale o più raramente in bambino con meno di 2 anni. La chirurgia è l’unica soluzione, ma questa potrebbe essere seguita dalla chemioterapia o dalla radioterapia, ma ciò dipende dalla tipologia, dalle dimensioni e dall’età del bambino.

In caso di torsione, si richiede urgentemente l’intervento chirurgico.

Per quanto riguarda i traumi sono generalmente gestibili attraverso l’applicazione di ghiaccio sulla parte interessata ad intervalli regolari per circa 24-48 ore e sull’eventuale sollevamento dello scroto mediante una piccolo dispositivo che aiuta a mantenere la posizione voluta.

FONTE: R.Boscolo-Berto, G.Viel, M.Gardi, I.D.Raduazzo, M. Dal Bianco, M. Montisci, La torsione del funicolo spermatico: criticità cliniche e medico-legali, SEED, 2012