Uropatie ostruttive

di Irene Reverberi,

L’uropatia ostruttiva impedisce il regolare flusso urinario e può talvolta causare una disfunzione renale, definita clinicamente nefropatia ostruttiva.
La ricorrenza è calcolabile in 5 casi su 10.000 e 5 su 1.000 e tutto dipende da cosa è determinata. In genere, se insorge in età infantile, i problemi sono nell’apparato uro-genitale ancora non del tutto sviluppato o con anomalie congenite. L’ostruzione si può avere con più frequenza nel sesso maschile, se dall’età pediatrica all’età senile tende a diminuire per poi riprendere dai 60 anni.

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E se il bambino zoppica?

di Irene Reverberi,

Di fronte a un bimbo che zoppica o che prova molto dolore alle ossa in modo continuo, se non c’è una sintomatologia definita e chiara o non sussistono esiti radiologici che permettono una diagnosi certa, si tende a consigliare antidolorifici non steroidea, per evitare di fuorviare o modificare qualcosa a livello cellulare potenzialmente neoplastico; potrebbero essere nascoste anche altre patologie a livello ematologico e dunque alterare un possibile futuro quadro clinico patologico. Se i dolori persistono e/o peggiorano sarà opportuno recarsi dall’ortopedico per poter valutare attraverso gli esami emato-chimici e diagnostici le ragioni che provocano tali dolori.
Nel dolore muscoloscheletrico generalizzato ad essere coinvolti sono per lo più l’addome, il torace, e al test. Il sesso femminile soffre di più, ed in particolare le fanciulle con altri problemi legati ad anomali comportamenti, disturbi psichici e dell’alimentazione (anoressia e bulimia). Pur sentendo molto dolore, le ragazze tendono a nasconderlo a vivere in modo totalmente indifferente con gli altri ovvero ridono ma sono in realtà assenti mentalmente dal contesto. Talvolta si tratta di cause idiopatiche, altre sono rappresentate da cause di osteoporosi o di captazione ossea ridotta. Si consiglia stretching per molte ore o blandi analgesici.

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Pidocchi in gravidanza

di Irene Reverberi,

Prurito in testa…desiderio di grattarsi… Potrebbe essere qualche piccolo parassita. Vediamo come curarlo specialmente in gravidanza.

Pediculosi è il termine clinico con il quale si indica un’infiammazione dovuta alla presenza di pidocchi sul vostro capo e talvolta anche altrove vi siano peli: il parassita prende il nome di Pediculus Humanus Capitis se colpisce il cuoio capelluto, Pediculus Phthirus Pubis se infesta la regione genitale coperta da peli.
I pidocchi sono molto piccoli ossia meno di 5 cm e di colore grigio-nero; il loro habitat preferito è l’uomo, al quale rimangono aggrappati dopo aver deposto le uova sui capelli o sui peli. Sulla nostra cute vengono a formarsi delle piccole papule, dovute ad una reazione di ipersensibilità della pelle che ricopre la testa; il prurito deriva dalla saliva e dalla loro puntura. Le conseguenze potrebbero essere oltre al fastidio, una leggera alterazione febbrile ricorrente. Purtroppo problemi di pediculosi sono in tutto il mondo poiché il pidocchio non ha preferenze di colore di pelle o di razza e spesso l’igiene poco curata non ha nulla a che vedere con la presenza di questi parassiti. La trasmissione da uomo a uomo è piuttosto semplice poiché è sufficiente che due abiti o cappotti siano vicini o anche la biancheria intima nello stesso cassetto. I più colpiti tra il genere umano sono i bambini in età pre-scolastica e scolastica.

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La Pillcam per l’esplorazione intestinale

di Irene Reverberi,

Sapevi che con una telecamera chiamata Pillcam si può esplorare il tuo intestino senza particolari problemi? Vediamo di cosa si tratta.

Negli ultimi anni è possibile l’esplorazione dell’intestino senza provare alcun dolore in caso in cui il paziente dovesse soffrire di stipsi o di diarrea ricorrente. Altri disturbi possono riguardare patologie dell’apparato intestinale e provocare diversi tipi di dolore dai crampi intestinali a flatulenza a coliche.

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Guida alla resilienza: cos’è e perché è così importante

di Guido Cocozza,

resilienza

Di fronte alle avversità nella vita, come fa una persona ad adattarsi? Perché alcune persone sembrano riprendersi da eventi tragici o perdite molto più rapidamente di altre? Perché invece alcune sembrano non riuscire ad uscirne? Oggi parleremo proprio di questo delicato argomento e della resilienza, scoprendo qualcosa di più su questo termine ma, soprattutto, sulle sue caratteristiche e la sua importanza. Continua

Arteriosclerosi: la malattia delle vetrine

di Irene Reverberi,

Alcuni individui, fatti pochi passi, sono costretti a fermarsi e iniziano ad ammirare le vetrine; sono spesso colti da un forte dolore ai polpacci che passa dopo una breve sosta. Dopo la ripartenza, riescono a camminare per un altro po’ di tempo, finché non si fermano nuovamente. Ma che succede? Vediamo perché sono chiamati “ammiratori delle vetrine” e perché una patologia è stata così definita, utilizzando quest’espressione.

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La piramide alimentare

di Guido Cocozza,

piramide alimentare

Il mondo dell’alimentazione si sta sempre più variegando di studi, ricerche ma anche di schemi da seguire per far sì che si adottino stili di vita ed abitudini sane.

La piramide alimentare, ad esempio, è uno degli strumenti progettati per rendere più facile un’alimentazione sana. Continua

Un metodo anticoncezionale da sperimentare: la bacchetta magica

di Irene Reverberi,

La bacchetta “magica” è in realtà un dispositivo anticoncezionale da inserire nel tessuto sottocutaneo; questo contiene un ormone (progesterone) che blocca la maturazione degli ovuli e che una volta inserito garantisce o almeno dovrebbe garantire una protezione di 3 anni.
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Il bambino non dorme? Quale sarà il motivo?

di Irene Reverberi,

L’acquisizione di un’organizzazione stabile del ciclo del sonno si ottiene dopo 3 mesi dalla nascita. Un lattante dorme in media 16-17 ore in frazioni di 3 ore ugualmente distribuite tra giorno e notte.
Dopo i primi 3 mesi, l’intervallo nella notte si allunga e il piccolo riesce a dormire per 7 ore consecutive poi arriva a 13 ore e solo verso i 4 anni il sonnellino pomeridiano tende a scomparire.

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La Sindrome di Calimero

di Guido Cocozza,

Sindrome Di Calimero

Il nome ci ricorda il famosissimo pulcino del cartone animato, piccolo, dolce e nero; in realtà si tratta di una vera e propria malattia riconosciuta da psicologi e psicoterapeutici.

La Sindrome di Calimero colpisce molte più persone di quanto si pensi; fortunatamente la maggior parte soffre di questo disturbo per periodi brevi e solo ciclicamente, ma c’è chi, purtroppo, convive con questa patologia anche per anni. Continua