Sugli oppiacei in gravidanza ci sono delle cose da sapere.

Innanzitutto inizierei col definire oppiacei tutti quei prodotti naturali o sostanze semisintetiche come ad esempio la morfina, l’eroina o il metadone, chiamate nel gergo comune droghe. Tra queste alcune vengono iniettate per curare, altre vengono prescritte per la disassuefazione. Stiamo parlando in particolare di eroina, morfina (10% dell’oppio), codeina (0,5%), tebaina (0,2%), metadine e degli effetti degli oppiacei in gravidanza.

Oppiacei in gravidanza: cos’è l’eroina e cosa può comportare la sua assunzione?

L’eroina o (diacetilmorfina) viene prodotta dal 1898 e si prende per le sue proprietà antidolorifiche e come analgesico. È una polvere che deriva dalla raffinazione del lattice del papavero dell’oppio (Papaver somniferum), e si trova in prevalenza in Iran, Pakistan ed Afghanistan. I bulbi, che producono il lattice, vengono incisi per far maturare ed essiccare ciò che darà luogo a puro lattice. Dopo alcuni trattamenti chimici, sono trasformati in polvere o cristalli.
Questa droga viene sniffata tramite le mucose del naso e penetra nel sangue gradualmente; il suo effetto si inizia ad avere dopo circa 15 minuti. Tra i modi di assunzioni, lo “sniffing” è ritenuto essere il meno pericoloso in quanto difficilmente si può andare incontro ad overdose. Un secondo metodo è rappresentato dal fumo ottenuto con la polvere raccolta su un foglio di alluminio e bagnata con succo di limone ed acqua; in questo caso l’eroina entra nei polmoni e può raggiungere il cervello più velocemente dando luogo al cosiddetto “flash”. Anche il fumo non porta al rischio di overdose, poiché il surriscaldamento diminuisce la pericolosità. Il terzo ed ultimo modo di assunzione è quello tramite ago introdotto direttamente in vena; è il più rischioso dei metodi, poiché non solo nella siringa la polvere è mescolata a limone, cosa che potrebbe provocare danni agli occhi o al cuore, ma talvolta non si misura precisamente la quantità e si può andare incontro ad overdose.

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Oppiacei in gravidanza: quanto è diffuso l’uso di eroina?

Si pensa che in Europa ne facciano uso circa 600.000 soggetti ed in particolare solo in Italia 150.000, di cui circa 1/3 sono donne in età fertile. Il suo uso può incidere sul concepimento e sulla gravidanza poiché influisce non solo sulle donne stesse, ma anche sui nascituri. Si parla di sindrome del cuore ipoplasico, ossia una cardiopatia infantile piuttosto frequente nel neonato, in caso di assunzione ad un mese dal concepimento e nelle prime 12 settimane di gestazione.
Il risultato è frutto di una ricerca condotta dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, che è stato pubblicato recentemente su una rivista specialistica quale l’American Journal of Obstetrics and Gynecology. Si aggiungono poi, oltre a disturbi cardiaci, anche problemi a livello gastrico e di spina bifida e, dunque, problemi a livello vertebrale e midollare dovuti ad una chiusura anomala ed imprecisa delle vertebre inferiori. Tali anomalie rappresentano un alto rischio di mortalità infantile.

Oppiacei in gravidanza: qual è l’incidenza dell’eroina sulla donna in attesa?

Si ribadiscono problemi cardiaci, gastrici e alle ossa che potrebbero ricedere sul neonato, ma si esclude la teratogenità ovvero la possibilità che possano insorgere malformazioni fetali. È opportuno aggiungere che può esservi un aumento dell’abortività, di parti prematuri o problemi di crescita fetale. Il neonato potrebbe andare incontro a crisi di astinenza o non arrivare al primo anno di età.
Da un punto di vista ostetrico, chi usa o abusa di oppioidi appartiene alle gravidanze a rischio; pertanto è necessaria l’assistenza di un’equipe di specialisti quali ostetrico, neonatologo, tossicologo, infettivologo, nonché di un numero di controlli ravvicinati superiore alla media.
Un altro problema deriva dalla consapevolezza di aspettare un bambino, in quanto l’eroinomane si accorge tardivamente della gravidanza: flussi mestruali irregolari, nausea e il vomito fanno parte di una sintomatologia legata all’uso di eroina e non fanno insospettire. Una volta accertata la gravidanza, le donne dovrebbero recarsi in centri specializzati per iniziare la disintossicazione ed arrivare alla completa disassuefazione dall’eroina.
Gli esami ematici dovrebbero essere mirati all’individuazione di malattie sessualmente trasmesse e di altre malattie infettive. Si continua poi con la prima ecografia che stabilirà il tempo preciso della gestazione, e con le successive per controllare l’evoluzione della gravidanza stessa.

Oppiacei in gravidanza: come si svolge il travaglio in questi casi?

Non esistono influenze negative da parte dell’eroina o da metadone sull’evoluzione del travaglio e di conseguenze il parto può avvenire per via naturale. L’anestesia peridurale necessita di una maggiore quantità di farmaci.

Oppiacei in gravidanza: quali altri recano danni a gestante e nascituro?

Passando alla morfina, va detto che si tratta di un farmaco oppioide di tipo vegetale, ottenuto dal Papaver somniferum ovvero oppio; da cui la denominazione di “oppioide”. È principalmente usata a scopo analgesico, ma potrebbe portare ad effetti sul sistema cardio-vascolare (bradicardia ovvero ritmo lento, ipotensione), problemi gastrici e biliari. Tra gli effetti sono da notare repentini cambiamenti dell’umore, che passa da uno stato euforico ad uno depressivo, problemi alla pupilla, nausea, vomito. Si somministra per via parenterale, per via orale, via intramuscolare o tramite flebo. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, la morfina potrebbe essere somministrata per ridurre i dolori del travaglio di parto ma si potrebbe andare incontro a problemi respiratori nel neonato.
Oppiacei in gravidanza foto articoloAltri effetti della morfina a breve termine possono essere la sonnolenza, una lenta respirazione, stipsi, stato di incoscienza, nausea; tra gli effetti a lungo termine, invece, la morfina può dare assuefazione ed astinenza: irrequietezza, dolore alle ossa, insonnia, diarrea, conati di vomito ed alterazioni repentine della temperatura corporea.

Conclusioni sugli oppiacei in gravidanza

L’eroina è una sostanza tossica che comporta gravi conseguenze sull’organismo soprattutto se utilizzata in gravidanza; gli effetti negativi si ripercuotono sul neonato in caso di uso durante il primo trimestre o poco prima del concepimento. Lo stesso potrebbe essere ripetuto nei confronti degli altri oppiacei con qualche piccola differenza riguardante gli effetti collaterali.
È preferibile che le gestanti vengano seguite da equipe specializzate per essere certe di avere i minori effetti collaterali su di loro e sui nascituri; esistono centri attrezzati dove possono trovare un’assistenza necessaria e un training educativo mirato al reinserimento nel mondo del lavoro dopo aver partorito.
Per quanto riguarda il puerperio, l’allattamento è sconsigliato o va raccomandato solo nel caso in cui la tossicodipendente dichiara di non fare più uso di tali sostanze e la sua affermazione è confermata dalle analisi.

 

Fonte: www.my-personaltrainer.it