Abbiamo intervistato il Prof. Filippo Missiroli, Medico Chirurgo – Professore Aggregato, specialista in Oftalmologia. Ecco di cosa abbiamo discusso durante il nostro appuntamento con iDoctors Risponde.

Buonasera Professor Missiroli e buonasera anche a chi ci segue su Facebook. 

Allora iniziamo subito con le domande che sono arrivate durante la settimana, Celeste ci chiede: “Buonasera dottore vorrei sapere se ci sono tecniche innovative per la presbiopia e se sa consigliarmi centri specialistici”.

PROFESSOR MISSIROLI: Innanzitutto buonasera. Per la presbiopia possiamo distinguere due grossi filoni: la chirurgia refrattiva e, io oserei dire, anche le lenti a contatto. Parto dalle lenti a contatto perché sono il punto di partenza perché è una soluzione non invasiva e, con i nuovi tipi di lenti a contatto che sono stati disegnati, è possibile avere un buon risultato e i pazienti sono molto soddisfatti anche per le diverse possibilità di correzione,se c’è o non c’è astigmatismo e addirittura lenti a contatto per la presbiopia proprio giornaliere quindi che si usano un giorno solo e poi si buttano. Per la chirurgia refrattiva vera e propria della presbiopia c’è la soluzione del laser ad eccimeri o laser PRK che, però, ancora non dà dei risultati molto soddisfacenti perché, in poche parole, è cercare di accettare un piccolo compromesso di una visione discreta per lontano e una visione discreta per vicino quindi senza poter giovarsi del miracolo diciamo della chirurgia refrattiva che è quella di avere, per lontano, per esempio, una visione perfetta senza aberrazioni ottiche e fidarsi di quei centri dove sono a disposizione laser di ultima generazione e quindi quando uno decide di fare questo passo, insomma, assicurarsi di questo aggiornamento diciamo tecnologico e non accontentarsi di laser più vecchi magari fanno degli sconti o trattamenti più economici.

Sicuramente seguirà il suo consiglio, grazie. Emanuela, invece, ci chiede: “Buonasera dottore esiste una cura per la maculopatia secca? Grazie mille”.

PROFESSOR MISSIROLI: Attualmente come terapia per la maculopatia secca non abbiamo purtroppo nulla; è una forma che è studiata abbastanza in maniera molto approfondita in questi ultimi anni. Ci sono dei farmaci che sono attualmente in sperimentazione, quindi, in alcuni centri a Roma e a Milano, già si sperimenta un nuovo farmaco, però, purtroppo, i criteri di selezione e di inclusione di questi pazienti per la maculopatia secca sono molto ristretti quindi è ancora un po’ presto per dire che esiste una terapia disponibile per la maculopatia secca.

Perfetto grazie. Claudio, invece, ci fa una domanda particolare: “Salve avrei una piccolissima escrescenza a lato dell’occhio, molto saltuariamente mi capita di avere dolore nella zona.Più che un dolore è un fastidio, di cosa si tratta?”.

PROFESSOR MISSIROLI: Allora se è un’escrescenza sulla parte bianca dell’occhio potrebbe essere una pinguecola, una specie di calletto della congiuntiva; se invece è sulla palpebra potrebbe essere un piccolo calazio, un orzaiolo.

Purtroppo sarebbe meglio vederlo piuttosto che descritto a parole; quindi consiglia di farsi vedere da un oculista?

PROFESSOR MISSIROLI: Farsi vedere, se dà fastidio, farsi vedere senz’altro.

Perfetto, Gabriella, ma tanti, ci hanno posto la stessa domanda, ci dice: ”Spesso mi capita di vedere degli zig-zag luminosi anche con occhi chiusi, mi dura una decina di minuti poi avverto una sensazione di velo nell’occhio destro”.

PROFESSOR MISSIROLI: Questo è un fenomeno piuttosto diffuso che si chiama scotoma scintillante; fa parte di quel quadro che viene anche raggruppato nelle emicranie oftalmiche che ha proprio la caratteristica di avere questi disturbi visivi, cioè delle visioni di forme circolari o semicircolari di luci che vanno e vengono, poi successivamente degli annebbiamenti e anche senso di stanchezza, molto spesso le persone preferiscono mettersi a riposare piuttosto che continuare la loro attività anche perché, in molti casi, subito dopo viene un mal di testa. Se sono episodi saltuari, che capitano qualche volta in un anno, non c’è bisogno di fare nulla; se invece sono episodi che si verificano tante volte, magari nell’arco di un mese, allora è bene farsi vedere sia da un oculista e magari anche una visita neurologica per accertarsi che non ci sia nulla sotto.

Ok perfetto, l’avverto che stanno iniziando ad arrivare parecchie domande anche durante il live approfitto della domanda di Rita che ci chiede dell’utilizzo del laser per correggere la miopia perché anche Nancy e Simona ci chiedono se la miopia si può operare e quali sono i rischi, i benefici e le percentuali di successo dell’operazione.

PROFESSOR MISSIROLI: Allora ultimamente la chirurgia con il laser ad eccimeri è molto migliorata perché, appunto, come ho detto prima, i nuovi laser con le nuove tecniche di ablazione, anche quella customizzata, consentono di ottenere risultati molto buoni però, come in tutte le procedure chirurgiche, ci sono sia indicazioni che controindicazioni e anche possibili complicanze; le complicanze, per fortuna, nella chirurgia refrattiva si possono limitare quasi a zero se si seguono dei criteri di inclusione, nei pazienti da trattare, molto rigidi; quindi oramai si sa che ci sono alcuni parametri corneali, come sono, lo spessore corneale e la curvatura corneale, che ci consentono di sapere che si può avere un buon risultato per cui è bene sapere di intraprendere la chirurgia refrattiva per evitare problemi anche lievi ma fastidiosi e non facilmente recuperabili.

Benissimo adesso, rimanendo in tema miopia, Giusy ci dice: “Buongiorno vorrei notizie sulla lentina bionica; ho una forte miopia e mi hanno negato sia un intervento con il laser sia quello con il bisturi dicendomi di aspettare la cataratta per inserire le lentine, ma io ho 46 anni non credo che la cataratta sia vicina”.

PROFESSOR MISSIROLI: Questa osservazione è giusta. In alcuni casi, purtroppo, la chirurgia refrattiva con il laser eccimeri non si può fare; quando la miopia è molto elevata e ci sono dei parametri corneali che non consentono di poterla fare in sicurezza, aspettare che venga la cataratta per togliere il cristallino è quello che magari consiglierei io perché ci sono, comunque, degli interventi chirurgici che consistono nell’introduzione di lentine all’interno dell’occhio senza dover togliere il cristallino quindi senza togliere la cataratta. Queste sono lentine fàtiche che hanno anche una buona possibilità di riuscita e stanno migliorando anche da un punto di vista di materiali e di disegni. Il problema è che intervenire, almeno per quanto mi riguarda personalmente come professione, intervenire chirurgicamente in un occhio sano anche se miope per correggere un difetto refrattivo penso che sia un passo molto un pò troppo azzardato rispetto magari a togliere la cataratta in tempi più avanti negli anni e quindi poi risolvere quel problema di chirurgia refrattiva; cioè avere tutto e subito secondo me in questi casi è meglio di no.

Perfetto grazie invece Lucia e Paola entrambe ci fanno una domanda sull’occhio secco Hanno entrambe appunto questo problema dovuto al cambiamento ormonale per la menopausa vorrebbero sapere se c’è qualcosa che le faccia stare meglio una cura oltre le solite gocce, Paola aggiunge di soffrire anche di sclerodermia cronica.

PROFESSOR MISSIROLI: Allora per l’occhio secco i rimedi sono in effetti prevalentemente lacrime artificiali; ci sono lacrime artificiali senz’altro alcune migliori di altre e, in questo, anche la nuova farmacologia ha dato delle molecole molto più adatte per avere appunto dei sollievi per la sindrome dell’occhio secco. Nei casi di sindrome da occhio secco severo e, forse in pazienti che hanno altre patologie di base come la sclerodermia, possono essere un alternativa dei punctum plug cioè dei piccoli tappini che vengono inseriti nei puntini lacrimali per poter evitare che quel poco di lacrima che viene prodotto dall’occhio venga eliminato appunto dal normale deflusso attraverso le vie lacrimali e altri rimedi sono utilizzare dei colliri di lacrima artificiale sottoforma di gel che permangono un pochino più a lungo nell’occhio anche se magari possono dare qualche disturbo visivo perché danno una visione un pochino più appannata anche se transitoria.

Ok, Simona invece ci fa una domanda per quanto riguarda il distacco posteriore del vitreo infatti ci dice: “A 3 anni dal distacco posteriore del vitreo, al mio occhio destro vedo ancora una macchia di colore grigio sul mio campo visivo soprattutto su fondi chiari e luminosi. C’è qualcosa che io possa fare affinché si riassorba? Cosa fare per prevenire lo stesso disturbo all’altro occhio? Sono miope da quando avevo 7 anni e portatrice di lenti a contatto da 17. Grazie anticipatamente per la risposta”.

PROFESSOR MISSIROLI: Lo scollamento del vitreo o distacco posteriore del vitreo è un evento quasi fisiologico e succede prima o poi a tutti quanti nel corso degli anni.Negli occhi miopi o negli occhi ipermetropi può avvenire un pochino prima; è caratterizzato appunto dalla visione improvvisa di questi corpi mobili che in alcuni casi possono dare fastidio, però, non ci si deve allarmare perché il cervello ha una capacità particolare che è quella di sopprimere questa ombra e con il tempo anche queste zone, diciamo, più dense del vitreo, tendono un pochino a disgregarsi e quindi comunque a spostarsi diciamo dal campo visivo più centrale e non dare più fastidio; quindi è difficile che lo scollamento di vitreo a distanza di tempo possa dare dei disturbi che persistono quindi sono cose che passano da sole.

Bene allora passiamo a una domanda live Mamel ci chiede: “Salve ho un cheratocono in stato avanzato, ma stabile, che mi provoca un forte astigmatismo miopico. Anni fa ho provato con delle lenti a contatto semirigide gaspermeabili ma sentivo un forte fastidio. Vorrei sapere se la tecnologia delle lenti a contatto è progredita, grazie”.

PROFESSOR MISSIROLI: Le lenti a contatto sono senz’altro progredite; ci sono quelle semirigide con una parte periferica morbida, possono dare un aiuto in questi casi e poi in base all’età il cheratocono tende a stabilizzarsi; ad una certa età dopo i 25 – 30 anni è difficile che possa evolvere ulteriormente tranne in quei casi che sono già avanzati in età precoce e, per quanto riguarda trattamenti per il cheratocono negli stati iniziali,c’è appunto il trattamento del cross linking che dà buoni risultati. Anche in questi casi, tuttavia,i criteri di inclusione nei pazienti per il trattamento sono un pochino ristretti negli stati iniziali; negli stati più avanzati invece purtroppo non può essere utilizzata.

Grazie, parliamo della sindrome di Marfan perché Flavia ci dice: “Per quanto riguarda la sindrome di Marfan è possibile una prevenzione per evitare una lussazione del cristallino?”.

PROFESSOR MISSIROLI: Prevenzione purtroppo non c’è perché questa è proprio una caratteristica della Marfan in cui i tessuti connettivi non hanno quella rigidità che dovrebbero avere e non ci sono farmaci o medicine che possano ridurre il rischio; per evitare lussazioni o sublussazioni magari bisogna avere precauzioni nei movimenti della testa evitare sport violenti e insomma altri consigli non mi vengono.

Bene passiamo a una domanda che arriva da Miriam: “Ho un pterigio nell’occhio sinistro che, soprattutto in estate, si infiamma e cresce un pochino senza aver raggiunto ancora la pupilla”.

Vorrebbe sapere se ci sono delle tecniche avanzate e il tempo di recupero dopo l’operazione.

PROFESSOR MISSIROLI: Lo pterigio dovrebbe essere tolto in tutti quei casi in cui c’è tendenza a crescere perché, anche se non è ancora arrivato in campo pupillare ma c’è tendenza ad aumentare di dimensione e quindi a dirigersi più rapidamente verso la pupilla, è meglio toglierlo quando non è molto grosso piuttosto che aspettare quando è un pterigio voluminoso e quindi l’intervento chirurgico è un pochino più impegnativo ed anche i tempi di recupero più lunghi, quindi anche in questo caso sono casi molto diversi; ci sono pterigi che vengono asportati in maniera molto semplice, per cui i tempi di recupero sono molto brevi, e altri casi, purtroppo, anche se la tecnica chirurgica viene eseguita bene, c’è tendenza a ricrescere.

Quindi il consiglio è che, se lo pterigio è stabile e non dà fastidio può anche rimanere lì, se c’è tendenza a crescere allora, anche se non ha raggiunto il campo pupillare, forse è meglio toglierlo. E i tempi di recupero?

PROFESSOR MISSIROLI: Noi di solito lasciamo la benda, per il periodo di guarigione, nei primi 4 – 5 giorni anche una settimana e dopodiché, a parte il fatto esteriore di avere un pochino l’occhio rosso per qualche giorno, magari anche qualche settimana, ma il tempo di recupero è veloce.

Perfetto torniamo alle domande che arrivano live Renata ci chiede: “Ho avuto un herpes zoster all’occhio destro con sintomi lievi un po’ di arrossamento e sensazione di corpo estraneo nell’occhio. Quale può essere la causa? Mi è stato curato con zovirax compresse, pomata e collirio antibiotico”.

PROFESSOR MISSIROLI: La causa è l’herpes zoster che la maggior parte di noi abbiamo; la causa per cui si è scatenata può essere un momento di stress o comunque qualsiasi causa che possa aver abbassato un pochino le difese immunitarie e l’altra parte della domanda era?

Se andava bene la cura che ha fatto?

PROFESSOR MISSIROLI: sì.

Ok perfetto allora continuano ad arrivare domande e farei quella di Maria Cristina: “Salve dottore un mio amico si è operato alcuni mesi fa con il cross-linking corneale ad entrambi gli occhi; ha ricevuto differenti opinioni su questa tipologia di operazione. Crede anche lei che sia poco efficiente dato che non si rimuove l’epitelio corneale? Inoltre crede che sia stato inutile operarsi a 31 anni? Ho letto che a questa età il tutto dovrebbe essere stabile. Grazie”.

PROFESSOR MISSIROLI: In effetti il cross linking a 31 anni potrebbe essere non del tutto utile perché in questa fase dell’età comincia già quel che viene chiamato un cross linking naturale cioè la cornea va ad acquisire una certa solidità per cui è difficile che possa andare avanti il cheratocono. Cosa ha detto di altro?

Dice che ha ricevuto differenti opinioni sulla tipologia di operazione. Professor Missiroli, quello con transepiteliale è quello dopo aver rimosso l’epitelio immagino sia questo; il paziente si è operato con il cross linking corneale su entrambi gli occhi.

PROFESSOR MISSIROLI: No quello è uguale però transepiteliale cioè uno senza rimuovere l’epitelio e l’altro rimuovendolo che, probabilmente,è meglio togliere l’epitelio anche se più scomodo come tipo di soluzione.

Va bene grazie mille questa era la nostra ultima domanda e ne abbiamo ricevute tantissime e a molti siamo riusciti a dare risposta alle altre risponderemo nei commenti nei prossimi giorni grazie ancora al Professor Missiroli e grazie a tutti gli utenti che ci hanno seguito, ricordiamo di seguire la pagina di idoctors per scoprire il tema del prossimo live. Arrivederci.

PROFESSOR MISSIROLI: Arrivederci.