L’aorta è il più grande vaso sanguigno delle nostre arterie che ha la funzione di dare origine ad altri rami arteriosi; il nome deriva dal greco aeiro ovvero sollevare ed infatti è l’aorta che sospinge il sangue del ventricolo sinistro verso la periferia. È divisa in 3 posizioni: arco aortico, aorta toracica ed aorta addominale.

Nell’adulto l’arco ha un diametro di 3 cm, 2,5 cm per l’aorta toracica, 1,8-2,5 cm infine per l’aorta addominale. L’aorta incurva a sinistra e forma un arco, dal quale partono le arterie che arrivano al cervello e alle braccia, poi diventa come una linea retta e parallela alla colonna vertebrale che va ad affiancare la parte laterale sinistra.

L’aorta presenta una parete elastica e tre tonache, una interna o intima, una media ed una, infine, all’esterno; quest’ultima è la più forte in quanto ha il compito di nutrire una serie di capillari e piccole arterie.

La parete dell’aorta è attraversata da un’onda data dalla pressione, il polso, la cui velocità iniziale dovrebbe essere pari a 4-5m/s.

Quali sono le patologie aortiche?

Tra le più conosciute troviamo l’aneurisma, la dissezione aortica, emorragie interne per rottura della stessa, formazioni di calcificazioni, malattie degenerative (necrosi di Erdheim, sindrome di Marfan, malattia di Takayasu, infezione batterica causata da batteri entrati nella parete.

L’aneurisma è la patologia aortica più nota e più frequente ed è dovuta ad una dilatazione patologica di un segmento vascolare. Gli aneurismi si distinguono in fusiformi, se sono lungo l’intera circonferenza o sacciformi, quando interessano parzialmente la parte della circonferenza; un’altra suddivisione riguarda la localizzazione ed abbiamo aneurismi toracici o addominali. La causa più frequente è l’arteriosclerosi, se si tratta di aneurisma addominale o toracico, mentre, in caso di aneurismi dell’arco aortico si può pensare ad una flogosi aortica come nelle artriti reumatiche, reumatismi dovuti a spondiliti anchilosanti o nelle artriti psoriasica altro ancora. Talvolta anche traumi toracici, come quelli che si verificano quando si apre l’air-bag, potrebbero dar luogo ad aneurismi.

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Quali sono i sintomi?

I sintomi variano in base alla localizzazione e alla dimensione; il più spesso potrebbero essere preceduti da forti aritmie con pressione minima arteriosa più alta di 90; il vostro cardiologo sarà comunque in grado di prevenire il più delle volte gli aneurismi, mantenendo il regolare funzionamento cardiocircolatorio, controllando sia con l’ECG il ritmo e il polso, che con l’eco-doppler la condizione delle arterie e del flusso sanguigno nella carotide e nelle estremità inferiori (arti inferiori specie caviglie).

La prevenzione va estesa recandosi ad un controllo di tutti gli organi ed apparati che hanno relazione con il cuore, il flusso ematico e quindi che sono in diretto o indiretto contatto con l’aorta: cuore, midollo, fegato, pancreas, reni, tubo gastroenterico, arti inferiori e superiori.

Cosa possiamo dire sulla dissezione aortica?

Per dissezione aortica – o dissecazione si intende un’importante condizione patologica, durante la quale, la tonaca intima situata all’interno dall’aorta subisce una lacerazione. Il flusso sanguigno pulsante approfondisce la dissezione all’interno della tunica media, creando un falso lume; la dissezione aortica si divide in 2 tipi: tipo A è a carico dell’aorta ascendente, tipo B coinvolge l’aorta discendente.

Ad essere più a rischio sono i pazienti che soffrono di ipertensione, arteriosclerosi, alcune sindromi sopra menzionate (Manfran, Tagayasu), aortiti ma, talvolta anche la gravidanza potrebbe favorire tale lacerazione.

I sintomi sono un dolore acuto ed improvviso al torace o tra le scapole; spesso non è facile la diagnosi, poiché si potrebbe pensare ad altre malattie o sindromi. Un altro sintomo è una forte sudorazione anch’essa improvvisa. È necessario eseguire una TAC, RNM e un’ecografia immediatamente per valutare le cause. È più frequente negli uomini over 60 e più o meno che appartengono alla fascia 60-70.

Quali sono le patologie occlusive dell’aorta?

Le arteriopatie croniche sono di origine aterosclerotica e sono limitate alla porzione distale dell’aorta addominale. La diminuita circolazione causata da una placca arteriosclerotica determina un quadro clinico particolare, che su un piano obiettivo, riscontra l’assenza circolatoria a livello femorale e nelle altre sedi distali. L’occlusione acuta della porzione dell’aorta addominale costituisce l’emergenza medica, in quanto può comportare la perdita degli arti inferiori. La causa è un embolo che parte dal cuore o che occlude il vaso.

Conclusioni

L’aorta è la più importante arteria dell’organismo che ha il compito di trasportare il sangue dal cuore a tutti gli organi, direttamente o indirettamente collegati.

Può andare incontro a diverse forme patologiche più o meno gravi e talvolta fatali. La più significativa compromissione del funzionamento aortico dà luogo all’arteriosclerosi dovuta anche alla presenza di placche di colesterolo, ovvero palline di grasso che minano la resistenza e infastidiscono il lume. La degenerazione della parete elastica determina la dilatazione del segmento del vaso (aneurisma). La presenza di placche può ridurre la distribuzione ematica negli organi; l’occlusione può essere totale o parziale. Anche la dissezione può essere può estesa (arteria ascendente) o limitata (arteria discendente). Alcune malattie reumatiche, associate a forme di aortite, insufficienza aortica o aneurismi possono dare luogo a spiacevoli e pericolose complicanze o a sindromi come quella di Takjasu, caratterizzata da un insieme di malattie dovute ad un’infiammazione che porta all’ostruzione aortica, tipica nelle donne giapponesi.

Per la prevenzione di tali patologie dovute al mal funzionamento arterioso, ed in particolare dell’aorta si basa non solo su controlli cardiologici o angiologici, ma anche ricorrendo a regolari prelievi ematici per valutare la colesterolemia, misurando settimanalmente, almeno, la pressione arteriosa, eseguendo un’ecografia addominale. Questi consigli e raccomandazioni sono solitamente date a tutte le persone, specie se di sesso maschile, che hanno superato i 60 anni di età.

FONTE: Ecocardiografia clinica a cura di M. Y.Henein, M. Sheppard, John Pepper, M. Rigby