Per i mass media la meningite sembra essere il nuovo spauracchio della salute degli italiani ma il Ministero della Salute, spiega come non si possa ancora parlare di epidemia poiché il numero dei casi è ancora inferiore rispetto agli anni precedenti.

Eppure la corsa ai vaccini non è mai stata tanto diffusa nel nostro paese. È importante una corretta informazione per non creare allarmismi.

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I dati dell’Istituto Superiore di Sanità

A tal proposito nei giorni scorsi è stato diffuso un report che porta la firma del professor Giovanni Rezza e la dottoressa Paola Stefanelli, luminari del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, che getta un po’ di luce su cause, età a rischio, condizioni di vita nelle quali prestare particolare attenzione a quando e come vaccinarsi per proteggersi dagli agenti batterici che causano la meningite sottolineando come la malattia si trasmetta da persona a persona attraverso lo scambio di secrezioni respiratorie (colpi di tosse, baci, o scambio di stoviglie). Il batterio non vive più di pochi minuti al di fuori dell’organismo, per cui la malattia non si diffonde così facilmente come il comune raffreddore o come l’influenza.

Meningite e vaccinazioni

In attesa che il Piano Nazionale Vaccini venga ufficialmente approvato, è importante sapere che la vaccinazione è attualmente disponibile per tutti i sierogruppi principali ed è rappresentata da due diversi tipi di vaccino: uno per i sierogruppi A, C, Y e W135; un secondo efficace per il sierogruppo B. Alcuni vaccini sono raccomandati e offerti gratuitamente come la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A, C, Y, W è suggerito anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati, e per chi si reca in Paesi dove sono stati rilevati i sierogruppi contenuti nel vaccino.

A partire dai nati 2015, con inizio al 7° mese di vita, viene anche offerta la vaccinazione contro il Meningococco B.

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata, salvo che per chi soffre di particolari patologie. In ogni caso chi volesse può vaccinarsi, ma non gratuitamente. Per farlo è sufficiente rivolgersi alla ASL di competenza o al proprio medico di base che può prescrivere il vaccino.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità