Categoria: Pediatria e Neonatologia

La Pediatria è una specializzazione della medicina che tratta dello sviluppo psico-fisico dei bambini e della diagnosi e cura delle malattie infantili. La neonatologia è un ramo della pediatria che studia i neonati entro il primo mese di vita. L’attuale cooperazione tra pediatria e ostetricia consente ormai di prevenire le malformazioni del feto e di curare le malattie fin dai primi giorni di vita.

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La mamma che lavora

di Irene Reverberi,

Un numero sempre maggiore di donne svolge un’attività lavorativa part o full-time che le tiene lontane da casa molte ore della giornata.
La possibilità di carriera rappresenta un’ulteriore spinta a lavorare sempre di più, ma la scelta dovrebbe essere una decisione da prendere con il partner o il marito per evitare eventuali ripercussioni sulla vita di famiglia e di coppia.
Sono di solito i pediatri, che suggeriscono quale attività lavorativa è preferibile svolgere e soprattutto quante ore lavorative sarebbero ideali, finché i bimbi sono piccoli.

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Il mio bambino ha la febbre

di Irene Reverberi,

La febbre appartiene ai sintomi più comuni fra i bambini. È frequente che la nostra temperatura subisca una lieve alterazione o una più seria. Per definirsi febbre, la temperatura deve superare i 37,5; è normale che la temperatura subisca variazioni nel corso della giornata: è più alta durante il sonno, dopo aver consumato i pasti principali, dopo aver fatto uno sforzo o infine se l’ambiente in cui ci troviamo è surriscaldato. Il nostro corpo reagisce e cerca di difendersi dall’attacco di virus e batteri che causano il più delle volte l’innalzamento della temperatura. Prima di preoccuparsi, fondamentale è sapere l’età del bimbo poiché più è nato da poco (o meglio da più di 4 settimane), più va esclusa l’infezione da liquido amniotico. Nel caso si tratti di bambini in età pre-scolastica o scolastica, già è più facile pensare si tratti di infezione, dovuta ad una non ancora completa maturazione delle difese immunitarie. Se la febbre è sola non c’è da preoccuparsi perché facilmente gestibile, ma se è accompagnata da cefalea, vomito, nausea e pianto andrebbe approfondita la situazione con esami opportuni.
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Il bambino e le fobie

di Irene Reverberi,

Se tornate a casa, se andate in gita o a vedere una mostra con il vostro bambino, dovreste imparare a controllare e riflettere sui messaggi che il bambino vuole trasmettere. È lui che si emoziona, è lui che apprende una cosa nuova, che vive un’esperienza di vita che lo farà crescere inconsapevolmente.
Nel suo primo anno di vita usa parole monche, ma facilmente intuibili, poi dopo due anni parla in modo abbastanza chiaro, talvolta inventando, talvolta mentendo; più tardi possono comparire le prime fobie e i primi disturbi ossessivi o compulsivi.

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E se il bambino zoppica?

di Irene Reverberi,

Di fronte a un bimbo che zoppica o che prova molto dolore alle ossa in modo continuo, se non c’è una sintomatologia definita e chiara o non sussistono esiti radiologici che permettono una diagnosi certa, si tende a consigliare antidolorifici non steroidea, per evitare di fuorviare o modificare qualcosa a livello cellulare potenzialmente neoplastico; potrebbero essere nascoste anche altre patologie a livello ematologico e dunque alterare un possibile futuro quadro clinico patologico. Se i dolori persistono e/o peggiorano sarà opportuno recarsi dall’ortopedico per poter valutare attraverso gli esami emato-chimici e diagnostici le ragioni che provocano tali dolori.
Nel dolore muscoloscheletrico generalizzato ad essere coinvolti sono per lo più l’addome, il torace, e al test. Il sesso femminile soffre di più, ed in particolare le fanciulle con altri problemi legati ad anomali comportamenti, disturbi psichici e dell’alimentazione (anoressia e bulimia). Pur sentendo molto dolore, le ragazze tendono a nasconderlo a vivere in modo totalmente indifferente con gli altri ovvero ridono ma sono in realtà assenti mentalmente dal contesto. Talvolta si tratta di cause idiopatiche, altre sono rappresentate da cause di osteoporosi o di captazione ossea ridotta. Si consiglia stretching per molte ore o blandi analgesici.

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Il bambino non dorme? Quale sarà il motivo?

di Irene Reverberi,

L’acquisizione di un’organizzazione stabile del ciclo del sonno si ottiene dopo 3 mesi dalla nascita. Un lattante dorme in media 16-17 ore in frazioni di 3 ore ugualmente distribuite tra giorno e notte.
Dopo i primi 3 mesi, l’intervallo nella notte si allunga e il piccolo riesce a dormire per 7 ore consecutive poi arriva a 13 ore e solo verso i 4 anni il sonnellino pomeridiano tende a scomparire.

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Viaggiare con i bambini: le cose da non dimenticare in vacanza

di Irene Reverberi,

La vacanza dei genitori con i figli è un’esperienza entusiasmante ma può essere turbata da inconvenienti che si possono prevenire con alcune protezioni.

Se i figli sono in buona salute la scelta tra mare, montagna e campagna o città d’arte italiane o estere è indifferente e si decide insieme in base alle preferenze. Prima di partire, una volta stabilita la località è preferibile recarsi dal pediatra per avere consigli pratici per la prevenzione ovvero eventuali vaccinazioni raccomandabili o obbligatorie specie per paesi esotici e dell’altro emisfero dove vi sono diverse abitudini, diversi rischi dati dalla presenza di animali portatori di malattie sconosciute in Europa.

Se la destinazione è più vicina ed è italiana, ma richiede un viaggio più o meno lungo in auto, lo specialista suggerirà, in base all’età, un anti nausea; se, invece il mezzo scelto è l’aereo è raccomandabile assumere qualcosa che faciliti la salivazione o masticare caramelle o gomme americane per evitare problemi alle orecchie.

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Cefalee nei bambini

di Irene Reverberi,

La cefalea è un disturbo abbastanza frequente o almeno più di quanto si potrebbe immaginare; si verifica durante l’infanzia o l’adolescenza: si calcola che circa il 3% di bambini in età pre-scolare ne soffra e il 20% in età adolescenziale. Il bambino potrebbe assentarsi da scuola fino a 10 giorni l’anno per questo problema e il suo rendimento potrebbe essere influenzato da questo malessere. C’è persino chi ne soffre 10 giorni al mese, ma si tratta di cefalea dovuta a vari fattori: predisposizione genetica, mancanza di sonno, un eccessivo tempo trascorso davanti ad uno schermo (dal PC al Tablet allo smartphone) ed infine lo stress.

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Bambino ed Anafilassi

di Irene Reverberi,

 Se il bambino improvvisamente si presenta con una manifestazione acuta, quale la crisi anafilattica, immediatamente va individuata perché potrebbe risultare fatale. Le crisi anafilattiche sono caratterizzate da complicanze dovute a manifestazioni allergiche che coinvolgono oltre alla cute, l’apparato cardio circolatorio e le mucose con comparsa di tumefazioni sottocutanee.

È stato osservato che i casi nel mondo non sono poi così rari e che l’incidenza negli Stati Uniti è superiore a quella di altri stati: il rapporto in America si aggira circa a 40-50 casi su 10.000, mentre in Gran Bretagna ed in Europa del Nord meno di 10 su 10.000 ed infine in Italia 2-3 su 10.000.

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Ematuria nei bambini

di Irene Reverberi,

La presenza del colore rosso nelle urine potrebbe rappresentare fonte di preoccupazione nelle mamme, che, non sapendo cosa potrebbe essere e perché sia capitato, si rivolgono al pediatra.

Lo specialista pensa a prima vista possa trattarsi di un episodio chiamato dai medici ematuria. Inizia quindi ad investigare.

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Dolore genitale nei bambini

di Irene Reverberi,

Diagnosticare le cause del dolore al testicolo riferito dal bambino dovrebbe in particolari circostanze essere rapida poiché il ritardo potrebbe comportare la torsione e comprometterne la vitalità.

La valutazione clinica inizia dalla storia o meglio dalla natura e dell’origine del dolore: solitamente è un dolore improvviso unilaterale verificatosi più d’una volta; in alcuni casi il dolore si può risolvere anche spontaneamente.

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