La tosse consiste nell’emissione forzata di aria attraverso la glottide, al fine di allontanare materiale estraneo dal sistema bronco-polmonare. Quando l’attività dell’apparato muco ciliare delle vie aeree non è in grado di liberarsi dal corpo estraneo, interviene il colpo di tosse a liberare la laringe, la trachea e i grandi bronchi dalla sostanza in eccesso. Inoltre la tosse rappresenta un meccanismo di difesa, in caso di materiale estraneo inalato o ingerito.

L’efficacia del colpo di tosse, dipende sia dalle caratteristiche del contenuto bronchiale sia dalla velocità con cui l’aria attraversa i polmoni.

Il colpo di tosse viene generato dall’impiego della muscolatura preposta alla respirazione e dall’apertura della glottide, precedentemente chiusa.

La densità dei recettori dello stimolo della tosse è molto elevata nella laringe e nella trachea, per poi diminuire nelle diramazioni successive. Questa distribuzione spiega perché nella polmonite che colpisce i bronchi e gli alveoli polmonari può mancare la tosse. Al di fuori delle vie respiratorie, troviamo i ricettori della tosse nella regione delle ghiandole uditive esterne, nella pleura, nel pericardio e nel diaframma.

Quali sono gli agenti responsabili della tosse?

Gli agenti responsabili possono essere distinti in stimoli infiammatori, meccanici, chimici e termici. La tosse può essere secca o produttiva. Il catarro prodotto ed emesso può variare di colore e va dal bianco grigiastro, al giallo, al giallo verdastro; talvolta può presentare qualche traccia di sangue e si definisce emoftoe.

La tosse è cronica se persiste per oltre 3-4 settimane.

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Quando recarsi dallo pneumologo?

Se la tosse è particolarmente fastidiosa e durevole, è raccomandabile recarsi dallo specialista, il quale si interrogherà sul tipo di tosse e appena troverà una risposta sarà in grado di suggerirvi la terapia o i passi successivi da intraprendere.

La tosse secca è generalmente dovuta a tracheiti o bronchiti ed è accompagnata da dolori retro sternali. Se ciò che espellete è colorato, si può pensare ad un’infezione batterica o virale; se presenta sangue, l’indagine va approfondita per escludere precoci sentinelle di allarme che potrebbero potenzialmente dar luogo a patologie più serie.

Lo specialista durante la visita vi ausculterà per valutare il tipo di rumore e deciderà se è il caso di eseguire una radiografia ed un esame dell’espettorato.

Qualora questi esami non fossero sufficienti a formulare la diagnosi, è necessario recarsi da altri specialisti come l’otorino per valutare patologie otorinolaringoiatriche presenti nel 40% dei casi o come il cardiologo il quale può riscontare cardiopatie nel 10% dei casi.

La broncoscopia e la gastroscopia sono gli ultimi esami diagnostici che permettono, nel primo caso di lavare i bronchi ed esaminare il liquido, mentre con il secondo si escludono eventuali reflussi esofagei che danno tosse cronica.

Quali sono le patologie a carico dei bronchi o dei polmoni?

Le patologie sono: bronchiti acute, tosse indotta da farmaci, problemi all’apparato otorinolaringoiatrico, broncopolmoniti, polmoniti, ristagno del liquido nei polmoni, neoplasie, iperattività del sistema bronchiale, reflusso gastro-esofageo. Procediamo con ordine a descrivere tali patologie singolarmente:

  • Bronchiti acute: è la patologia più diffusa, in quanto spesso è dovuta al virus influenzale o parainfluenzale. Dapprima si manifesta con faringite, laringite, raucedine e poi con dolori retro-sternali. Dopo 3 giorni di tosse secca, inizia il catarro.
  • Tosse indotta da farmaci: vi sono alcuni farmaci come gli ACE inibitori usati per il controllo della pressione che possono generare tosse secca.
  • Patologie otorinolaringoiatriche: riniti, sinusiti, poliposi nasale, allergie a corpi estranei, neoplasie.
  • Bronchiti-Polmoniti: specie le forme virali, nelle quali è la flogosi interstiziale a provocare lo stimolo tussigeno. L’interessamento della pleura spesso dà la tosse. Rimanendo in campo polmonare si aggiungono patologie tra i 2 polmoni come l’aneurisma aortico che, determinando un raggruppamento di linfonodi, provoca una compressione o uno stiramento bronchiale che causano la tosse.
  • Ristagno di liquido polmonare: la tosse può costituire il sintomo precoce di uno scompenso cardiaco.
  • Neoplasia bronchiale: la ricerca di un possibile carcinoma, responsabile della tosse, specie se preceduto da episodi con escreto ematico, deve essere attenta ed avvalersi di esami broncoscopici, TAC, PET, RNM.
  • Iperattività bronchiale: si riscontra generalmente nelle persone soggette a rino-congiuntiviti allergiche nell a stagione primaverile.
  • Reflusso gastro-esofageo: Intorno al 20% dei pazienti con reflusso eofageo vanno incontro a tosse cronica. La presenza del reflusso è individuabile dalla gastroscopia.    

Quali altre patologie meritano di essere menzionate?

Si ritiene che la bronchite cronica abbia bisogno di una spiegazione più approfondita. In questa si distinguono una bronchite con espettorato solo catarrale ed un’altra con un espettorato mucopurolento. La bronchite cronica ostruttiva deriva la sua cronicità dal fatto che dura tre mesi e può essere progressiva; in quest’ultimo caso, si può andare incontro ad una complicanza quale l’affanno o ancora la dispnea per enfisema.

Oltre alla bronchite cronica abbiamo la tosse con formazione di cavernicoli. Questa è la tosse tipica di coloro che sono affetti dalla tubercolosi ed è spesso caratterizzata da emottisi ossia da una notevole quantità di sangue nell’espettorato. Altre volte i cavernicoli sono causati da infezioni fungine.

Infine la bronchiectasia che è causata dalla rottura e conseguente malfunzionamento degli alveoli polmonari. Il ristagno delle secrezioni comporta lo sviluppo di infezioni e di ascessi polmonari. La tosse si presenta al risveglio quando aumenta la produzione di catarro.

Conclusioni

La tosse nell’adulto non dovrebbe essere sottovalutata ed è consigliabile recarsi dallo specialista, lo pneumologo, se la tosse dura più del dovuto o presenta tracce ematiche o una certa quantità di sangue nel vostro ispettorato.

E’necessario escludere quanto prima che la tosse non sia il sintomo di un’infezione virale quale l’influenza ma la spia di altre patologie presenti o che possono manifestarsi potenzialmente in futuro.

Dal momento che i processi bronchitici cronici portano all’insufficienza respiratoria, lo specialista dovrà effettuare accurate indagini prima di arrivare alla diagnosi. Esistono comunque terapie idonee ad interrompere la formazione di catarro e a ridurre la tosse che provoca respiro affannoso o talvolta fibrosi polmonare che impediscono di recarsi a lavoro e di svolgere le attività quotidiane. Ai pazienti che soffrono spesso di tosse dovuta a bronchiti croniche o polmoniti è caldamente consigliato di smettere di fumare o di evitare attività sportive a livello agonistico.

In caso di tosse provocata da influenza o problemi otorinolaringoiatrici esistono antibiotici, antinfiammatori o cicli di aereosol o di terme.

 

FONTE: Diagnosi differenziale in medicina Interna a cura di W. Kaufman