La lombalgia è un dolore alla colonna vertebrale, il complesso funzionale che fa da pilastro all’organismo umano;  non è una malattia ma un sintomo di diverse patologie, aventi in comune la diffusione del dolore in regione lombare.

È un disturbo estremamente frequente in età adulta, con massima incidenza in soggetti di 40-50 anni di entrambi i sessi. Circa l’80% della popolazione ne è colpito almeno una volta durante la vita.

Lombalgia e lombosciatalgia

I sintomi della lombalgia sono costituiti essenzialmente dal presentarsi di una sensazione di dolore che interessa la zona del corpo in corrispondenza della colonna vertebrale lombare e sacrale. A volte il tutto si può estendere, coinvolgendo anche gli arti inferiori ; in questi casi il disturbo prende il nome precisamente di lombosciatalgia.

Il colpo della strega è un sintomo classico della lombalgia acuta. Si manifesta con un dolore intenso a livello lombare, provocato da una contrattura muscolare improvvisa in seguito ad uno sforzo eccessivo o ad un movimento veloce; in questo caso i muscoli contratti non riescono a distendersi e il soggetto resta piegato.

Questo disturbo può presentarsi in forma acuta, subacuta e cronica, con diversi gradi di disabilità. È tra le più frequenti cause di assenza dal lavoro ed ha perciò un’elevata incidenza socio-economica.

La lombalgia ha un impatto importante sulla qualità della vita: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità questo tipo di dolore è la prima causa di disabilità nel mondo.

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I rimedi

I rimedi contro la lombalgia comprendono differenti soluzioni, a cui ricorrere in base alla gravità della situazione. Molto utili sono gli antinfiammatori non steroidei. Se questi non hanno effetti particolari, il medico può passare alla somministrazione dei rilassanti muscolari. Altrettanto utili possono essere sia la fisioterapia che apposite tecniche di manipolazione per alleviare il dolore nella fase acuta.

1291658Per la lombalgia cronica si può ricorrere anche all’esercizio fisico, tai chi, yoga, tecniche di riduzione dello stress, leggere terapie laser e terapia cognitivo comportamentale. Solo in caso di bisogno, o se le terapie soft non danno gli effetti sperati, si deve ricorrere ai medicinali: in questo caso la terapia d’elezione è con i fans (farmaci anti infiammatori non steroidei), come l’ibuprofene. Per dolori debilitanti, laddove vi sia una  mancata risposta ai fans, si può pensare all’impiego degli oppiacei.

Il ricorso agli oppiacei  solo in casi estremi fa parte di un protocollo largamente seguito negli Stati Uniti che combattono con un epidemico abuso di farmaci da parte della popolazione; le attuali linee guida italiane, d’altronde, sono molto simili a quelle Usa: relegano gli oppiacei ai casi più gravi, e consigliano il ricorso ai fans in caso di necessità.

Per le lombalgie croniche si consiglia l’attività fisica, che aiuta a ridurre l’infiammazione e tonifica i muscoli che ammortizzano la colonna vertebrale.

Da cosa può derivare il dolore?

Spesso la lombalgia è legata a una semplice contrattura, ma in alcuni casi può essere causata da problemi molto più gravi, come un’ernia del disco o addirittura un tumore.

In presenza di un dolore persistente  è opportuno rivolgersi al proprio medico, che sa individuare  un problema più grave (ad esempio in caso di dolori forti, persistenti anche di notte in posizione di riposo), e indirizzarci da uno specialista.

Bisogna distinguere i disturbi con un’evoluzione favorevole da quelli con evoluzione sfavorevole. Nel primo caso il problema è destinato a risolversi da solo con il tempo, e quindi ogni terapia, dallo yoga, al tai chi, all’agopuntura, va benissimo se aiuta a diminuire il dolore.

Nel caso di patologie con evoluzione non favorevole è invece inevitabile un intervento chirurgico per risolvere la causa del problema.

L’importanza dello specialista giusto

Uno dei massimi esperti: Stuart McGill, professore della University of Waterloo in Canada sull’argomento ha pubblicato oltre 400 studi ; il professore  sostiene che molti medici prescrivono pilates, yoga, esercizio fisico a tutti, indiscriminatamente. Ma queste attività per alcuni possono essere dannose e peggiorare la situazione.

Secondo il professore  gli esercizi di stretching ,che tutti i personal trainer consigliano, non sono sempre utili anzi, alcuni ,sarebbero da evitare del tutto; meglio degli esercizi specifici che mantengano  la colonna vertebrale in una posizione neutra e allo stesso tempo rafforzino i muscoli che garantiscono la stabilità.

Un’altra buona abitudine è quella di camminare in modo spedito, se il dolore lo permette, per tre intervalli di quindici minuti ogni giorno. E se proprio si è costretti alla scrivania per lunghi periodi è bene alzarsi regolarmente, anche per pochi minuti. Con questi accorgimenti, il mal di schiena a poco a poco sparirà, garantisce l’esperto.

Conclusioni

È importante ancora evidenziare che bisogna accertarsi  che il dolore non sia la spia di un problema più serio. Il ricorso ad uno specialista è fondamentale ai fini di una corretta diagnosi e delle giuste terapie.

 

Fonte: Stuart McGill,Low Back Disorders Evidence-Based Prevention and Rehabilitation 3rd Edition. Human Kinetics 2015