La forfora è una fine desquamazione lamellare del cuoio capelluto (in termini scientifici è chiamata “pitiriasi sicca”). È  un problema molto diffuso che può interessare fino al 50 % della popolazione a seconda dell’età e della costituzione fisica.

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Cosa è la forfora?

L’intero organismo è in continua trasformazione e prevede un rinnovamento cellulare ciclico e continuo. La pelle, che è l’organo più esteso del corpo, non è esente da questo processo di rinnovamento.

Un organismo ben idratato non avverte in maniera particolare il cambiamento, a differenza invece di un organismo disidratato che noterà una sorta di desquamazione. La così detta “pelle morta” che viene eliminata con un colpo di spugna, o semplicemente grazie allo sfregamento con gli abiti, diventa evidente soprattutto nelle persone anziane o debilitate. Alcune parti del corpo, come ginocchia o gomiti, si desquamano con molta facilità anche in soggetti sani e ben idratati.

Il cuoio capelluto non fa eccezione, l’epidermide si rinnova quotidianamente e le cellule morte vengono eliminate in maniera naturale, per essere sostituite da cellule nuove e vive.

Alcune persone, però, presentano una desquamazione molto evidente, un fastidioso e continuo prurito che spinge chi ne soffre a grattarsi la testa con conseguente distaccamento di piccole parti biancastre che creano in maniera decisiva un disagio psicologico non indifferente.

Ma perché questo ricambio cellulare cutaneo è così evidente sulla testa e non in altre parti del corpo?

Bisogna sapere che i capelli sono idratati dal sebo, un olio naturalmente presente sul cuoio capelluto. La scomposizione del sebo crea un sottoprodotto: l’acido oleico.

Purtroppo molte persone sono sensibili all’acido oleico, quasi il 50% della popolazione, e la reazione del cuoio capelluto è l’irritazione, l’infiammazione e il prurito.

L’irritazione a sua volta accelera il ricambio cellulare cutaneo che aumenta rispetto alla norma come risposta per contrastare l’infiammazione in atto. Quindi, sostanzialmente, una produzione più rapida di nuove cellule epiteliali costringe le vecchie cellule, non ancora definitivamente morte, a staccarsi in grosse scaglie dalla colorazione biancastra, che rimangono incastrate tra i capelli o ricadono sulle spalle.

Questo è quanto accade fisiologicamente, ma ci sono altre cause?

Le cause della forfora

La secchezza del cuoio capelluto e l’eccessiva produzione di sebo possono provocare la formazione della forfora.

Un’altra causa della forfora può essere un malfunzionamento del rapporto tra Malassezia furfur (un lievito che scompone il sebo e che si trova naturalmente sulla cute) e sebo: una produzione di sebo alterata può infatti provocare una sorta di malfunzionamento del lievito sopracitato creando quindi uno squilibrio che porta il problema della forfora.

Inoltre un aumento di testosterone provoca un aumento della secrezione sebacea e quindi può portare alla comparsa della forfora.

Da non sottovalutare lo stress e la predisposizione genetica che possono essere altre cause della forfora e l’uso di prodotti per capelli come gel o lacca ma anche un’errata alimentazione.

I sintomi della forfora

Quali sono i sintomi che ci avvertono dello squilibrio epidermico del cuoio capelluto?

Il più evidente ovviamente è la presenza di scaglie bianche che ricadono sulle spalle o che rimangono bloccate tra i capelli (cosa che capita più di frequente a chi ha i capelli lunghi), ma non è certo il primo sintomo, questo è semplicemente il più evidente.

Il primo sintomo della comparsa della forfora è il prurito costante che ci spinge a mettere le mani tra i capelli con una frequenza molto superiore alla norma.

Facendo attenzione, davanti ad uno specchio e con una buona fonte di luce, si potrà notare un altro sintomo: l’arrossamento del cuoio capelluto.

Infine, altro sintomo evidente è la secchezza del capo in netto contrasto con i capelli che invece necessitano di frequenti lavaggi in quanto risultano grassi e unti molto più velocemente del solito.

Come trattare la forfora

Se ci si accorge di uno dei sintomi appena descritti, sarebbe buona norma rivolgersi al proprio medico per una prima consultazione. Quando il problema della forfora diventa evidente e crea disagio psicologico, il medico potrebbe consigliare una visita dermatologica.

Prima che il problema diventi evidente, ci sono dei piccoli accorgimenti che si possono prendere per contrastare la comparsa della forfora:

  • Curare l’alimentazione: assumere antiossidanti e acidi grassi polinsaturi attraverso il cibo o sotto forma di integratori. Evitare di consumare dosi eccessive di grassi; consumare molta frutta e verdura.
  • Igiene: evitare l’uso di shampoo con tensioattivi aggressivi. Evitare un’eccessiva sudorazione del cuoio capelluto. Non usare gel, schiume o lacche per capelli; non agire con fonti di calore come phon a elevate temperature e non lavare i capelli con acqua molto calda ma preferire acqua tiepida.

Cosa si può fare invece se la forfora è ormai comparsa dando il suo tipico fastidio?

Questi i primi passi:

  • Prodotti farmaceutici: consultarsi con il proprio farmacista di fiducia e utilizzare un buon shampoo a base oleosa per facilitare il distacco delle squame, associato a uno shampoo cheratoregolatore e antinfiammatorio. Utili i prodotti a base di ketoconazolo e climbazolo.
  • In casi importanti è possibile utilizzare degli steroidi applicati localmente, che normalmente vengono prescritti dal medico o dal dermatologo ma evitate il fai da te.

La presenza della forfora, oltre al fastidio fisico ed estetico, porta con se un disagio psicologico: chi ne soffre ha sempre la sensazione di essere inadeguato, sporco o con le spalle coperte da pezzetti bianchi.

Talvolta la forfora porta ad un cambiamento dei propri stili di vita e obbliga il paziente a isolarsi per vergogna o perché il prurito è così importante da costringerlo a passare buona parte del tempo grattandosi, cosa che talvolta porta chi gli sta intorno a temere per la presenza di pidocchi.  Chiaramente la pediculosi è un problema ben differente, chi ha i pidocchi può senza dubbio infestare le persone con cui viene a contatto, ma la forfora non è affatto contagiosa.

Parlare con il proprio medico anche del disagio psicologico di cui si soffre è comunque un buon inizio, un professionista saprà sicuramente rassicurare il paziente e trovare una soluzione adeguata affinché si possa riprendere le normali attività quotidiane e la propria vita sociale, nonché, ovviamente, risolvere il problema della forfora.

È bene ricordare infine che è inutile affidarsi a sostanze o shampoo dalle mirabolanti proprietà, mentre il problema va affidato alla competenza di uno specialista perché la forfora sostanzialmente è un sintomo: occorre pertanto individuare la causa che si cela dietro di essa e curarla.

Fonte: www.mayoclinic.org