Le connettiviti autoimmuni sono un insieme di patologie reumatiche autoimmuni sistemiche croniche che interessano principalmente il tessuto connettivo del nostro corpo.

Sono definite “autoimmuni” in quanto il sistema immunitario risponde in maniera errata ad alcuni stimoli ed inizia ad attaccare i tessuti e gli apparati dell’organismo stesso.

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Le tipologie di connettivite autoimmune

Le tipologie di connettivite autoimmuneLa connettivite autoimmune viene suddivisa in diverse tipologie a seconda di come si esprimo i sintomi:

  • connettivite mista,
  • connettivite indifferenziata,
  • connettivite sistemica,
  • connettivite organo-specifica.

La connettivite mista si manifesta attraverso sintomi che possono essere collegati direttamente a una della patologie che rientrano nella famiglia delle connettiviti. Si parla, invece, di connettivite indifferenziata quando i sintomi non possono far diagnosticare con certezza che si tratti di una connettivite. Quando i sintomi interessano tutto il corpo abbiamo la connettivite sistemica mentre quando colpisce un solo organo si parla di connettivite organo-specifica. Ad esempio il Lupus eritematoso sistemico è un connettivite autoimmune che può colpire più parti del corpo: cute, reni, articolazioni, sistema nervoso e vari organi. Questo accade in quanto innesca una risposta immunitaria contro antigeni presenti in tutte le nostre cellule.

Come anticipato, sotto il termine di connettivite autoimmune rientrano una serie di malattie autoimmuni:

  • Lupus Eritematosus sistemico,
  • Artrite reumatoide,
  • Tiroidite autoimmune,
  • Sindrome da anticorpi anti fosfolipidi,
  • Sclerodermia (o Sclerosi sistemica),
  • Connettiviti miste,
  • Sindrome Sicca,
  • Dermatomiosite,
  • Sindrome di Sjogren,
  • Nefriti immunologiche,
  • Connettivite indifferenziata aspecifica.

I sintomi della connettivite autoimmune

I sintomi della connettivite autoimmuneNonostante le connettivi autoimmuni rappresentino una vasta famiglia di patologie, alcuni sintomi principali sono comuni a tutte:

  • fenomeno di Raynaud,
  • pleurite,
  • artrite non erosiva,
  • pericardite,
  • manifestazioni cutanee,
  • edema delle mani,
  • aftosi orale,
  • febbre,
  • secchezza oculare e orale,
  • vasculite,
  • fotosensibilità,
  • neuropatia periferica,
  • dolori articolari e muscolari.

La cause della connettivite autoimmune

Molti studi sono stati effettuati ma le cause scatenanti che determinano l’insorgere della connettivite autoimmune non sono ancora state individuate con precisione. Molto probabilmente la predisposizione genetica e i fattori ambientali (tra cui una cattiva esposizione ai raggi solari, l’aver contratto alcune infezioni virali, abuso di farmaci, metalli, vaccini, sostanze con cui entriamo in contatto frequentemente) giocano un ruolo di primo piano e determinano una risposta anomala del nostro sistema immunitario.

Per predisposizione genetica si intende il fatto che i geni con cui nasciamo determinano la nostra predisposizione a sviluppare la patologia. Questo non vuol dire che soffriamo di connettivite fin dalla nascita ma che abbiamo maggiori probabilità di ammalarci in risposta alle condizioni ambientali in cui viviamo. Questo è un fattore molto importante da sottolineare, ossia che la predisposizione genetica, da sola, non ci fa ammalare di connettivite ma ha bisogno per attivarsi di particolari azioni esterne. Ad esempio ci sono molti casi di gemelli in cui uno dei due fratelli contrae la malattia mentre l’altro è completamente sano.

In condizioni normali il sistema immunitario è l’apparato di difesa dell’organismo e attacca agenti esterni che ne compromettono la salute. Quando si è affetti da connettivite autoimmune il sistema immunitario non fa differenza tra agenti esterni e cellule del nostro organismo ed inizia ad attaccarle per eliminarle con la produzione di anticorpi specifici (perdita della tolleranza immunologica). In questo caso vengono prodotti gli auto-anticorpi, ossia anticorpi che attaccano le cellule del corpo che li ha generati. In seguito, quando la patologia avanza, si attivano ulteriori meccanismi di difesa ed inizia una seria infiammazione del vasi sanguigni e l’attacco a diversi organi con conseguenze anche molto importanti.

Alcune ricerche hanno evidenziato che le persone che soffrono di connettivite autoimmune possono avere un “difetto di apoptosi”, ossia un’anomalia sul meccanismo di morte cellulare programmata. In condizioni normali questo meccanismo contribuisce al mantenimento del numero di cellule nel corpo ma, in casi di anomalia, causa una eccessiva stimolazione del sistema immunitario.

Diagnosi e cura della connettivite autoimmune

Diagnosi e cura della connettivite autoimmuneQuando sono presenti alcuni sintomi che possono essere legati a queste patologie è importante rivolgersi a un medico reumatologo esperto che effettuerà alcuni esami di approfondimento. In particolare verranno effettuati specifici esami immunologici che hanno il fine di ricercare nel sangue le varie tipologie di anticorpi che sono stati prodotti contro alcune parti dell’organismo stesso. Una volta determinata la malattia sarà opportuno ripetere ciclicamente tali test per verificare l’andamento nel tempo la sua evoluzione.

La cura per trattare la connettivite autoimmune sarà altamente personalizzata e dipenderà dalla tipologia della malattia e dal paziente specifico. Sarà, comunque, principalmente basata su farmaci anti-infiammatori, cortisone o immunosoppressori.

Generalmente le connettiviti sono patologie croniche che possono essere tenute sotto controllo con terapie specifiche e conviverci, ossia la malattia è sempre presente ma i sintomi non sono evidenti e non danno problemi al paziente (remissione). Con le attuali terapie, invece, non si può guarire completamente.