Il 21 Settembre 2016 abbiamo intervistato il dott. Riccardo Bono, in occasione del secondo appuntamento con iDoctors Risponde.

Il dottore ha risposto in diretta sulla nostra pagina Facebook alle diverse domande dei nostri pazienti. Se sei interessato ai problemi di dermatologia leggi il testo dell’intervista.

 

Benvenuto al dottor Bono e al nostro secondo appuntamento con “iDoctors Risponde”.

Oggi il nostro focus è la salute della pelle, dei nei e dell’acne. Abbiamo ricevuto tantissime domande per lei, direi di iniziare subito. Parliamo di macchie scure. Melania, Lorena e Lucia ci chiedono come eliminare le macchie scure sul viso e sul corpo causate dal sole. Angela ci dice che nel suo caso compaiono anche con la protezione ultra 50: cosa possono fare?

DOTT. BONO: Dobbiamo distinguere le macchie, soprattutto presenti sul viso, in due gruppi: le macchie solari o senili, quei cerchiettini che vengono sul dorso delle mani, soprattutto nelle persone anziane, oppure il melasma. I melasma sono delle macchie più omogenee che vengono sulla fronte e bilateralmente sugli zigomi, quell’antipaticissima macchina che viene sul baffetto. Lì c’è un’accentuazione della produzione di pigmento da parte dei melanociti, dovuta a tanti fattori: la pillola, la gravidanza, sono scottature solari, certi farmaci. Effettivamente è un po’ complicato. È fondamentale comunque la fotoprotezione, io dico sempre, in maniera fobica, anche tutti i giorni, mettere una protezione solare. Poi ci sono degli schiarenti, sia in commercio che a livello galenico. Infine, ci sono dei trattamenti, sia attraverso peeling particolari, tipo lo yellow peel e quant’altro, e infine anche trattamenti laser, ad esempio, il laser frazionato. Ogni caso naturalmente va visionato e va selezionato.

Chiaro. Cinzia invece ci chiede se le macchioline scure color nocciola che vede sul viso possono essere macchie dovute all’età e se ci sono rimedi.

DOTT. BONO: In questo caso, invece, queste macchioline legate alla foto esposizione avvenuta nel tempo, c’è un laser specifico, il Laser Q-Switched che dà degli ottimi risultati, senza impegno particolare dal contesto del paziente, come dolore, croste o altro. Naturalmente va fatto in ambiente invernale, con risultati eccellenti, sempre facendo prima la diagnosi, selezionando il paziente con la giusta terapia.

Perfetto. Molti utenti le chiedono delucidazioni in merito alla psoriasi. È il caso di Katia, Celeste, Rosalba e Lucia, che ci dicono di soffrire di psoriasi, chiedendoci quale cura prevedere e se esistono terapie innovative, sperimentali e cure definitive. Ci chiedono inoltre se l’alimentazione incide sul fattore infiammazione e se è possibile risolvere con una lampada abbronzante.

DOTT. BONO: La psoriasi è un argomento enorme, ce l’ha quasi il 5 per cento della popolazione, chi ce l’ha di più, chi meno. Le domande sono pertinenti.

Intanto terapie innovative ci sono state, però, soprattutto terapie sistemiche, quindi per patologie estese tipo terapia biologica e quant’altro. Per quanto riguarda le forme localizzate, la terapia dermatologica rimane un caposaldo. L’alimentazione c’entra non tantissimo. Il sole sappiamo tutti che fa bene. Naturalmente è meglio quello estivo, in ambiente vacanziero e col mare ci aiuta; in inverno, anche con la terapia Uva o raggi ultravioletti B a banda stretta, quindi la fototerapia è un valido ausilio.

Rimanendo sull’argomento, Francesco ci chiede se la forfora persistente, a macchie, con eruzione può essere sintomo di una psoriasi.

DOTT. BONO: Molto spesso invece la dermatite seborroica che colpisce il bordo del cuoio capelluto ha dei sintomi simili alla psoriasi, tant’è che in certe forme si chiama sebo-psoriasi, però solo la formula con queste chiazze, non è possibile fare diagnosi, quanto meno a distanza. Se invece diventano placche dure, ispessite e resistenti, possiamo definirla psoriasi.

Quindi, possiamo parlare di dermatite seborroica adesso.

DOTT. BONO: Direi di sì.

Francesco, Simona, Mino, Elisabetta a Julia ci chiedono se esistono trattamenti nuovi in merito, o metodi per curarla definitivamente.

DOTT. BONO: Essendo la dermatite seborroica una cugina della psoriasi, quindi una patologia costituzionale, la parola fine è difficile porla. Ci sono eventi scatenanti come lo stress, situazioni particolari e ci sono eventi favorevoli come la stagione estiva, le vacanze e il sole, anche in questo caso. Emollienti sono sempre ben accetti. Un pizzico di cortisone nelle fasi più acute, sempre a livello locale e farmaci adatti alla dermatite seborroica. Però la parola fine nessuno può garantirla.

Elisabetta ci chiede, in merito: mia figlia ha una dermatite seborroica sul cuoio capelluto, con conseguente caduta dei capelli. Aggiunge anche che ha l’ovaio policistico e qualche nodulo alla tiroide. Ha solo diciannove anni: cosa dovrebbe fare per risolvere il problema della caduta?

DOTT. BONO: Sicuramente non è associata la dermatite seborroica, la quale, come psoriasi, non fa cadere i capelli. Invece, il quadro ormonale sia ovarico, soprattutto, ma anche tiroideo, può essere un buon motivo per la caduta dei capelli, quindi l’associazione tra dermatologo ed endocrinologo è fondamentale per la risoluzione di questo problema.

Passiamo a parlare di vitiligine. Federica ci chiede informazioni in merito ai diversi trattamenti per ridurre gli effetti della vitiligine, se ci sono rimedi naturali più funzionali di altri e se invece è già applicato il trapianto di melanociti, o se è ancora in fase di sperimentazione.

DOTT. BONO: Mi viene in mente subito per esempio il pepe nero, che è un ausilio. Fa parte dell’integrazione, non di un farmaco specifico, però nella vitiligine può dare dei risultati efficaci. Per quanto riguarda il trapianto di melanociti, non è sperimentale, è già stato applicato, ma va applicato su chiazze di vitiligine stabilizzate, non ad una patologia evolutiva.

Perfetto, grazie.

Adesso invece parlando di nei, i pazienti di Idoctors ci chiedono alcune informazioni: Irene ci chiede se i nei che danno prurito sono preoccupanti, mentre Pia ci chiede come comportarsi con i nei di colore blu.

DOTT. BONO: Il prurito è un sintomo che va considerato, però bisogna anche dire che è un sintomo troppo generico. Quindi, se il prurito è associato a una dinamicità del neo o ad altri sintomi oggettivi, lo possiamo considerare, però ripeto, il prurito sui nei, soprattutto su quei nei che sono un po’ rilevati, quindi sollecitati meccanicamente, è un fatto normale.

L’altra domanda era relativa al nevo blu. Il nevo blu è un è neo particolare, ma proprio perché è particolare ed è quasi sempre associato a benignità, lo possiamo definire un neo buonissimo, soprattutto se compare nei giovani adulti, soprattutto sulle braccia, se sono appena palpabili, e qualche volta anche un po’ scoloriti. Esiste anche il nevo blu maligno, ma è un evento rarissimo.

Grazie. Antonella ci racconta che suo figlio di tredici anni ha alcuni nei che cadono dopo essersi induriti un po’, lasciando una macchiolina bianca. Sono nei che si staccano senza motivo? Cosa deve fare?

DOTT. BONO: Ho un dubbio: o non sono nei, perché i nei non hanno questa dinamicità, oppure la signora intende i nei con alone: si forma un alone bianco che si chiama nevo di Sutto: è un alone bianco intorno al neo, che piano piano fa scomparire il neo. Questa è una procedura che soprattutto nei giovani è assolutamente tranquilla.

Per valutare queste situazioni, abbiamo a disposizione, a parte la visita di uno specialista esperto in lesioni pigmentate melanocitare, in una seconda fase, soprattutto per quei nei che hanno necessità di un approfondimento diagnostico, ma anche della possibilità di fare un follow up, l’utilizzo della video dermatoscopia, cioè un’apparecchiatura che permette di ingrandire il neo, vederlo attraverso l’interposizione di un livido, arrivando a vedere le strutture a livello giunsionale, che sono lì dove si fanno i ( incomprensibile: 00.07.44 ) delle lesioni melanocitarie, inquadrarle mapparle su una sagoma, avendo la possibilità, soprattutto in condizioni dove ci sono tantissimi nei, di ritrovarlo, e quindi, piccole modificazioni, soprattutto in tempi stretti, possiamo identificarle come lesione atipica. Altrimenti, la stabilità o piccole modificazioni, ma nell’ambito della benignità, ci rendono tranquilli.

Il prurito invece è un problema di cui soffrono molti dei nostri utenti. Ci hanno fatto diverse domande sul tema. Karen ci parla di un prurito al cuoio capelluto, mentre Mary di un prurito che viene subito dopo aver fatto la doccia, e in condizioni di umidità. Quali possono essere le cause e le cure? E quando si è associa a macchie bianche, come nel caso di Elisabetta?

DOTT. BONO: Intanto il prurito è un sintomo soggettivo, spesso legato anche al nostro stato umorale e psichico  e in questo momento siamo tutti un po’ sopra le righe. Però per le domande specifiche, al cuoio capelluto, escludendo pediculosi, pidocchi e altre cose, che mi sembra di poter escludere, la dermatite seborroica, per esempio, è un motivo di prurito al cuoio capelluto, oppure posizionare i capelli sempre in una determinata posizione, che rilasciando possono poi dare prurito e anche bruciore.

Per quanto riguarda gli altri pruriti, mi aiuti a ricordare…

Elisabetta dice che al prurito associa le macchie bianche.

DOTT. BONO: Le macchie bianche o sono la pitiriasi versicolor, cioè quel funghetto estivo che si associa all’umidità e a fattori soggettivi, quindi c’è prurito, o a una disidratazione della pelle, che porta a questa disomogenea pigmentazione, e ci può essere prurito anche in questo caso. Ricordiamoci, oltre che di bere molto, di idratare molto la pelle, specie le braccia e le gambe, perché quello, soprattutto in inverno, col clima secco, può indurre prurito.

Rimanendo in tema, Ilenia ci spiega di avere un prurito su tutto il corpo, che parte dal mento e arriva a orecchie, sopracciglia, arti superiori e inferiori. Nei punti in cui ha prurito, riscontra anche rossore e liquido al centro e prosegue con un dolore forte alle caviglie, tale da non riuscire a camminare. Il piede è edematoso, dolente e con rossore: cosa può fare?

DOTT. BONO: Il quadro mi sembra complesso, sia nell’estensione dei sintomi, ma anche con localizzazione a distanza.  Non mi espongo. Ha bisogno di una visita internistica, perché non vorrei che il prurito fosse il problema minore di una sindrome un pochettino più complessa.

È chiaro. Invece, riguardo all’acne, Gaia ci chiede: buonasera dottore, a seguito di un’acne fulminante, durata due anni e combattuta con cortisone, mio fratello ha la schiena piena di cicatrici molto profonde. Volevo sapere se esiste un trattamento per rimuoverle o attenuarle.

In merito, anche Susanna ci chiede come eliminare le cicatrici dovute all’acne.

DOTT. BONO: Dipende dal tipo di cicatrici, se sono a scodella, se sono ipertrofiche o se sono a pozzetto. Già lì abbiamo delle potenzialità maggiori o minori. È chiaro che se ci fosse la possibilità di eliminare le cicatrici, nessuno ce le avrebbe, ma modalità per migliorarle ce ne sono. Faccio l’esempio, o dei peeling profondi (una volta si faceva la dermoabrasione, ma adesso è stata un po’ abbandonata).

Adesso, oltre al laser resurfacing, che “sbuccia” la pelle, c’è il laser frazionato, che fatto in diverse sedute può dare dei miglioramenti. Pure qui, selezione a monte, parlare col paziente sui reali obiettivi che si possono raggiungere e poi eventualmente, col consenso del paziente si va avanti.

Grazie. Invece Maria si chiede come poter combattere l’acne rosacea.

DOTT. BONO: L’acne rosacea con l’acne giovanile c’entra pochissimo. È dovuta ad una complicazione della couperose, con delle piccole pustole date da un germe che abbiamo tutti noi sulla pelle. Va combattuta con prodotti che diminuiscono la vasodilatazione, con degli antibiotici specifici che abbassano questa contaminazione. Eventualmente, in seconda battuta, anche il laser specifico per le lesioni rosse, ad esempio il Dye Laser, può essere un fattore aggiuntivo favorevole.

Grazie. Stanno arrivando delle domande durante il live. In questo caso, Maria Cristina ci scrive: buonasera dottore, come si tolgono i grani di miglio?

I grani di miglio si tolgono in maniera molto semplice, a volte anche in maniera casareccia, o dall’estetista. Però, essendo l’equivalente del punto nero che si ossida con l’aria, ma è chiuso, quindi il sebo è sottostante, basta incidere in maniera dedicata e poi fare una piccola spremitura.

Preventivamente si possono utilizzare degli scrub e altre situazioni per non farli venire. Naturalmente, attenzione nelle zone perioculari, dove spesso vengono: lì ci vuole una mano ferma e magari un po’ di competenza maggiore.

DOTT. BONO: Grazie. Invece, parlando delle smagliature, Anna vuole sapere come eliminare le smagliature sulla pancia. Ci dice: sapevo che con la pietra pomice si possono combattere, è vero?

Le smagliature, insieme a tanti altri argomenti che abbiamo trattato stasera, sono le inefficienze della dermatologia e del dermatologo. Le smagliature sono delle cicatrici che hanno la loro larghezza e la loro profondità. Quello che possiamo fare oggi, attraverso il Laser Fraxel, è restringerle un pochettino ed equipararle, dopo diverse sedute. Capite che è un argomento in cui non si può dare la parola “scomparsa”, non è garantibile. Anche lì, dipende se sono quelle bianche o quelle rosse. Però, potenzialità ce ne sono, non per farle scomparire, ma in parte per prevenirle e in parte per correggerle.

Invece adesso parliamo il lupus eritematoso. Manuela ed Enza ci chiedoon un consiglio su come combatterlo.

DOTT. BONO: Il lupus eritematoso va diviso in cronico, quindi solamente cutaneo, subacuto e sistemico.

Io spero che loro che ci chiamano parlino solo del cronico. Qui ci sono terapie dermatologiche, supporto con gli antimalarici e antinfiammatori. Pure qui un po’ mi riservo di limitare la risposta, perché ripeto, è fondamentale distinguere tra lupus solo cutaneo e quello sistemico, che coinvolge reni, polmoni e quant’altro, quindi non è una risposta da dare in poche parole.

Grazie. Adesso parliamo di funghi. Simona ci chiede: salve dottore, ho problemi di funghi dopo aver fatto una cura per bocca, tramite fluconazolo, per circa tre mesi di seguito, durante l’inverno scorso. Questa estate, nonostante la protezione 50, mi sono ricomparsi sempre negli stessi punti della schiena, e soprattutto sul décolleté.  Cosa posso fare?

DOTT. BONO: Il quadro si chiama pitiriasi versicolor, che va distinta dalle tigne dovute agli animali ed è dovuta fondamentalmente a tre motivi: predisposizione soggettiva, clima caldo-umido e un po’ di stress psicofisico. Capite che queste tre condizioni possono riprodursi negli anni successivi.

La cosa da sapere, fondamentale, primo è che non si attacca a nessuno, si può trasmettere solo ai figli come predisposizione, ma l’altra cosa importante è che alla fine della cura, le macchie bianche, lisce, non furfuracee, rimangono perché la pelle piano piano si deve ricolorare. Quindi, la permanenza di queste chiazze lisce e fisse non vuol dire che c’è ancora il fungo, ma è stato guarito e bisogna solo aspettare.

Adesso torniamo alle domande degli utenti live. Giovanna ci dice: mio figlio ha un neo molto grande dietro al collo, cosa  devo fare?

DOTT. BONO: I nei grandi dietro al collo spesso sono i nei più buoni di tutti, soprattutto se è arrivato a queste dimensioni pian piano nel tempo. Lì si pone prevalentemente un problema o estetico, o di disturbo meccanico, nel senso che viene facilmente sollecitato. In questi casi, i nei si tolgono tutti con l’asportazione chirurgica e conseguente esame istologico. La necessità di farlo, mi sento di dire, in questi casi di nei benigni, dipende dall’utente, se ha una necessità estetica o una necessità di ingombro fisico.

Passiamo adesso all’ultima domanda: riguarda le verruche. Pina ci dice: ho una macchia di verruca sulla tempia, prima era una goccia, ora è un po’ più grande: si ingrandisce sempre o rimane così?

DOTT. BONO: Le verruche le identifichiamo in due modi: o le verruche virali, e qui è tutto un discorso ( incomprensibile: 00.16.01 ) o le verruche seborroiche, che invece sono un discorso diverso. Se si tratta di verruche virali, possiamo tranquillamente trattarle coi mezzi fisici che conosciamo, con la crioterapia, con il laser o qualche prodotto topico. Altrimenti, le verruche seborroiche, che vengono in età un pochettino più avanzata, vengono trattate con il laser, la crioterapia o un curettage.

Ci sono arrivate altre domande live.

DOTT. BONO: Con piacere.

Katia ci chiede: buonasera dottore, ho un neo grosso e molto spesso sul viso, cosa mi consiglia di fare?

DOTT. BONO: Se ti guardi e non ti piaci, possiamo parlarne tenendo presente che ogni volta che facciamo un’asportazione chirurgica, inevitabilmente rimane un segno. Lì va ponderato qual è il vantaggio tra il nevo brutto e l’asportazione e l’esito cicatriziale più o meno evidente: però queste sono le condizioni. Solo in casi particolari, dove il nevo è acromico ed è totalmente sicuramente benigno, si può ipotizzare un trattamento laser. Però qui va valutata la situazione, controllando.

È chiaro. Dal live, ci ringraziamo e anche noi la ringraziamo.

DOTT. BONO: Io credo di aver omesso una risposta, a proposito di un prurito dopo la doccia, che mi è rivenuto in mente adesso. Si chiama prurito acquagenico. È una delle cose a cui, non riusciamo, come avete capito, tante volte in dermatologia, a dare una risposta certa. È l’induzione dell’orticaria o del prurito o da freddo, o da caldo, o altre cose: antistaminici topici e un po’ di pazienza aspettando che passi.

Grazie per il suo tempo, dottore. Ci sono ancora tantissime domande per lei, a cui proveremo a dare risposta nei prossimi giorni.

Un saluto a tutti, ai nostri utenti e al prossimo appuntamento con “Idoctors risponde”.

DOTT. BONO: Buonasera a tutti. Grazie.