L’insonnia è la difficoltà o incapacità a prendere sonno, o la tendenza ad avere un sonno non riposante. È una patologia che spesso viene sottovalutata o non riportata al proprio medico, nonostante possa rivelarsi profondamente invalidante, e spesso possa essere guarita.

L’insonnia affligge moltissime persone nel mondo e si stima che circa 22 milioni di pazienti ne soffrano, solamente in Italia. Vedremo insieme quali sono le cause più comuni che determinano l’insorgere dell’insonnia, e quali sono i metodi più efficaci e gli accorgimenti da mettere in atto per curarla.

Trova su iDoctors un Psicologo vicino a te!

Come classificare l’insonnia

InsonniaVari pazienti che si rivolgono al proprio medico di fiducia possono dichiarare sintomi anche molto diversi dell’insonnia, che si può classificare in diverse tipologie, sulla base di alcuni parametri, come la durata oppure il momento di insorgenza durante la notte.

Se infatti classifichiamo l’insonnia in base alla durata, potremo distinguerla in insonnia transitoria, breve oppure di lunga durata.

La prima tipologia è quella dell’ insonnia transitoria, dura pochi giorni e coincide di solito con una situazione di stress o con cause esterne vissute dal paziente, come ad esempio una variazione di fuso orario dopo un volo di lungo raggio.

La seconda tipologia di insonnia classificabile in base alla durata è l’ insonnia breve, che dura poche settimane ed è determinata dalle stesse cause di quella transitoria, ma in quel caso gli stress sono prolungati.

Abbiamo poi infine quella che probabilmente è la tipologia più insidiosa e fastidiosa di insonnia: l’ insonnia di lunga durata, quella che si verifica se lo stato di insonnia persiste per più di un mese.

Un altro parametro che spesso viene utilizzato per classificare il tipo di insonnia è il momento della notte in cui questa si verifica. Se infatti si fatica a prendere sonno quando ci si mette al letto, si parlerà di insonnia iniziale; se invece si ha il sonno molto leggero e si tende a svegliarsi nel mezzo del proprio sonno, spesso non riuscendo poi ad addormentarsi per un lungo periodo di tempo, si parlerà di insonnia centrale. Se infine ci si sveglia dopo aver dormito solo poche ore, quando sta albeggiando, la diagnosi sarà quella di insonnia terminale.

Le cause dell’insonnia

Per lo specialista, sarà cruciale individuare il tipo di insonnia, per stabilire la cura più efficace. Sarà inoltre importante investigarne la causa che genera nel paziente.

L’insonnia può avere, in generale, due cause: situazionali o non situazionali.

Le insonnie situazionali si verificano a causa di elementi estrinseci o intrinseci al paziente. Nel primo caso, potrebbero esserci dei fattori di disturbo ambientali, come ad esempio dei rumori che vengono percepiti durante o prima del sonno, oppure potrebbe essere riconducibile a un cambiamento di abitudini, come quando si dorme in un letto che non è il proprio, oppure all’assunzione di sostanze che possono alterare il ritmo del sonno.

Esistono poi casi in cui le insonnie situazionali sono causate da cambiamenti non fisiologici. Parliamo in questo caso di sindrome da jet-leg, se il paziente sta affrontando un cambiamento di fuso orario, che di solito viene assorbito in un periodo di tempo compreso tra i 2 ed i 5 giorni, oppure di sindrome dei turnisti.

Ci sono poi quelle insonnie situazionali che derivano da altre patologie, fisiche oppure psicologiche. Alcuni esempi possono essere le insonnie che derivano da patologie dolorose che impediscono o disturbano il sonno, oppure nel caso del ricovero ci può essere difficoltà ad avere un sonno ristoratore. Anche i disturbi psicologici possono influire sul sonno e causare insonnia, come per esempio quando si sta affrontando un lutto o un periodo particolarmente stressante.

Le insonnie non situazionali possono a loro volta classificarsi in primarie e non. Per rientrare nella prima categoria, le insonnie possono essere associate a malattie psichiatriche, come disturbi post-traumatici da stress, oppure a disturbi di tipo neurologico. Le insonnie non situazionali primarie sono invece quelle non causate da malattie organiche, disturbi psichiatrici e così via.

I sintomi dell’insonnia

L’insonnia, causando dei disturbi del sonno, ha implicazioni anche importanti sulla quotidianità di chi ne soffre. La privazione del sonno, soprattutto se prolungata nel tempo, può infatti rendere maggiormente difficile affrontare circostanze stressanti, creare difficoltà sul lavoro oppure all’interno della propria sfera familiare. Chi dorme poco, quindi per esempio chi soffre di insonnia cronica, lamenta spesso difficoltà a prendere decisioni, a svolgere attività fisica. Ha inoltre spesso un umore peggiore di chi non soffre di insonnia, ed è maggiormente esposto ad ansia, stress e problemi mnemonici.

Come curare l’insonnia

Ci sono una serie di trattamenti che possono essere previsti, dopo una diagnosi adeguata, per i pazienti afflitti dall’insonnia. In alcuni casi, quelli soprattutto in cui l’insonnia è determinata da agenti esterni, un primo tentativo per curarla potrebbe essere quello di rimuovere le cause che la determinano, prendere le precauzioni del caso, rimuovendo per esempio i rumori molesti.

Sarebbe buona norma, sia che si sia afflitti da insonnia che non, mantenere degli orari per coricarsi del alzarsi quanto più costanti possibili, assicurarsi che la propria stanza da letto non sia troppo calda, non ci siano luci che possano infastidire il sonno, e nemmeno rumori che potrebbero disturbare. Inoltre, bisognerà scegliere un cuscino e un materasso che assicurino comodità e un buon supporto alla schiena.

In generale, prima di andare a dormire è sconsigliato svolgere attività fisica, che invece dovrebbe essere svolta regolarmente durante il giorno, non mangiare subito prima di coricarsi, e non consumare alcolici o cibi che richiedono una lunga digestione.

Ci sono invece altri casi in cui lo specialista, dopo aver visitato il paziente affetto da insonnia, gli consiglierà l’assunzione di farmaci. I farmaci utilizzati per la cura dell’insonnia sono i cosiddetti farmaci ipnoinducenti, che vengono appunto utilizzati per indurre il sonno nel paziente, e che possono talvolta venire integrati e arricchiti da strategie non a base di farmaci.

Fonte: https://sleepfoundation.org