Durante il passaggio del feto nel canale del parto o durante la sua espulsione o infine fuoriuscita, si potrebbe andare incontro a situazioni complicate che a loro volta potrebbero provocare danni quasi sempre temporanei al neonato. Per essere più precisi, i neonati potrebbero subire traumi; è stato calcolato che circa 10 su 1.000 neonati potrebbero esserne vittime.

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Quali traumi potrebbero presentarsi?

Cefaloematoma

Questo tipo di trauma che come dice il nome è caratterizzato da un ematoma sull’encefalo del neonato è abbastanza frequente, poiché è dovuto ad uno straripamento di sangue dalla membrana che riveste le ossa del cranio e le ossa stesse. È riscontrabile generalmente nelle ossa parietali, più che in quelle occipitali e, dal punto di vista clinico, appare 12-24 ore dopo la nascita. Il cefaloematoma può essere esterno – che è quello appena descritto – interno, se lo stravaso avviene all’interno del cranio, o infine, comunicante quando le due parti presentano entrambe un ematoma tra i due confini, esterno ed interno, che delimitano il cranio.

Neoplasia da parto

Se i tessuti molli della testa presentano una particolare tumefazione del capo, formatasi presumibilmente mentre il nascituro passa attraverso il canale del parto prima di uscire; anche se chiamata neoplasia, si tratta di un problema risolvibile dopo pochi giorni, in quanto si riassorbe quasi sempre.

Emorragia sub-congiuntivale

Se negli occhi del neonato compaiono sotto la congiuntiva arrossamenti, questi sono spiegabili con una probabile rottura dei vasi sanguigni interni. Si può verificare solo in un occhio o in entrambi. Generalmente è una condizione che tende a passare dopo alcuni giorni ovvero più o meno 7 o 10.

Uso del Forcipe

Talvolta sul volto o in altre parti del corpo compaiono degli ematomi, causati da strumenti come forcipe o ventosa.

Paralisi facciale e brachiale

Si tratta di una situazione che comporta una paralisi del volto dovuta al danno provocato dal travaglio, nel momento in cui il volto del neonato preme verso l’uscita; in questa situazione potrebbe danneggiarsi il nervo del volto (che potrebbe avvenire anche se viene usato il forcipe). E’ facilmente riconoscibile particolarmente se il neonato piange e si nota un blocco di un lato facciale incluso un occhio che rimane aperto; il più delle volte il nervo ha subito una semplice contusione e in tempi ragionevolmente brevi si ritorna alla normalità.

Per quanto riguarda, invece, la paralisi brachiale, essa si verifica quando vengono coinvolti i nervi che regolano i movimenti del braccio e della mano. Si riscontra più di frequente quando il neonato nasce con problemi di distocia, in quanto la posizione del neonato è tale da creare difficoltà, uscendo di spalla. In questo caso, i muscoli che permettono i movimenti del braccio e della mano sono temporaneamente compromessi: tuttavia, si possono presentare due situazioni ovvero nella prima, nota col nome di morbo di Duchenne, la paralisi si limita ai muscoli del braccio; nella seconda abbiamo invece il coinvolgimento completo dell’arto superiore (spallo, braccio, mano e talvolta dita). Spetterà all’ortopedico decidere se è il caso di intervenire e come, anche se, spesso, dopo qualche settimana e grazie all’aiuto di un fisiatra o fisioterapista, l’arto tende a risistemarsi.

Frattura

Tra le fratture, quella più comune riguarda la clavicola che potrebbe incrinarsi o rompersi durante l’espulsione o il parto stesso. Quasi sempre si guarisce spontaneamente, ma va fatta attenzione a quando si muove il braccio del neonato o meglio quest’ultimo va sollevato evitando di fargli alzare le braccia. E’ consigliabile rivolgersi comunque all’ortopedico per valutare se è il caso di adottare qualche soluzione o si può lasciare che si risolva spontaneamente.

Quali sono le situazioni che favoriscono un trauma da parto?

E’utile precisare che: se i neonati pesano più di 4 Kg (macrosomia), se nascono prematuri (prima della 37ma settimana), se c’è un problema di dimensioni tra la testa e la pelvi materna (spesso viene sconsigliato il parto per via vaginale), se il travaglio e parto sono particolarmente complicati o prolungati o se, infine, la posizione del feto alla nascita è podalica (i piedi escono per primi) il neonato potrà presentare esiti di un trauma che vanno dall’ematoma alla frattura di un arto, specialmente quello superiore.   

Conclusioni

Le lesioni da trauma da parto sono sempre più rare, grazie al ricorso del taglio cesareo. Ciò non vuol dire che non si possa partorire per via vaginale, ma solo che il vostro ginecologo/ostetrico dovrà valutare con calma ed attenzione il vostro caso, come evolve la gravidanza, come cresce il feto, com’è il rapporto di utero e testa del nascituro. Nell’eventualità si decida per il parto spontaneo, bisogna rimanere tranquilli poiché i cosiddetti traumi, che potrebbero spaventare, tendono a risolversi in tempi più o meni e spontaneamente; nei casi più complicati, lo specialista chiederà consiglio o lascerà decidere l’ortopedico sul da farsi. La paralisi brachiale appartiene alle complicanze, poiché potrebbe – anche se raramente – che il recupero possa essere molto lento o parziale (non al 100%: riduzione di alcune funzioni).

FONTE: Manuale di pediatria a cura di Schwarz.