“Caron occhi di bragia” così scrisse Dante nel III canto dell’Inferno riferendosi a Caronte, il traghettatore che spingeva in questo girone gli ignavi tra i quali papa Celestino V.
In realtà gli occhi rossi sono molto frequenti e solitamente sono riconducibili ad allergie o congiuntiviti negli adulti e nei bambini. La nostra attenzione sarà qui rivolta agli occhi rossi in età pediatrica, a causa dei quali può essere necessaria la collaborazione tra pediatra ed oculista a sua volta preferibilmente specialista in oculistica pediatrica.

Quali sono le cause degli occhi rossi?

La condizioni in grado di determinare un occhio rosso possono essere molteplici e il pediatra dovrebbe valutare se può gestirlo da solo o se è meglio avvalersi della consulenza di un collega, oculista.
Oltre alle congiuntiviti allergiche o infettive, l’occhio rosso può essere causato da piccole abrasioni superficiali della congiuntiva.
Per riuscire a capire quindi il motivo che ha comportato tale arrossamento, lo specialista dovrà sapere da quanto tempo è così, se sente dolore, se il sintomo peggiora con l’esposizione solare o alla luce artificiale. Un altro elemento essenziale da valutare è la presenza di una secrezione acquosa o purulenta o infine ematica dall’occhio. Bisognerebbe poi essere a conoscenza se nei luoghi frequentati dal bambino esistono già casi analoghi e in tal caso si parla di congiuntivite epidemica o se i genitori soffrono di allergie e dunque la congiuntivite è di tipo reattivo.
In ultima analisi, si potrebbe ipotizzare un’artrite reumatoide giovanile o altre malattie di tipo sistemico che influiscono sulla congiuntiva, portando all’arrossamento.
Tornando alle cause più frequenti di arrossamento oculare dobbiamo parlare di:
Congiuntiviti allergiche: interessano per lo più entrambi gli occhi, ricorrono spesso in primavera e sono associate a riniti.
Congiuntivi infettive: si ha una sensazione di sabbia negli occhi, si soffre di fotofobia (fastidio con la luce solare o artificiale) e si ha una secrezione di muco purulento. Infine si possono avere le palpebre attaccate (adesione palpebrale).
Congiuntiviti da sostanze irritanti: frequentemente è dovuta all’ingresso nell’occhio di qualche microscopico granello di polvere o qualche altro corpo estraneo o gocce di detergenti, nonché fumo.
Congiuntiviti post-traumatiche: derivano da abrasioni o ulcerazioni congiuntivali.
Congiuntiviti virali: la presenza di un’infezione come per esempio l’herpes che determina la formazione di vescicole sulle palpebre o anche infezioni dovute al virus influenzale.

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Come decorrono?

Le congiuntivi batteriche nella maggior parte dei casi sono patologie benigne per le quali bisogna solo prestare un po’ di cautela per non aumentare il bruciore e la secrezione. La superficie oculare è fisiologicamente colonizzata da una flora batterica non patogena, che esercita insieme al lavaggio operato dalle lacrime contenenti una sostanza antivirale, il lisozima, una protezione nei confronti di germi patogeni; questa barriera è difficilmente superabile.
Nei bambini le forme di congiuntiviti differiscono in base all’età: dopo i 3 anni, infatti, ricorrono meno rispetto al tempo precedente, in quanto nei primissimi anni, l’occhio è sottoposto a secrezioni purulenti dovute a problemi di occlusione del dotto naso-lacrimale. Andando ancora più indietro, al momento del parto l’occhio del neonato potrebbe prendere qualche germe nel canale del parto e si potrebbe generare un’infezione oculare. La profilassi è immediata e viene utilizzato subito dopo la nascita un collirio antibiotico.

Come si può prevenire?

Le attenzioni menzionate in precedenza sono abituare il bimbo a non toccarsi mai gli occhi con le mani sporche, a stare lontano da tutte le sostanze tossiche o che possono irritare ed infine usare occhiali con lenti e filtri che proteggono dai raggi ultravioletti.

Si dice che anche una dieta basata su alimenti contenenti vitamina C, vitamina D, zinco nelle dosi consigliate per bambini possono aiutare e rinforzare le difese immunitarie. Certo si tratta di una forma preventiva che non dà una garanzia assoluta, ma dal momento che una dieta sana può far bene sarebbe il caso di seguirla.

Come si cura l’occhio rosso?

Il pediatra dovrà accertare la natura valutando la presenza di altri sintomi come una rinite allergica o un’infezione delle alte vie respiratorie. Si dovranno assumere colliri antiinfiammatori o antibiotici per combattere una congiuntivite virale. Se però la terapia non ha successo bisogna rivolgersi all’oculista, il quale analizzerà il tipo di secrezione oculare per individuare quale germe potrebbe essere quello patogeno.
Se l’esame porta ad una forma allergica, esistono gli antistaminici anche omeopatici da assumere per via orale o oculare. Infine c’è la terapia antibiotica generalmente seguita nei soggetti affetti da batteri ben individuati attraverso l’antibiogramma. Se si preferiscono i metodi naturali o omeopatici si può ricorrere ad impacchi di camomilla; questi alleviano i sintomi quali il bruciore e il gonfiore.

Conclusioni

L’occhio rosso e in particolare nel bambino è molto frequente, specie in tenera età, quando ancora non si sono completamente formati tutti gli anelli concatenanti dell’occhio, del naso e delle orecchie. È facilmente trasmissibile in caso di congiuntivite virale/batterica da individuo ad individuo che frequenta lo stessa ambiente. L’uso di colliri vasocostrittori è controindicato. Vi sono alcune forme resistenti poiché derivate da malattie sistemiche che necessitano l’intervento dello specialista per essere curate.

FONTE: Medicina d’emergenza a cura di M. Altieri e A. Delfino