Con il termine atopia si intende un insieme di manifestazioni a carico dei vari apparati di un bambino che riconoscono una causa allergica su predisposizione genetica. I bambini hanno uno stato di alterata reattività nei confronti dei comuni antigeni ambientali ed alimentari. Gli organi bersaglio sono rappresentati dalla cute, dal polmone, dal tratto gastro-enterico, dal naso. I greci usavano atopia che veniva tradotta con “malattia bizzarra ed eccentrica” e la stessa cosa vale per i latini che menzionano questa forma di allergia per la prima volta con Svetonio che descrisse la vita dell’imperatore Ottaviano Augusto che ne fu affetto.

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Quali possono essere le cause?

Solitamente le cause vanno viste nella predisposizione genetica insieme ad altri fattori correlati come: inquinamento atmosferico o persino eccesso di igiene.

Se si tratta di problemi di tipo genetico, va detto che i geni sono variabili e differiscono da soggetto a soggetto, anche se le manifestazioni sono le medesime ovvero trattarsi di espressione fenotipica. Un’altra differenza è da cogliere nell’atopia che si manifesta nelle persone sensibili: la sintomatologia e gli effetti cambiano a seconda dell’ambiente o del momento vissuto dalla persona colpita.

Un’altra causa va vista da alcuni fattori scatenati dall’assunzione di alcuni alimenti: una disfunzione nella barriera cutanea permette la penetrazione di alcuni agenti o sostanze allergizzanti.

Quali sono i sintomi che portano il dermatologo alla diagnosi di atopia?

Una visita dermatologica metterà in luce i due tipi di dermatite atopica che si distingue in acuta/essudativa, dermatite di tipo cronico. Per quanto riguarda la prima bisogna dire che si tratta di una dermatite caratterizzata da un’infiammazione cutanea con presenza di fessurazioni dalle quali fuoriesce siero con conseguente formazione di piccole crosticine; talvolta può andare incontro ad infezione superficiale. La dermatite atopica cronica si manifesta con piccole lesioni ed un ispessimento della cute. Questa inizia in età neonatale più o meno intorno al secondo o terzo mese. Si vedono neoformazioni eczematose cutanee che iniziano dalla testa per poi scendere sul volto. Se il bambino ha tra i 2 e i 10 anni, l’atopia è individuabile attraverso lesioni a livello delle palpebre, il collo, i polsi, le caviglie; nell’adolescente le zone sono oltre al collo e al gomito, dietro il ginocchio (o più precisamente nel cavo popliteo). Analizzando i sintomi visibili è utile sapere quali sono ovvero prurito, secchezza cutanea, eczema più o meno diffuso.

Vi sono però anche lievi alterazioni della temperatura, tosse asmatica, rinite allergica. Sono stati riscontrati inoltre altri disturbi dovuti alla condizione psicologica, in quanto è difficile per i bambini e per gli adolescenti accettare questi disturbi. Abbiamo quindi  ansia, insonnia, repentini cambi di umore, difficoltà di concentrazione. L’atopia potrebbe creare difficoltà anche ai genitori, poiché non è facile sapere cosa far indossare o cosa far mangiare se non si parla con lo specialista e non si fanno le prove allergologiche o si trovano altre soluzioni farmacologiche. L’atopia è un problema che affligge circa il 10-20% dei bambini e degli adolescenti.

Quali sono le terapie?

Partendo dalla premessa che è particolarmente sconfiggere in modo radicale e permanente l’atopia soprattutto se cronica, cercheremo di scoprire tuttavia quali sono i trattamenti più comunemente seguiti. La cosa principale è la scoperta dell’allergene che provoca tali reazioni e i fattori predisponenti che saranno da evitare.

Detto questo possono giovare terapie a base di cortisone in creme o pomate da applicare localmente o farmaci immunosoppressori ed antistaminici per diminuire il prurito. Se la causa è però di tipo batterico o virale sono abbastanza efficaci antibiotici specifici o la fototerapia contro le allergie, ma va valutato il tipo di pelle. Qualsiasi sia la terapia scelta il fine può essere di tipo gestionale, preventivo della riacutizzazione, ridurre le complicazioni. Si inizia dal cambiamento della dieta e dall’allontanamento dai tessuti che creano l’allergia; si continua poi con i farmaci dati gradualmente considerando i sintomi.

Conclusioni

La dermatite atopica colpisce per lo più neonati ed adolescenti, ma nel caso di atopia cronica continua durante tutta la vita. La gravità è variabile, ma in genere, se inizia in età neonatale le manifestazioni cliniche sono più gravi e più durature poiché si abbina all’asma, alla rinite e alla congiuntivite allergiche. È un problema comunque di sanità pubblica a livello mondiale e la percentuale si aggira intorno al 10-20% nelle classi sociali più benestanti e intorno al 50% se inizia in età neonatale. L’inquinamento del resto è un problema globale che andrebbe affrontato con più serietà per rendere sempre più efficaci le terapie e le cure suggerite da dermatologi ed allergologi.

FONTE: Pediatria pratica a cura di G. Boni.