I falsi corpi mobili sono oggetti che si muovono entro il campo visivo, ma che non corrispondono agli oggetti reali che si hanno davanti. Potrebbero presentarsi sotto forma di un addensamento puntiforme o filiforme o ancora brandelli che proiettano la loro ombra sulla retina. Si notano maggiormente quando si fissa una parete bianca o uno sfondo a tinta unita e sembra comparire un cielo azzurro limpido.

Cos’è il corpo vitreo?

Dietro il cristallino dell’occhio e davanti alla retina è situato il corpo vitreo che rappresenta circa i 2/3 del globo oculare. È un tessuto connettivo trasparente gelatinoso contenuto all’interno di una capsula ovvero una camera vitrea.

Il gel vitreale è formato dal 995 di acqua e l’1% da fibre collagene che formano l’impalcatura. Il corpo vitreo ha una funzione di nutrimento dei tessuti all’interno dell’occhio, una funzione ottica per la trasmissione dei raggi luminosi alla retina, un supporto per il mantenimento della forma e consistenza dell’occhio.

Trova su iDoctors un Oculista vicino a te!

Cosa può succedere al corpo vitreo?

Dopo i 50 anni il corpo vitreo potrebbe iniziare la sua degenerazione e un po’ prima nei miopi, il che significa che la componente gelatinosa inizia a fluidificare e potrebbero formarsi delle lacune. Le fibre collagene che delimitano queste tendono a frammentarsi e a cambiare forma venendo a somigliare ad una ragnatela caratterizzata da una rete filiforme intrecciata.

Di conseguenza iniziano a comparire ombre mobili nel corpo visivo che seguono gli spostamenti del globo oculare: chi ne è colpito descrive questi come capelli, mosche volanti, brandelli di stoffa, ma l’acuità visiva non ne risente.

Perchè succede?

Le motivazioni possono essere molteplici: si va da cause idiopatiche ovvero sconosciute, ad esiti infiammatori endooculari, emorragie, distacchi vitreali. Il vitreo può distaccarsi e si hanno diversi sintomi quali improvvisa comparsa di numerosi corpi mobili accompagnate da sensazioni luminose o lampi.

Di per sé il distacco vitreale non è un’evenienza preoccupante a meno che non venga coinvolta la retina e si abbia il distacco retinico. Si possono verificare rottura di capillari ed emorragie all’interno del vitreo che riassorbendosi lascia strie di fibrina.

Come viene scoperta la presenza di corpi mobili vitreali?

L’oculista inizia a chiedere la storia clinica, come e quando è comparso il sintomo, quale forma e quale grandezza hanno i corpi mobili. Inoltre è importante che all’oculista sia riferito se interessano un solo occhio o entrambi e se sono stati preceduti da trauma. Lo specialista analizzerà il visus chiedendo se si è notata una diminuzione e in caso di risposta affermativa si approfondirà l’esame.

Non solo procederà con la misurazione della vista ma anche con un esame del fondo oculare previa l’applicazione di un collirio che permette la dilatazione della pupilla, misurerà la pressione (tonometria) per conoscere all’interno; inoltre controllerà la cornea e la dolorabilità del globo oculare all’esterno.

Altri elementi scatenanti possono essere il diabete, una recente comparsa della miopia; tutto questo servirà alla diagnosi di distacco del vitreo con presenza o mena di piccole lacerazioni retiniche.

Quali sono i suggerimenti più frequenti?

Attualmente non vi sono farmaci specifici per il trattamento dei corpi mobili, ma il paziente deve abituarsi a questi fenomeni cercando di non fissarli, ma di eliminarli. Vi sono suggerimenti relativi ad una dieta che dovrebbe essere ricca di frutta e povera di grassi animali; bisognerebbe bere molta acqua per aiutare la componente acquosa del vitreo.

C’è anche chi suggerisce un apporto vitaminico e di Sali minerali attraverso integratori contenenti carnitina, lisina, tromelina. Nei casi più complicati di coinvolgimento retinico bisognerebbe far ricorso alla chirurgia per risolvere in modo permanente il problema con la vitreoctomia. È un intervento in cui si usa principalmente il laser per risolvere l’opacizzazione del corpo vitreo.

Conclusioni

La comparsa di mosche volanti è espressione di una destrutturazione del gel contenuto nel corpo vitreo. È una patologia benigna che può avere solo la complicanza di coinvolgere la retina.

L’oculista è in grado di fare la diagnosi con semplicità dopo una visita accurata e quindi vi saranno dati i consigli del caso.

Pur essendo una situazione che non desta particolare preoccupazione, è raccomandabile appurare nella visita non sia coinvolta la retina.       

Fonte: Oftalmologia Clinica a cura di N. Pescosolido