Tanto per capirsi è meglio iniziare dalla definizione del termine. Per elmintiasi si intende la presenza di vermi nell’intestino di una gestante. Esistono 3 varietà: i cestodi, i trematodi ed i nematodi.

I cestodi e i trematodi hanno una forma simile ed appartengono al gruppo dei platelminti poiché hanno una forma piatta; i nematodi hanno una forma cilindrica.

Si pensava che i vermi si trovassero prevalentemente nei paesi più poveri o in quelli dove l’igiene era trascurata, ma in realtà questa forma di parassitosi può manifestarsi ovunque e può interessare prevalentemente gestanti e bambini.

I tipi di vermi all’interno dei 3 gruppi che riguardano l’uomo sono numerosi, ma qui si parlerà in generale di quelli che scelgono come loro vittime le gestanti.

Trova su iDoctors un Ginecologo vicino a te!

Quali sono i tipi di vermi più diffuso nell’intestino delle gestanti?

L’infezione da ossiuri o enterobius vermicularis (ossiuriasi) rappresenta quella più frequente poiché il loro sviluppo e la loro riproduzione è piuttosto veloce. Una volta schiuse le uova, i vermi adulti si vanno a depositare nell’intestino tenue o ceco; il maschio dopo aver fecondato, ha vita breve e si elimina con le feci, mentre le femmine migrano nella regione anale. Dopo aver superato lo sfintere esterno, a contatto con l’aria si disintegrano lasciando però le loro uova nella zona perianale. Il mattino seguente sono già nate le larve pronte a reinfettare: il prurito è tale che la vittima cerca di toccarsi le parti colpite, lascia tracce negli indumenti intimi e toccando qualsiasi altro oggetto come per esempio le lenzuola o un asciugamano, anche altri componenti della famiglia possono essere contagiati.

Un’altra infezione può essere data dal verme appartenente alla famiglia Trichuris trichiuria. Si diffonde prevalentemente nelle zone calde e temperate e laddove si vive e si fa uso di concimi naturali come gli escrementi. Il contagio avviene bevendo acqua contaminata o ingerendo alimenti colpiti da uova mature.

Questi vermi risiedono prevalentemente nell’intestino crasso e sono caratterizzati da una forma sottile nella parte anteriore e da una più rigonfia in quella posteriore.

Un altro tipo abbastanza frequente è l’Ascaris lumbricoides sono più grandi rispetto agli altri (15-20 mm) e prediligono domiciliare nell’intestino tenue. Dalle uova  assunte quando si mangiano verdure crude lavate in modo inappropriato o con mani sporche o infine si beve acqua contaminata, nascono le larve; quest’ultime hanno circa 1 mese di incubazione, trascorso il quale si depositano sulle pareti intestinali. Talvolta penetrano oltre e vanno in circolo arrivando per via della circolazione sanguigna a diversi organi quali i polmoni, la trachea etc. .

Infine va menzionato un altro verme, lo Strongyloides stercoralis (Strongiloidiasi) che in Italia, prevalentemente, può insediarsi per via cutanea nell’intestino delle mondine che lavorano nelle risaie della pianura padana.

Di conseguenza andrebbero studiati i sintomi spia che portano al sospetto di elimintiasi soprattutto se in gravidanza e vediamo quali sono.

Quali sintomi fanno pensare a questa parassitosi?

Dal momento che i vermi femmina si collocano nella mucosa perianale, la donna inizia a sentire un forte prurito ed una modesta irritazione; talvolta migrano in vagina e quindi i medesimi fastidi si provano a livello vaginale.

Altri possono aggiungersi come nausea, diarrea prolungata nel tempo e tosse, ma il tutto dipende da dove si collocano esattamente e di che tipo sono. Si potrebbero aggiungere casi di anemia anche se più raramente,

Un semplice prurito e un’insignificante irritazione porta il ginecologo a diagnosticare all’inizio una candidosi poiché i sintomi sono gli stessi; in seguito con l’esame delle feci, la diagnosi è più chiara e preferibilmente da confermare con lo scotch-test eseguito al risveglio.

Si ritiene utile dare consigli ad una gestante, al fine di prevenire ogni tipo di parassitosi: la prima cosa riguarda il lavarsi molto bene le mani prima di lavare le verdure o qualsiasi alimento che viene consumato crudo.

La seconda consiste nel cercare di evitare il più possibile di entrare in contatto con terriccio dei campi coltivati o terra dei vasi e dei giardini ed infine non andrebbero usate e bevute acque provenienti dal pozzo, dalla cisterna o bacini dove i vermi potrebbero depositarsi. Va aggiunto che una sana alimentazione basata su carni e pesci ben cotti e nello stesso tempo provenienti da allevamenti sicuri può diminuire le probabilità del contagio.

In altre parole, se si aspetta un bambino è caldamente suggerito in primo luogo di bere acqua potabile o minerale e in secondo di cucinare bene gli alimenti che si ingeriscono e lavare in modo idoneo quelli crudi.

Come si cura l’ossiuriasi in gravidanza?

Numerosi sono i preparati attivi che agiscono sull’intestino: si potrebbe ricorrere come facevano gli antichi all’aglio, ai semi di zucca, al propoli, all’assafetida, al melograno ed infine ad oli ricchi di essenze. Ora di solito si ricorre a prodotti chimici e farmacologici, facendo attenzione a come si maneggiano gli oggetti da condividere con altri come lenzuola o biancheria intima riposte in armadi utilizzati da partner e figli. È opportuno inoltre testare anche tutti i componenti, che se risultano non contagiati dovrebbero prevenire, mentre, se sono stati contagiati dovrebbero comportarsi con cautela in caso di contatto con altri bambini o adulti. Il lavarsi le mani, prima e dopo essere andati in bagno, è la prima regola da seguire per chi è stato colpito e per chi non lo è ancora è stato.

Se si vuole far ricorso ai farmaci si potrebbero provare quelli che hanno nella loro composizione sostanze chimiche quali l’albendazolo, il mebendazolo, il pirantel pamoato, ma solo ed esclusivamente seguendo la terapia prescritta dal vostro specialista (ginecologo, gastroenterologo, proctologo).

Conclusioni

Le infezioni parassitarie dell’intestino sono particolarmente diffuse nei paesi in via di sviluppo dove le condizioni economiche, sociali e sanitarie sono precarie. Nei paesi occidentali sono meno frequenti ma se si è in gravidanza bisogna comunque fare attenzione e cercare di prevenirle. Il problema nelle gestanti è fare una diagnosi sicura in quanto molti dei sintomi sono aspecifici e da soli non permettono l’individuazione della parassitosi; è opportuno fare dei test per essere più sicuri di cosa provochi diarrea, nausea o dolori addominali.

La gravidanza non è di solito compromessa in caso di elmintiasi, e il feto non subisce danno di alcun tipo; va fatta attenzione all’alimentazione e alla cottura degli alimenti nonché al lavaggio e alla custodia dei propri indumenti in caso di infezione o parassitosi per non infettare gli altri componenti della famiglia.

FONTE: Parassitologia medica illustrata a cura di Gabriella Cancrini, 2015.