L’eccessiva lacrimazione definita scientificamente epifora porta le persone dall’oculista. Lo specialista provvederà ad esaminare gli occhi cercando di capire se si tratta di un disturbo oculare o di una patologia degli occhi. Generalmente è un segno che o scompare da solo, o è indice di alcune condizioni patologiche abbastanza comuni quali la congiuntivite, l’uveite, l’entropion, la blefarite ed altre ancora.

Quali sono le cause di questo disturbo?

È stato riconosciuto che tre sono le cause principali: l’occlusione del sistema che porta al drenaggio delle lacrime nel naso (dacriostenosi), un’eccessiva produzione di lacrime dovuta ad irritazioni oculari, un problema alle palpebre (ectropion: palpebra rivolta verso l’esterno). Nel primo caso, quando c’è un’occlusione, le lacrime tendono a fuoriuscire dai canalicoli poiché il sacco lacrimale non riesce più a contenere le lacrime stesse che, appunto, traboccano e ristagnano nel sacco lacrimale. Qui si potrebbero venire a contatto con batteri e provocare anche infezioni a livello nasale (mucocele).

Se l’occlusione è relativa ai canalicoli, questa potrebbe essere causata da virus o da traumi. E’ un problema caratteristico dell’età neonatale che guarisce non appena il sistema drenante ha completato il suo sviluppo. Se dovesse permanere più a lungo ovvero fino al compimento di 1 anno, gli specialisti possono suggerire le vie per liberare i dotti.

Passando ora all’iper-produzione lacrimale le cause sono il più spesso legate a situazioni multifattoriali: fumo, ambienti particolarmente inquinati, contatto con cibi che possono provocare irritazione (cipolle per esempio), allergie oculari o traumi determinati dall’ingresso di un corpo estraneo (ciglia, granello di polvere, sabbia).

Quanto all’ultimo caso dell’entropion o ectropion il problema nasce dalla posizione o meglio rotazione anomala delle palpebre.

Un’altra causa può essere individuata nel film lacrimale ovvero potrebbe avere una quantità inferiore di acqua, proteine o lipidi o al contrario potrebbe contenere una quantità superiore alla norma. Nell’ultima condizione si assiste ad un’eccessiva produzione: in altre parole, dal momento che la pellicola lacrimale è insufficiente, le ghiandole si aiutano da sé. La trasformazione dei componenti del film lacrimale altro non è che la sindrome dell’occhio secco.

Se ad essere infiammate sono le palpebre, si assiste ad un’infiammazione di tipo cronico, chiamata blefarite, che dà occhi rossi, prurito, gonfiore, piccole crosticine e un dolore pungente. Anche in questo caso, sono le stesse ghiandole lacrimali ad attivarsi per far tornare la regolare funzionalità.

Rimanendo sulle palpebre, la loro battuta o difficoltà a farlo potrebbe far pensare ad una situazione morbosa come ad esempio la paralisi di Bell.   

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Come si formano le lacrime?

Cerchiamo però di capire da cosa sono generate le lacrime. Nella parte superiore delle palpebre si trovano le ghiandole lacrimali che hanno il compito di produrre le lacrime. Queste ultime formano una sorta di pellicola oleosa ovvero il film lacrimale che aiuta a mantenere l’occhio sempre pulito e lubrificato. Solitamente il volume delle lacrime è sempre lo stesso, poiché tutto ciò che viene prodotto in eccesso è gestito da un sistema di scarico.

Questo sistema è costituito da canalicoli, dal sacco lacrimale ed infine dal dotto lacrimale o nasolacrimale. Dal dotto lacrimale le lacrime vengono portate nel naso e poi in gola.

Se, però le ghiandole lacrimali sono troppo attive, o se il sistema drenante non funziona in modo adeguato, gli occhi lacrimano e bagnano le guance.

Sembra che ad essere più soggetti all’epifora siano i neonati e gli over 60.

Quali sono i sintomi?

I sintomi variano a seconda delle cause che provocano il disturbo o la patologia.

Se l’epifora è generata da una congiuntivite o da un’infiammazione oculare virale o allergica i sintomi sono bruciore, arrossamento oculare, gonfiore, prurito e secchezza.

Se si tratta di occhio secco, la sintomatologia è il più spesso caratterizzata da occhio affaticato, bruciore oculare, fotofobia (problemi con la luce), visione appannata.

Soffrendo di entropion i sintomi sono simili ai precedenti con l’aggiunta di una maggiore sensibilità al vento e un visus ridotto.

Quali terapie vengono consigliate?

Anche le terapie sono estremamente legate alle cause e ai sintomi. Se sono presenti infezioni batteriche vengono prescritti colliri antibiotici locali, se sono di tipo virale è consigliabile aspettare che si risolvano spontaneamente.

Nei neonati o negli adulti esistono sistemi per favorire il drenaggio o meglio si possono seguire alcuni consigli come il massaggio all’angolo degli occhi, previo un lavaggio accurato delle mani.

Quanto alle allergie, come in altri casi, si raccomandano antistaminici.

Quando è presente un corpo estraneo che non esce da solo, è necessario che lo specialista pensi a come rimuoverlo in ambulatorio.

Infine, nella situazione più grave di entropion o ectropion, l’unica soluzione è quella chirurgica.  

Conclusioni

Una lacrimazione continua è una condizione invalidante con riflessi negativi, a meno che non si è neonati. In caso di annebbiamento della vista o riduzione del visus infatti alcune attività potrebbero essere compromesse e quindi evitate o ridotte per quanto possibile. La diagnosi, il più spesso non è particolarmente difficile per l’oculista, il quale, escludendo alcune patologie suggerirà la migliore terapia; solo raramente e se l’entropion o l’ectropion sono particolarmente evidenti si ricorre alla chirurgia attraverso la quale con un intervento abbastanza semplice si potrà ridare alle palpebre la posizione normale. Molto spesso un trattamento precoce e mirato può evitare il ricorso alla chirurgia.

FONTE: Oftamologia Clinica a cura di N. Pescosolido