La dott.ssa Svitlana Kovalenko è Medico Chirurgo, Ecografista e Medico estetico, attualmente, esercita la sua professione a Roma.

Allo scopo di conoscerla meglio e presentarla agli utenti di iDoctors, le abbiamo rivolto qualche domanda.

 

Quando ha deciso di fare il medico?

Da sempre ho sognato di diventare un’insegnante di matematica. Mi piacevano molto l’algebra, la geometria e la fisica, che poi mi sarebbero state utili durante i miei studi universitari.

Un giorno, all’età di 16 anni, passando con mio padre davanti l’Università che ospitava la facoltà di Medicina a Kiev improvvisamente desiderai di diventare medico per aiutare con il mio lavoro persone con problemi di salute. I miei genitori appoggiarono la mia scelta.

Adesso a distanza di tempo posso dire che si tratta di un lavoro molto difficile per le responsabilità che mi devo assumere; tuttavia, quella del medico è un’attività che mi gratifica molto, quando vedo i miei pazienti soddisfatti e contenti.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

Anche nei momenti difficili non ho mai dubitato della mia scelta iniziale. Ho consolidato la convinzione di fare il medico grazie alla soddisfazione e riconoscenza dimostratami dalle persone che ho curato, le quali hanno apprezzato il mio lavoro.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Sia in Ucraina (mio paese di origine) che in Italia, all’inizio della mia carriera di medico ho incontrato dei colleghi che mi hanno aiutata nella crescita professionale e personale spingendomi a fare affidamento sui miei punti di forza.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Se dovessi dare un consiglio ad un collega all’inizio della sua carriera lo incoraggerei ad aggiornarsi continuamente e a tenere presente non solo l’aspetto strettamente medico ma gli suggerirei di non soffermarsi su un unico sintomo, ma di cercare sempre la causa che ha determinato il problema. Non è semplice, ma l’importante è considerare l’individuo nella sua complessità psico-fisica.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Durante la visita spesso, quotidianamente, capita di sentire dai pazienti informazioni sulla loro salute non del tutto veritiere e allo stesso tempo spesso risulta difficile convincere le persone ad affidarsi sin dall’inizio al medico curante senza riserve.

Statisticamente circa 90% degli utenti prendono informazioni sul web e sui social media. Purtroppo, spesso, secondo la mia esperienza professionale la maggior parte di queste informazioni sono poco affidabili perché non sempre provengono da ricerche scientifiche. È difficile a volte spiegare alle persone che una visita medica ed un esame obiettivo sono fondamentali per la corretta valutazione clinica e la scelta del percorso terapeutico, ma facendo ricorso alla mia capacità di persuasione professionale nella maggior parte dei casi riesco a convincere chi si rivolge a me.

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

Vi racconto un caso di medicina estetica che mi è accaduto 15 anni fa quando sono venute da me in studio due amiche; una aveva all’epoca 46 anni e già era stata sottoposta a diversi trattamenti di medicina estetica da circa otto anni; l’altra di 64 anni di età presentava importanti segni di foto e cronoaging e per la prima volta si era rivolta ad un medico estetico. La più giovane era convinta di conoscere bene i trattamenti di medicina estetica non invasiva e perciò aveva richiesto trattamenti da lei conosciuti per la sua amica. La motivazione delle richieste relative ai trattamenti da loro scelti si basava su  informazioni prese dal web e sull’esperienza dell’amica più giovane. Valutando bene le condizioni della più grande ho proposto un percorso terapeutico differente che permetteva di ottenere un buon risultato duraturo nel tempo. Probabilmente hanno sottovalutato la loro situazione estetica. Passati due mesi le due amiche sono ritornate da me spiegando che loro avevano provato a fare il trattamento proposto da un altro medico che non aveva avuto successo. In seguito, avevano riconosciuto la validità delle cure da me proposte e siamo diventate anche amiche.

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione? In cosa il web potrebbe essere d’aiuto al medico (che non esista già)?

Il web può aiutare il medico nella sua professione se ad utilizzare questo strumento ci siano medici professionalmente esperti e pertanto in grado di fornire informazioni scientifiche valide che possano raggiungere una vasta platea di utenti.