La dott.ssa Rossella Brunaccino è Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Generale e, attualmente, esercita la sua professione a Napoli.

Allo scopo di conoscerla meglio e presentarla agli utenti di iDoctors, le abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il chirurgo?

Ho deciso di fare il chirurgo al terzo anno di medicina, quando ho iniziato a frequentare la sala operatoria e ho visto operare il Prof. Francesco Corcione. Vedere all’opera un chirurgo della sua esperienza agire al tavolo operatorio con estrema naturalezza ha fatto nascere in me questa grande passione.

 

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Apprezzo molto la possibilità di fare diagnosi e di avere un ruolo fondamentale nella terapia attraverso il gesto chirurgico, cosa che non accade in altre branche della medicina. Senza dubbio, amo molto il rapporto che si stabilisce col paziente.

 

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

L’aspetto duro è dover comunicare delle brutte notizie ai pazienti e dover ammettere che la chirurgia ha un limite in alcune circostanze.

 

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Avrei di certo fatto l’architetto. Adoro il design e l’arredamento e nel mio tempo libero mi diletto a fare l’architetto per me stessa!

 

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

L’errore, ma forse lo rifarei altre mille volte, è stato di dedicarmi prima al lavoro e poi a me stessa.

 

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

All’inizio della specializzazione è stata dura. A soli 23 anni mi sono trovata d’improvviso ad essere medico con tutte le sue responsabilità, anche se, per affidarmi dei compiti importanti, probabilmente avevano testato le mie capacità e conoscenze. Ho dovuto combattere con la mia coscienza che non mi riteneva ancora all’altezza!

 

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Determinante nella mia carriera è stato certamente il periodo di formazione all’estero. Sono stata a Bruxelles col dott. Cadiere per un anno. E’ stato il periodo in cui ho capito che finalmente ero diventata un chirurgo.

 

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Gli consiglierei di seguire il suo istinto e di fare ciò che gli piace. Se si fa il lavoro scelto con passione si superano anche i momenti no, che, soprattutto agli inizi della carriera, sono tanti.

 

Cosa fa nel tempo libero?

Nel mio tempo libero amo leggere, fare sport, viaggiare, frequentare amici e partecipare ad eventi culturali, come mostre di pittura o arte moderna.

 

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

La cattiva informazione da parte dei pazienti è purtroppo molto frequente nelle fasce della popolazione meno scolarizzate, e questo determina sia ritardi nella diagnosi (perchè i pazienti sottovalutano sintomi importanti) sia difficoltà per i medici nell’informare il paziente sul suo stato di salute e sulle cure che gli vengono proposte, creando talvolta false aspettative.

 

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

Ricordo di aver dovuto decidere di fare una TAC e quindi di operare di occlusione intestinale una donna gravida al sesto mese di gravidanza. Un caso in cui dalla mia decisione dipendevano due vite, e non una.

 

Nuovi progetti per il futuro?

Il progetto per il futuro è di continuare a fare il chirurgo, ma con l’obiettivo di crescere e di migliorare sempre, con l’esperienza e la formazione continua. E di tentare sempre di trovare un equilibrio soddisfacente tra il tempo dedicando alla professione e quello dedicato alla sfera personale e familiare.

 

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione?

Il web dovrebbe coadiuvare il lavoro del medico, fornendo corrette informazioni sulle patologie e sulle terapie. Il web dovrebbe avere dei canali riconoscibili e chiari per le informazioni corrette, e dovrebbe avere degli strumenti in grado di mettere da parte le false informazioni e i canali spazzatura, che confondono e allarmano i pazienti.